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09/04/2021

Parking Fara, ricorso al Consiglio di Stato «Ma la nuova gara per i lavori prosegue»

Eco di Bergamo - Benedetta Ravizza

Città Alta Dopo il no del Tar, nuova azione dell'impresa Rota Nodari per chiedere i danni Il Comune si costituisce. Bergamo Parcheggi: «Avanti nel valutare le offerte arrivate»
La storia infinita. È quella del cantiere del Parking Fara, che non può mai dormire sonni tranquilli. Una nuova Spada di Damocle pende infatti sulla sua testa. Il Tar di Brescia, il 3 marzo scorso, aveva giudicato inammissibile il ricorso della Fratelli Rota Nodari, facendo tirare un sospiro di sollievo a Comune e Bergamo Parcheggi. Tanto più alla società concessionaria dell'opera, la Bergamo Parcheggi appunto, che nel frattempo aveva pubblicato il bando di gara europeo (che si è chiuso il 29 marzo) per riassegnare i lavori.

Ma la tregua è durata poco. L'impresa Fratelli Rota Nodari, infatti, ha presentato appello avanti al Consiglio di Stato proprio contro quella sentenza. La richiesta è sempre la stessa: il risarcimento dei danni per l'atto di revoca, disposto da Bergamo Parcheggi, dei lavori di completamento del parcheggio interrato alla Fara (circa 6 milioni di euro). La vicenda è degna di una telenovela. Alla fine del 2019, dopo la risoluzione consensuale dell'aggiudicataria Collini e il ritiro della seconda classificata, la società Itinera, scorrendo la graduatoria della gara del 2016, il Cda di Bergamo Parcheggi opta per l'affidamento diretto alla terza in lizza, ovvero la Rota Nodari. La procedura, però, non convince Palafrizzoni, che chiede un parere all'Anac. L'ente anticorruzione, che già nel 2018 aveva puntato la lente su delicato cantiere di Città Alta, non ritiene corretto il criterio. Gara da rifare, quindi, con il nuovo bando (di portata europea), pubblicato da Bergamo Parcheggi il 15 febbraio scorso e chiuso il 29 marzo. In campo c'è un progetto riaggiornato, i cui costi sono lievitati a 7,2 milioni di euro, per l'adeguamento al prezzario regionale. La Rota Nodari, però, non si è rassegnata, rivolgendosi prima al Tar di Brescia (che ha ritenuto inammissibile il ricorso) e ora al Consiglio di Stato.

Palafrizzoni (socio minoritario di Bergamo Parcheggi tramite Atb) si è costituito nella causa d'appello per chiarire la sua posizione, affidandosi all'avvocatura comunale e all'avvocato Gabriele Pafundi di Roma (accantonando 3 mila euro per le spese legali). «Mi era arrivata voce di un possibile ricorso al Consiglio di Stato - commenta l'assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla -, è un diritto dell'impresa. Ma sono tranquillo, non temo contraccolpi sul nuovo bando. Non è stato un capriccio revocare i lavori. Ci siamo appellati a quello che dicono Anac e il Codice degli appalti: lo scorrimento della graduatoria è possibile solo se l'impresa che se ne va è in concordato preventivo o è fallita. Non è il caso della Collini, che sta lavorando anche alla variante di Zogno». Anche dalla Bergamo Parcheggi mantengono la calma: «Andiamo avanti con le procedure, anche perché non si conoscono i tempi entro cui si pronuncerà il Consiglio di Stato. Si è insediata la commissione che deve valutare le offerte, ne sono pervenute in numero congruo». Quante e quali imprese si sono candidate a completare i nove piani interrati (per 469 posti) del silo all'ex Faunistico non è dato sapere. «Non lo sappiamo neanche noi, alla Bergamo Parcheggi sono un po' ermetici», usa un eufemismo l'assessore Brembilla. Dalla società si appellano alle regole del Codice degli appalti che non permetterebbe di diffondere questi dati prima dell'esito della gara.