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29/08/2020

Parcheggio Fara, rischio battaglia legale

Eco di Bergamo - Dino Nikpalj

Il caso Nuova gara o appalto alla terza classificata? Anac: «Il nostro parere arriverà nelle prossime settimane» Il termine lavori può slittare a metà 2022. E Intanto, dopo la rescissione, la Collini prepara la disputa in Tribunale
Da Roma l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, fa sapere che «il parere arriverà nelle prossime settimane». Per fine settembre? «Per settembre dovremmo esserci» spiegano: «C'è stata una richiesta di accesso agli atti che ha rallentato l'iter». Già partito piano di suo, perchè la richiesta ufficiale di chiarimenti sulla necessità o meno di una nuova gara per il parcheggio della Fara è partita da Palafrizzoni solo a fine maggio. Era in realtà stata annunciata a mezzo stampa già a marzo, ma l'emergenza Covid-19 l'ha lasciata nel cassetto.

Nell'attesa tutto è fermo in Città Alta, da quando ad inizio anno è stato risolto il contratto con l'impresa Collini. Che di suo però è tuttaltro che ferma: la risoluzione consensuale è una cosa, i maggiori costi riscontrati un'altra. E così i legali dell'impresa sono all'opera per preparare la battaglia legale: così ad occhio e croce la distanza tra le parti è almeno di 3 milioni di euro, forse anche di più. Mica patatine.

L'articolo 110 degli appalti

Ecco, le parti. Una situazione talmente ingarbugliata che ha portato Palafrizzoni a prendere carta e penna e chiedere un intervento (si spera) risolutivo ad Anac. Che, tra le altre cose, aveva già aperto un procedimento di vigilanza dopo un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle nell'agosto di due anni fa e quindi interloquito con assessori e tecnici del Comune di Bergamo.

Il parere dell'anticorruzione si annuncia fondamentale per la ripresa del cantiere, ben più degli altri fronti aperti qua e là, dall'Unesco a comitati e singoli attivi soprattutto a livello social. Due la strade possibili: una nuova gara per il completamento dell'opera o l'assegnazione dei lavori all'impresa terza classificata, perché la seconda (Itinera) ha già fatto sapere di non essere interessata al subentro. La terza, invece, la Rota Nodari di Almenno San Salvatore, sarebbe disponibile.

Nessuna chance invece per la terza strada, ovvero rinunciare all'opera: Palafrizzoni ha più volte ribadito l'intenzione di andare fino in fondo.

Ma torniamo alle parti in causa, il vero nodo di questa tormentata vicenda. Il Comune preme per una nuova gara, Bergamo Parcheggi per l'attribuzione alla terza classificata di quella vecchia. Entrambi con corposi pareri legali a supporto delle rispettive tesi che ruotano intorno ad un'interpretazione più o meno estensiva dell'articolo 110 del Codice degli appalti. Il Comune ritiene sia applicabile solo in caso di fallimento o concordato preventivo, ma non è proprio il caso della Collini, ora all'opera nel cantiere della variante di Zogno. Bergamo Parcheggi estende invece l'orizzonte della norma anche alle risoluzioni.

Per farla breve, fino a quando Anac non si esprime il cantiere non riparte. Con un certo imbarazzo da parte del Comune che si ritrova sul fronte opposto a quello di Bergamo Parcheggi, ramo nostrano di Parcheggi Italia (società del colosso austriaco Best in Parking) che detiene il 68% delle quote. Il rimanente 32 è di Atb, al 100% controllata da Palafrizzoni. Paradossale? Abbastanza.

Tutte le prossime tappe

La sola cosa certa è che i lavori fatti dalla Collini hanno superato il collaudo lo scorso maggio, ed era un passaggio ovviamente fondamentale. I 33 metri di parete di cemento armato di pali tiranti e travi orizzontali per contenere la collina sono a posto, è stato certificato. Diverso è il discorso degli extracosti che vedrà sfidarsi nei prossimi mesi i legali di ambo le parti.

Ora però bisogna realizzare materialmente gli otto piani di parcheggio. Se Anac darà il via libera alla terza classificata il cantiere potrà riaprire in tempi relativamente brevi e comunque entro fine anno. Nel caso la strada indicata fosse quella di una nuova gara tutto si allungherebbe ulteriormente, con tutte le complicazioni (ricorsi, ecc...) che una procedura del genere normalmente comporta. Almeno nel Belpaese.

Si calcola circa un mese di lavoro a piano, e siamo quindi ad 8, più altri 6 (magari contenibili) per viabilità d'accesso, impianti, rifinitura, copertura e passerella del paesaggista portoghese Joao Nunes. Poi c'è il collaudo che difficilmente sui chiude in meno di 3 mesi. Quindi siamo sui 16-17 mesi, quasi un anno e mezzo dalla ripresa del cantiere: fatti due conti e ormai archiviate le ipotesi di aprire ad inizio 2021 prima e fine estate 2021 poi, la metà del 2022 potrebbe essere un traguardo ragionevole. Salvo complicazioni, ovviamente, e alla Fara finora non sono mancate. Proprio no.