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13/01/2021

Parte un esposto per il palasport a procura e Anac

La Nuova Ferrara - Beatrice Barberini

Tutte le minoranze consiliari firmano il documento che parte dalla relazione del segretario generale «Costi lievitati di un milione» CENTO
CENTO. Troppe ombre sul cantiere del palasport. Con un esposto presentato alla procura e all'Autorità anticorruzione, le minoranze consiliari chiedono che s'indaghi sulla gestione dell'ampliamento. «Forti dubbi d'irregolarità» hanno spinto i consiglieri d'opposizione Marco Mattarelli (LpC), Piero Lodi (Pd), Enrico Malucelli (Onda Centese), Diego Contri e Alberto Cacciari (Gruppo Misto), Gunner Maccaferri (Noi Che) Marco Pettazzoni ed Elisabetta Giberti (Lega) a firmare un atto congiunto in tal senso.«Troppe cose non sono chiare, troppi dubbi - motivano i firmatari - sembrano trovare conferma. A oggi persino la richiesta di una Commissione "speciale" per fare chiarezza su costi e procedure per l'ampliamento del palasport non è più sufficiente. Una commissione che, benché siano passate settimane dal voto in consiglio, la giunta si è guardata bene dall'attivare. Evidentemente non c'è voglia di far luce su una serie di operazioni che, non solo lasciano perplesse le minoranze consiliari, ma hanno spinto anche il segretario generale del Comune di Cento - per legge preposto all'anticorruzione - a segnalare, nel suo referto annuale, un uso di "frazionamento" negli appalti poco comprensibile e non in linea con le norme».IL FRAZIONAMENTOPunto di partenza dell'esposto è proprio il testo scritto del segretario generale: «La presenza di diverse determinazioni del servizio lavori pubblici e patrimonio che prevedono analogo lavoro e/o fornitura senza alcuna motivazione di carattere tecnico inducono a evidenziare un'ipotesi di violazione del principio di programmazione nonché del divieto di artificioso frazionamento».Concetto già evidenziato dai banchi di minoranza nella seduta consiliare e timore che «si fa sempre più concreto - rimarcano - di un ricorso troppo "allegro" al frazionamento, procedura che prevede di mettere a gara un intervento di base già sapendo che poi si procederà ad altri affidamenti, tutti sotto soglia, per far lievitare il costo finale. Certo più agevole in ambito di normativa degli appalti, ma iter non corretto».L'ennesimo esempio, qualche giorno fa: «Per il palazzetto sono stati stanziati ulteriori 87mila euro. La spesa iniziale prevista in 3milioni e 250mila euro è già oggi lievitata di quasi un milione. E non è ancora finita: la struttura è ancora priva dell'omologazione e serviranno altri interventi».LA VERIFICANell'impossibilità di ottenere risposte ai tanti quesiti, e proprio perché venga tolto quel velo d'ombra che aleggia sul cantiere, tutti i capigruppo consiliari di minoranza, assieme al consigliere Cacciari (Gruppo Misto) e alla consigliera Giberti (Lega) hanno sottoscritto un esposto presentato all'autorità giudiziaria e all'Anac: «Partendo da quanto osservato dal segretario generale del Comune di Cento, l'esposto chiede all'autorità competente di verificare se atti e procedure siano effettivamente o meno rispettosi delle leggi. Purtroppo l'attività del Comune di Cento ha da troppi anni elementi di scarsa trasparenza. Sindaco e giunta evitano ogni occasione di confronto, umiliano il dibattito consiliare, mettono le istituzioni di fronte a fatti compiuti. E la spesa pubblica lievita». --Beatrice Barberini© RIPRODUZIONE RISERVATA