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20/02/2021

«Pasticcio sul Centro giovani e rischio di altri disoccupati»

Il Tirreno

l'ex assessore gelichi per ascolta piombino
piombino. «Centro Giovani e Informa Giovani saranno gestiti direttamente dal Comune. Abbiamo molti aspetti che contrastano con questa decisione. Il primo è tecnico, alleggerire e sburocratizzare le funzioni di un'amministrazione comunale, significa concentrarsi sulle funzioni primarie e farle bene; sicuramente non è fra le prerogative di un Comune quello di diventare riferimento per gruppi di adolescenti, quindi pensare di municipalizzare questo servizio e pensare di farlo meglio è un'amenità concettuale». L'ex assessore Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino, è molto critico con le scelte fatte dal Comune. «Per razionalizzare, specializzare e migliorare i servizi al cittadino, una politica liberale tende a esternalizzare non tutti ma molti servizi, rivolgendosi a specialisti del settore, attraverso bandi concorsuali». Invece questo caso sembra riportare alle politiche stataliste di destra e di sinistra radicale degli anni trenta, con scarsi risultati se non disastrosi. «Figuriamoci se si parla di attività che necessitano formazione specifica e un accreditamento professionale mirato; attività finalizzate a intercettare i giovani, favorire luoghi di produzione creativa, sostenere la creatività, incoraggiare l'impegno sociale e la socializzazione. Quale sarebbe il progetto alternativo del Comune che sostituirà l'esperienza attuale? Non si dice ed è terribile». Gelichi aggiunge: «Un plauso all'attività svolta fino ad oggi, dichiara l'amministrazione, una virtuosa realtà che ringraziamo tanto, però ora levatevi di torno, facciamo noi. Come? Poi ve lo diremo». Il Comune secondo Gelichi avrebbe dovuto preparare una strategia, «avrebbe potuto rimodulare la proposta da inserire nei nuovi bandi. Il nuovo bando avrebbe assicurato anche l'occupazione delle dipendenti che adesso lavorano su questi servizi, attraverso la clausola sociale prevista dalla legge, lavoratori che alla fine della proroga a giugno, si troveranno senza un lavoro; quest'aspetto il sindaco e l'assessore Cresci, l'hanno valutato? Inoltre, evocare oggi il Polo Culturale, legandolo ai servizi per i giovani è strumentale, servono due milioni per terminarlo; veder affrontare temi così seri con quest'approccio sbrigativo e superficiale è mortificante». --