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03/06/2020

«Parking Fara, gara da rifare» Palafrizzoni scrive all’Anac

Eco di Bergamo - Dino Nikpalj

Il cantiere L'emergenza Covid-19 ha rallentato la spedizione del dossier Per il Comune non è possibile assegnare i lavori all'impresa terza classificata
In realtà la lettera era pronta da inizio marzo, ma l'emergenza Covid-19 ha travolto tutto. Anche l'intenzione del Comune di sbrogliare una volta per tutte la matassa dei lavori al parcheggio della Fara. Come noto, nei mesi scorsi, è stato risolto il contratto con l'impresa Collini: il collaudo di quanto finora fatto è stato completato e ora ci sono due strade.

La prima, quella che vuole intraprendere Bergamo Parcheggi: assegnare i lavori alla terza classificata della gara, la Fratelli Rota Nodari di Almenno San Salvatore, perché la seconda (Itinera) ha già fatto sapere di non essere interessata. La seconda: rifare la gara daccapo. E su questa posizione ci sono gli uffici di Palafrizzoni.

Un confronto già aperto

Da qui la decisione d'investire della questione l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, che sul cantiere aveva già aperto un procedimento di vigilanza dopo un esposto dei grillini presentato ad agosto. Del 2018.

A gennaio i funzionari di Palafrizzoni e Anac si erano incontrati in quel di Roma per un confronto sul percorso amministrativo seguito per arrivare alla (ri)apertura del cantiere. E in quell'occasione, informalmente, dal lato dell'Autorità pare sarebbero state sollevate perplessità sulla modalità di attribuzione al terzo classificato. Informalmente perché l'argomento non era all'ordine del giorno, ma comunque condivise perché Palafrizzoni la pensa esattamente così. E l'ha anche messo nero su bianco in (più di) una lettera inviata a Bergamo Parcheggi, società partecipata al 32% da Atb, ovvero dal Comune medesimo. Il che rende tutto abbastanza complesso e a tratti paradossale.

La querelle con Bg Parcheggi

Ad ogni modo, la scorsa settimana i rilievi di Palafrizzoni sono stati spediti ad Anac che fino a quel momento se li era visti anticipare solo a mezzo stampa e per sommi capi. Nella lettera si ribadiscono le forti perplessità sulla strada seguita da Bergamo Parcheggi, nello specifico sulla lettura data all'articolo 110 del Codice degli appalti: «Non appare suscettibile di applicazione estensiva o analogica in quanto derogatoria della procedura di rinnovazione della gara pubblica. Pertanto troverebbe applicazione solo nelle cause tassativamente indicate nel medesimo disposto».

In estrema sintesi, secondo il Comune la previsione normativa andrebbe applicata solo in caso di concordato preventivo o fallimento dell'impresa (ipotesi indicate nel 110 che, in realtà, amplia l'orizzonte alle previsioni degli articoli 108 e 88, non considerate però attinenti dai legali del Comune), e non è proprio il caso della Collini. Quindi serve una nuova gara.

Chiaramente Bergamo Parcheggi (a sua volta supportata da pareri legali) la pensa in modo opposto e ritiene che la previsione normativa sia perfettamente applicabile alla fattispecie. Una situazione di stallo che può essere risolta solo da Anac. Nell'attesa, il cantiere non riparte e l'ipotesi che l'opera sarà pronta solo a inizio 2022, e non alla fine del prossimo anno, si fa sempre più concreta. Quasi certa.