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17/06/2021

Parcheggio alla Fara Il cantiere riprenderà non prima dell’autunno

Eco di Bergamo - Dino Nikpalj

La gara Bg Parcheggi avrebbe già scelto l'impresa ma sullo sfondo c'è l'incertezza del ricorso al Tar L'opera verrà completata nella prima metà del 2023
Calendario alla mano i lavori al parcheggio della Fara non riprenderanno prima del prossimo settembre e non in estate come negli auspici di Palazzo Frizzoni. Da dove trapela decisamente poco, praticamente nulla, ma basta una scansione dei prossimi passaggi per arrivare a questa conclusione.

Tutto verte intorno alla gara bandita da Bergamo Parcheggi lo scorso 29 marzo: una gara dall'importo di poco inferiore ai 7 milioni di euro sulla quale vige il silenzio più totale considerando qualche difficile precedente e soprattutto il ricorso al Tar presentato dall'impresa Fratelli Rota Nodari. La terza classificata della gara precedente, datata 2016, alla quale sarebbero dovuti andare i lavori dopo l'abbandono del cantiere da parte della vincitrice Collini (che a sua volta ha aperto un fronte giudiziario con Bg Parcheggi dopo la rescissione consensuale) a inizio 2020 per un disaccordo sugli extracosti, e la rinuncia della seconda, Itinera.

Anac (l'Autorità nazionale anticorruzione) ha però ritenuto necessaria una nuova gara e la Rota Nodari è partita alzo zero sul fronte giudiziario. Il primo ricorso al Tar per ottenere l'annullamento della revoca dei lavori (formalmente assegnati da Bg Parcheggi prima dello stop di Anac) è stato giudicato inammissibile: l'impresa si è così rivolta da un lato al Consiglio di Stato e dall'altro ha presentato un nuovo ricorso al Tar impugnando tutti gli atti della vicenda dal 2008 ai giorni nostri, ultimo bando compreso.

Si guarda a Reggio Emilia

Ed è proprio qui che sta il nocciolo della vicenda: Bergamo Parcheggi avrebbe già esperito la procedura per l'assegnazione dei lavori, ma prima di ufficializzare il tutto preferirebbe attendere il pronunciamento dei giudici amministrativi sul nuovo ricorso, così da evitare pasticci.

Informalmente pare che la scelta della commissione aggiudicatrice sia caduta su un'impresa (o un'associazione temporanea) di Reggio Emilia che avrebbe offerto un ribasso superiore al 20%. Ma si tratta di indiscrezioni che non trovano conferme né a Palafrizzoni né tantomeno da Bergamo Parcheggi.

Chiaro però che l'attesa del Tar sposta in là tutto l'iter. Ipotizzando un parere a giorni si potrebbe ipotizzare un'aggiudicazione per fine mese, ma a quel punto scattano i 35 giorni di «stand still» previsti nel nuovo codice degli appalti pubblici. Un «fermi tutti», un impedimento temporaneo alla stipula del contratto di appalto, una volta conseguita l'aggiudicazione definitiva a chiusura del procedimento selettivo delle offerte, a tutela di chi ritenga di avere diritti in materia. In sostanza un altro concorrente.

Quindi si finisce a inizio agosto, poi bisogna presentare le fideiussioni, lavorare su un complesso sistema di trasporto dei materiali (la teleferica non c'è più), organizzare il passaggio sotto Porta Sant'Agostino e il cantiere stesso: roba che porta via tranquillamente un altro mese con in più le incognite del periodo ferragostano. Fatti due calcoli è un attimo arrivare a settembre inoltrato e da qui all'autunno. Per la cronaca nel bando di gara i mesi di lavoro indicati erano 22, collaudi compresi, anche se l'ultimo report della Collini ne indicava 16: può anche darsi che l'offerta vincente abbia contemplato una loro riduzione, ma così a occhio il parcheggio sarà pronto nella prima metà del 2023, tra primavera ed estate. Ovviamente salvo complicazioni, che in questa vicenda sono la sola certezza. Da sempre.