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01/12/2018

Parcheggi interrati, il Comune apre «Il centro soffre, potrebbero servire»

QN - Il Resto del Carlino

di PAOLO ROSATO CHISSÀ il mondo come sarà tra qualche anno. Chissà chi amministrerà Bologna tra qualche anno. Intanto però il Comune, nella sua relazione del Piano generale del Traffico Urbano - che dovrebbe essere approvato nell'arco di un anno, il confronto nei Quartieri su tutto il Pums (piano urbano della mobilità sostenibile) partirà a inizio 2019 - piazza un'apertura non da poco. Visto e considerato che negli ultimi tempi sul tema, da parte del Pd comunale, c'era stata una sostanziale chiusura, il passaggio possibilista sulla realizzazione di nuovi parcheggi in struttura/pertinenziali in città colpisce. NELLO specifico, il Comune parte da una premessa maggiore che sfiora il pleonastico: «Pur constatando un andamento maggiormente bilanciato tra domanda e offerta di sosta pertinenziale nel centro storico - si legge nella relazione del Pgtu 2018 -, frutto della politica fino a ora applicata -, soprattutto il centro storico resta comunque in forte sofferenza» sulla sosta. Niente di nuovo. «Pertanto - la sterzata del Comune -, nel caso in cui l'Amministrazione comunale intenda proseguire il progetto di realizzazione di nuovi parcheggi pertinenziali, occorrerà adottare uno specifico strumento normativo che indichi precise tutele per il Comune». Palazzo d'Accursio quindi tiene la porticina aperta sul fronte dei parcheggi, anche quelli interrati. Certo, sul punto l'orizzonte del Pums è il 2025, ma lo spiraglio è significativo. ANCHE perché il Comune, tornando alle «precise tutele» evocate qualche riga più in su, già mette le mani avanti su uno dei nodi più intricati: scavare a Bologna può diventare un problema. Tra le tutele spiccano «gli approfondimenti in termini di indagini di natura archeologica e sulle interferenze - si legge nella relazione -, che consentano una sufficiente garanzia di realizzazione di strutture interrate». Di conseguenza emerge la necessità di una «garanzia di un saldo positivo dell'offerta di sosta nonché l'occasione di riqualificazione degli spazi esterni». Non solo: «L'area archeologica è posta interamente a carico del soggetto attuatore. Nel caso in cui superi una determinata soglia preventivamente stabilita, scatterà l'obbligo di ripristino a cura e spese del proponente, assistito anche da garanzie di natura assicurativa». Infine «le proposte non potranno superare la quota complessiva di 1.000 posti auto per l'intero centro storico e le dimensioni di 249 posti per singolo intervento». Tutte riflessioni ipotetiche, ma che piantano un seme nel futuro. Palazzo d'Accursio si riserva anche di decidere in futuro, «per meglio tutelare l'interesse pubblico, lo strumento normativodovrà scegliere inoltre se orientarsi verso l'applicazione della Legge Tognoli (parcheggi in edifici già esistenti), o se seguire integralmente le procedure di cui al Decreto Legislativo 163/2006 (il codice degli appalti)». PER PALAZZO d'Accursio è stata comunque «difficile» l'esperienza degli altri parcheggi pertinenziali. «Nel complesso sono stati completati tutti e cinque i progetti di realizzazione di parcheggi pertinenziali (via D'Azeglio, via Finelli, via della Pietra, via Cividali, via Allende) per complessivi 300 posti auto. Gli interventi D'Azeglio, Cividali e Allende, pur con le difficoltà realizzative e/o di adesione da parte della cittadinanza, risultano avere incontrato la domanda dell'utenza. Permangono situazioni di sofferenza per invenduto nel parcheggio di via Finelli - si aggiunge -, per le quali si renderà necessaria un'accurata valutazione e rimodulazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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