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18/05/2021

Parte il conto alla rovescia per le vasche sull ‘ Olona

La Prealpina

SAN VITTORE Aipo punta a iniziare i lavori entro la fine dell ' anno Le proteste delle varie amministrazioni e dei cittadini non hanno mai fermato l ' iter burocratico iniziato nel 2006
SAN VITTORE OLONA - Si fa sempre più concreta la possibilità che i lavori per la realizzazione delle vasche di laminazione per il contenimento delle piene del fiume Olona, previste tra San Vittore e Parabiago, possano partire già quest ' anno. Dopo che il sindaco sanvittorese Daniela Rossi aveva confermato che l ' intervento fosse in rampa di lancio nel corso del 2021, il progetto è stato inserito nel piano triennale 2021-2023 degli interventi dell ' Agenzia interregionale per il fiume Po, l ' ente che, con Regione Lombardia, realizzerà la grande opera anti-alluvioni. Non è stato ancora emanato un nuovo bando per la gara d ' appalto, ma il documento prevede l ' inizio lavori già quest ' anno. Nel piano, infatti, sono previsti tre lotti: il primo da 8 milioni di euro riguarda proprio l ' anno in corso. Per il 2022 è previsto il secondo da un milione e 890mila euro, mentre nel 2023 si lavorerà per il terzo da 630mila. La spesa complessiva resta di 18 milioni, cifra che comprende anche le spese per gli espropri dei terreni già effettuate negli anni scorsi. L ' opera è dunque alle porte e, anzi, proprio Rossi ha chiesto di poter incontrare a breve i responsabili di Aipo e Regione per fare il punto della situazione. Compito del sindaco sanvittorese sarà ridefinire le compensazioni ambientali, che in parte erano state già richieste e ottenute dalla vecchia amministrazione di Marilena Vercesi e dai Comuni del Parco dei Mulini, visto che le vasche interesseranno il territorio dell ' area protetta. Si tratta peraltro di un ' opera molto contestata. Gli invasi, infatti, sono stati previsti per mettere in sicurezza da eventuali piene dell ' Olona tutti i Comuni più a valle. In origine dovevano essere sei vasche in grado di far fronte dalle piene più frequenti a quelle di portata secolare. Si decise però di realizzarne solo un paio. Gli invasi sanvittoresi facevano parte di un piano territoriale di quattro siti di laminazione, di cui tre nel varesotto. Di fatto l ' unico realizzato è la diga di Ponte Gurone. Proprio per via dell ' esistenza di quest ' ultima struttura, che già ha dato prova di ottimo funzionamento nel contenere le piene, il progetto sanvittorese è sempre stato osteggiato perché considerato inutile, anche se i tecnici dicono l ' esatto contrario. I veri dubbi, però, hanno riguardato la manutenzione delle vasche e la frequenza con cui saranno utilizzate, visto che ogni volta, dopo ogni singolo uso, dovranno teoricamente essere bonificate dai fanghi inquinati e dai rifiuti lasciati sui fondi da un fiume tutt ' altro che pulito. Le proteste delle varie amministrazioni sanvittoresi, ma anche dei cittadini, non hanno mai fermato l ' iter burocratico che prese il via del 2006. Quell ' anno, infatti, venne assegnato il primo appalto per i lavori. La gara fu vinta da un ' associazione temporanea di imprese che perse lentamente i pezzi per strada. Rimase l ' azienda più grossa, una ditta siciliana che però ebbe vari problemi. Finì, infatti, in un inchiesta della magistratura romana per un altro appalto e fu commissariata. Parallelamente tentò di cedere, con la procedura di cessione di ramo d ' azienda, i lavori delle vasche sanvittoresi a una ditta lombarda. L ' Autorità nazionale anticorruzione diede parere negativo e bloccò tutto. Non potendo mantenere l ' appalto, Aipo dovrà ora bandire una nuova gara d ' appalto, forte anche in un ' integrazione di finanziamento da 6 milioni e 300mila euro approvata da Regione Lombardia lo scorso autunno. Di fatto, dopo 20 anni di discussioni, i tempi per avviare il cantiere sono vicini. Decisamente più veloce è stato l ' intervento delle vasche di laminazione realizzate a Villanova di Nerviano, lungo il torrente Bozzente. L ' opera è stata conclusa all ' inizio di quest ' anno, dopo quattro anni di lavori, per un costo di 10 milioni. Stefano Vietta © RIPRODUZIONE RISERVATA FIUME FIUME E E TERRITORIO TERRITORIO Le opere, divise in tre lotti, costeranno in totale 18 milioni di euro e serviranno a eliminare i rischi