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08/09/2020

Pasti ospedalieri bocciati in ateneo Report di Asugi a breve in Regione

Il Piccolo di Trieste - Diego D'Amelio

Il dg Poggiana sta preparando una relazione per il vicegovernatore Riccardi: «Quei dati sono vecchi» le analisi sul cibo somministrato ai pazienti mai rese note dal 2018
Diego D'AmelioI dati sono vecchi e molto è cambiato nel servizio di ristorazione ospedaliera offerto dalla società Serenissima. Ne è convinto il direttore generale dell'Azienda sanitaria Antonio Poggiana, che nei prossimi giorni invierà all'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi una relazione riguardante gli scarsi valori nutrienti e le sostanze ossidanti contenute negli alimenti somministrati negli ospedali triestini. E se l'Asugi derubrica la questione, Serenissima ammette invece il possibile decadimento dei cibi, sottolineando però che dal primo settembre la modalità di preparazione è cambiata dopo 15 anni. L'azienda veneta rassicura i cittadini, dopo la pubblicazione delle analisi condotte dal Dipartimento di Scienze economiche, aziendali, matematiche e statistiche dell'Università di Trieste. Serenissima spiega di prestare servizio dal 15 dicembre 2005 e sottolinea di aver utilizzato «fino a tutto il mese di agosto 2020 il sistema in legame fresco-caldo, che prevede la cottura degli alimenti presso la cucina interna e il mantenimento degli stessi a temperatura controllata sino al confezionamento a vassoio». L'impresa ammette però che, dopo la cottura, «gli alimenti sono conservati per le ore successive alle temperature di legge, fino al momento della distribuzione all'utente. Il mantenimento alle suddette temperature per molte ore, se da un lato è conforme ai parametri di sicurezza igienico-sanitari, dall'altro può portare a decadimento di alcuni valori della materia prima». Le analisi dell'Università non sono insomma smentite, ma Serenissima evidenzia di aver avviato un confronto con l'Azienda sanitaria all'inizio del 2019, «finalizzato a innalzare la qualità». Da qui la decisione di introdurre il sistema "cook and chill", «in grado di assicurare il mantenimento dei valori nutrizionali». La sperimentazione del nuovo metodo è avvenuta fra aprile e giugno 2019, con un miglioramento dei risultati che è riconosciuto anche da nuove analisi condotte dall'Università. Il nuovo metodo di preparazione è però in funzione solo dal primo settembre mentre dall'inizio dell'appalto pazienti e dipendenti hanno mangiato alimenti dallo scarso valore nutritivo e con alti valori di sostanze ossidanti, come dicono i dati forniti all'Asugi dall'ateneo. Un problema riguardante soprattutto i lungodegenti, costretti per settimane a nutrirsi con cibo con scarsi apporti di vitamine e antiossidanti. L'analisi di verdura, carne e pesce preparati da Serenissima era stata richiesta all'Università dall'allora direttore generale dell'Azienda sanitaria Adriano Marcolongo. Gli esiti erano tuttavia arrivati solo il 31 dicembre 2018: Marcolongo era stato appena nominato al Cro di Aviano, lasciando il posto a Poggiana, che si è in effetti incaricato di migliorare il sistema di preparazione. L'attuale direttore generale spiegato di star preparando «con la massima serenità una relazione alla Direzione centrale Salute, come richiesto dal vicepresidente Riccardi. Vanno verificate le affermazioni fatte in quella che è soltanto una tesi di laurea». Per Poggiana, «il problema era del 2018 e siamo nel 2020: pubblicare quei dati è stato un errore clamoroso da parte della stampa: la ditta Serenissima è una delle maggiori imprese del settore. Perché si continua a prorogare l'appalto? La procedura per il nuovo appalto è partita, ma i ritardi non dipendono da me». Dal Dipartimento universitario che ha condotto le analisi, fonti qualificate fanno sapere che la tesi di laurea attivata dopo la richiesta di Marcolongo è stata condotta sotto la supervisione di ricercatori esperti e validata dalla struttura. Quanto all'«errore clamoroso», dall'ateneo confermano di aver raccolto campioni anche in periodi successivi al 2018 e di aver ottenuto gli stessi risultati deludenti. Diverso il caso per gli alimenti della sperimentazione più recente, che hanno mostrato invece esiti decisamente migliori: ma quel cibo si mangia negli ospedali triestini da martedì scorso e l'appalto di Serenissima è in funzione da 15 anni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA