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02/10/2019

Parco della Salute, l’allarme di Cantone “Si rischia di tornare al punto di partenza”

La Stampa - ALESSANDRO MONDO

La Regione cerca una sponda con il Ministero per salvaguardare la gara L'assessore: «C'è la disponibilità per trovare una soluzione condivisa» IL CASO
Il Parco della Salute, nonostante tutto, resta un'incognita. E prossimamente potrebbe accadere di peggio: cioè che, come nel più classico del "Monopoli", il progetto del nuovo polo ospedaliero atteso da Torino e cintura torni alla casella di partenza. Ieri l'allarme è stato lanciato, forte e chiaro, da Raffaele Cantone, presidente uscente dell'Anac: l'Autorità nazionale anticorruzione chiamata dalla stessa Regione, parliamo della giunta-Chiamparino, a vigilare sulla correttezza della procedura di gara. Ma oggi non è questo il punto. Il punto è che la gara, già avviata, possa essere inficiata, cioè salti, a seguito del "dibattito pubblico" chiesto retroattivamente dal ministero della Salute. Meglio: dai dirigenti chiamati a fare rispettare una procedura inserita nel nuovo Codice degli appalti. Procedura, altra premessa, perorata dai Cinque stelle in Regione. Il rischio Cosa ha detto Cantone? In estrema sintesi che il "dibattito pubblico", ovvero l'apertura di un percorso partecipato con i cittadini e con tutte le categorie interessate dall'opera per raccogliere critiche e spunti volti a migliorare il progetto, non è compatibile con la procedura di gara scelta per il Parco, il cosiddetto "dialogo competitivo". «Una scelta coraggiosa, quest'ultima, che richiede una serie di passaggi complessi per una pubblica amministrazione - ha dato atto il presidente di Anac, intervenendo al convegno "Nuovi modelli di amministrazione intelligente" organizzato dall'Università di Torino e dal master Seiic del dipartimento di Management -. Il punto è che il dialogo competitivo lo fai in un momento in cui sono già chiari una serie di passaggi, cioè chiami le imprese per discutere i punti fermi che hai fissato prima». Sembra una questione di lana caprina, basta e avanza per gettare un'ombra sulla realizzazione dell'opera, o quantomeno sulla tempistica. Tecnicismi a parte, i due percorsi finiscono per entrare in rotta di collisione, e a farne le spese sarebbe proprio la gara. La tagliola Una tagliola anche per la giunta regionale di centrodestra: favorevole a rivedere il progetto, scorporando dal parco il polo materno-infantile, ma contraria a pregiudicare l'andamento della gara, con le conseguenze immaginabili. E per questo desiderosa di ridurre al minimo i tempi del dibattito pubblico, di cui farebbe volentieri a meno. Concetto ribadito a più riprese da Alberto Cirio e dall'assessore alla sanità Luigi Icardi, ieri e oggi a Roma proprio per sciogliere il nodo. Stando alla Regione, sul tema del dibattito pubblico relativo all'appalto del Parco della Salute di Torino, l'assessore ha riscontrato la disponibilità del ministro per trovare una soluzione condivisa dalle autorità interessate: «Domani (ndr: oggi per chi legge) avremo un incontro con l'Anac, al quale saremo accompagnati dai funzionari del ministro. E' il segno che c'è la volontà di trovare la soluzione». Posto che il dibattito pubblico si dovrà fare, su questo non sembrano più esserci dubbi, si tratta di capire se con la sponda del neo-ministro alla salute Roberto Speranza si riuscirà a trovare una formula di compromesso: adempiere alla legge senza inchiodare la gara e disincentivare gli investitori internazionali che hanno già presentato le manifestazioni di interesse contando su un quadrio sempre più fumoso. -

RAFFAELE CANTONE PRESIDENTE USCENTE ANAC

La procedura di gara scelta per il Parco ha una serie di aspetti di trasparenza e di coraggio

Richiedere oggi di riaprire al dibattito pubblico è come il meccanismo del gioco dell'oca che riporta al punto di partenza


Foto: Il Parco della Salute dovrà coniugare servizi sanitari, didattica e ricerca