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12/07/2019

Pasticcio Caos, il bando va deserto «Pochi soldi e troppi vincoli»

Il Messaggero

APPALTI
La gara per l'affidamento della gestione del Caos va deserta. «Ma a quelle condizioni come si poteva pensare che qualcuno si presentasse!». L'assessore alla cultura e vice sindaco Andrea Giuli, impallidisce. «Non me lo aspettavo», dice con voce fioca. La gara base d'asta di poco superiore a 700 mila euro, concessione quinquennale per la gestione integrata dei servizi legati al sistema museale e teatrale di Terni, aveva visto l'attenzione di sei soggetti che (come imposto da bando) effettuano un sopralluogo al Caos per verificarne lo stato di fatto poco prima di presentare l' offerta. Che però non presentano. «Abbiamo studiato il modo di rientrare nelle spese ma quel pacchetto non ci consente di fare programmazione neanche per i primi due anni, considerati i vincoli». Dei sei soggetti, importanti (tipo Sistema Museo), nessuno alla fine si presenta. «E' un segnale molto brutto», commenta il vice sindaco. Ma di chi? «Dell'amministrazione che non investe nella cultura e in un complesso dalle potenzialità tanto alte», commenta uno dei professionisti costretti a rinunciare alla gara. «Non si possono mica fare le nozze coi fichi secchi!» E' uno di quelli che fanno parte dei raggruppamento di imprese della capitale (Unità C1, Res Extensa e The Square)che fa un passo indietro non solo per la cifra «inadeguata» messa a disposizione dal Comune, «ma per la pretesa di utilizzarlo una settimana al mese». E adesso? Indisciplinarte, che ne ha la gestione fino al 31 ottobre, potrà usufruire di proroghe alle vecchie condizioni economiche? «Sarà necessario andare avanti con una nuova procedura per chiudere la faccenda a stretto giro» dice Giuli. Il punto è: il Comune farà meglio i conti? O ripresenterà lo stesso bando a soggetti meno esperti? E che ne sarà dei teatri ternani? Chiuso il Verdi, chiuderà anche il Secci? Parliamo della ex Siri che apre nel 2007 e che mette in campo le professionalità di architetti come Cesare Mari e Giuseppe Mestrangelo per l'allestimento degli spazi museali. C'è il museo archeologico e quello di arte contemporanea, la collezione De Felice, la pinacoteca e il teatro Secci. Insdisciplinarte, un gruppo di giovani professionisti si aggiudica la gestione di tutto. Ma non partecipa a questo nuovo bando e lo spiega così: «Diciamo no a un bando di gara che riconosce a malapena la copertura dei costi di utenze della struttura, un bando che non chiede più progettualità ma impone obblighi». Linda Di Pietro (Indisciplinarte) critica un bando che «riduce le ore di apertura del museo, che non valorizza il ruolo e le competenze dell'operatore culturale, che riduce drasticamente l'impegno nella formazione del pubblico e delle nuove generazioni, che non ritiene necessario un coordinamento manageriale degli spazi». I consiglieri di minoranza (Gentiletti, Filipponi, Angeletti) invitano l'amministrazione «a procedere immediatamente ad un nuovo bando che sia all'altezza delle aspettative della città». Come dire che tagliare quei fondi equivale a spegnere la vocazione del Caos. Va riconsiderato tutto, compreso il valore da destinare alla programmazione culturale. «Va precisato che nella gara non c'era più il cespite oneroso di Carsulae. A questo punto ragioneremo subito sul da farsi, non escludendo alcuna soluzione», dice Giuli.
Aurora Provantini