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15/09/2020

Pasti ospedalieri di scarsa qualità: il caso arriva in Consiglio regionale

Il Piccolo di Trieste - Diego D'Amelio

Mozione M5s appoggiata dai sindacati: «Si torni ai cibi cucinati nelle strutture o in luoghi vicini» il report universitario rimasto segreto dal 2018
Diego D'AmelioUna nuova gara d'appalto per la preparazione dei pasti negli ospedali del Fvg e il superamento di modalità di servizio giudicate gravemente insufficienti dai laboratori dell'Università di Trieste. È quanto chiedono i sindacati della sanità, appoggiando la mozione del M5s, presentata ieri dal consigliere regionale Andrea Ussai, dopo la diffusione dei risultati degli esami sugli alimenti distribuiti tra Cattinara, Maggiore e Burlo, ma anche nei nosocomi friulani di Udine e Cividale. È stata la richiesta di accesso agli atti del grillino a far emergere il documento, che nel dicembre 2018 aveva comunicato all'Azienda sanitaria che i cibi preparati dalla società veneta Serenissima risultavano privi di apporto vitaminico, e sviluppavano inoltre sostanze ossidanti e cattivo odore. Da dieci giorni Asugi e Serenissima hanno modificato alcuni criteri nella preparazione e distribuzione dei cibi, ma Ussai denuncia 15 anni di «situazione critica: perdita delle proprietà nutritive, sviluppo di composti ossidati e odori sgradevoli». Il pentastellato critica la «proroga decennale dell'appalto alla Serenissima, evidenziando che con il sistema "cook and chill" i prodotti restano conservati anche per 30 giorni prima del consumo. Il direttore generale dell'Asugi Antonio Poggiana parla di dati vecchi, quando la stessa Università ha proseguito nelle analisi trovando valori analoghi. Ho chiesto la relazione molte volte all'Azienda: non dico fosse secretata, ma abbiamo capito il perché dei continui ritardi». Già nella scorsa legislatura Ussai aveva presentato una mozione per chiedere l'impiego delle preparazioni fresco- caldo in vista di un appalto promesso da anni e mai bandito. Quella volta tutto il Consiglio regionale votò l'indirizzo del M5s e ora il grillino torna alla carica, chiedendo «preparazione dei pasti lo stesso giorno all'interno degli ospedali o in luoghi vicini. L'assessore Riccardi ha annunciato un'indagine e dice che le continue proroghe dell'appalto sono inaccettabili: in attesa del bando, ci auguriamo vengano prese in considerazione le nostre richieste di una filiera regionale con prodotti locali freschi e che si tenga conto dello studio commissionato dalla Regione nel 2015, in cui viene considerato preferibile il sistema fresco-caldo sia in termini di costi che di qualità». Ussai presenta la mozione con accanto i rappresentanti sindacali. Per Fabio Pototschnig (Fials), «ci sono in ballo milioni e persone che necessitano di un'alimentazione adeguata alle proprie condizioni di salute. Ci sono differenze abissali tra quanto viene somministrato a Cattinara e quanto ad esempio si riceve invece alla Pineta del Carso o nelle strutture di Gorizia e Monfalcone. Le mense le usano anche gli operatori della sanità e le lamentele su qualità e varietà del cibo a Trieste sono moltissime. Gli appalti hanno portato a risparmiare su tutto, inclusa la qualità del cibo: vogliamo una reinternalizzazione dei servizi». Andrea Blau (Fisascat Cisl) parla prima a titolo personale e poi a nome dei lavoratori delle mense: «Da cittadino ho vissuto le mense dell'ospedale di Cattinara, con pasti inguardabili e senza gusto, somministrati a persone anziane. Vera malnutrizione. Per tanti anni la questione è stata trascurata per ragioni economiche. Il problema è anche il risparmio sulle spalle dei lavoratori: nessuna tutela delle retribuzioni e tempi sempre più accorciati, con ricadute sulla qualità del servizio. L'appalto Serenissima è la prova dei difetti del sistema: bisogna riprendere l'aspetto etico, senza mettere in difficoltà l'utente e il lavoratore».--© RIPRODUZIONE RISERVATA