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18/12/2018

Parcheggi e «grattini» si accendono le polemiche

La Gazzetta Del Mezzogiorno - LUCIA DE MARI

TRANI NON PIACE L'IDEA DEL SINDACO LA MOTIVAZIONE «È un servizio ad alto potenziale e la sua messa sul mercato risulterebbe ampiamente illogica»
Di Lernia (Fit Cisl) si oppone all'ipotesi di affidamento a privati della loro gestione
l TRANI. «Non ha mai fatto registrare perdite ed è da considerarsi quindi un servizio ad alto potenziale, e solo con una gestione diretta si è in grado di offrire un servizio meno pressante (economicamente) sulla cittadinanza»: la questione del servizio di parcheggio a pagamento, quello per intenderci affidato ai famigerati grattini, quello che fonti governative vorrebbero affidare in gestione a privati, è ancora argomento di dibattito non solo politico. Con una nota di Daniele Di Lernia , segretario sindacale aziendale della Fit Cisl, si ribadisce la volontà di opporsi a questa ipotesi: «Abbiamo assistito giorni fa, durante un consiglio comunale, ad una nuova dichiarazione del primo cittadino riguardo il futuro del servizio di sosta a pagamento, gestito dalla partecipata Amet. Per la prima volta abbiamo potuto constatare un cambio di atteggiamento che ci ha sorpreso, in quanto ormai abituati ad esternazioni poco contenute e a volte quasi offensive riguardo la società ed il servizio. Ora quindi dalla volontà personale si è passati alla fattibilità normativa. Si è dichiarato infatti - sostiene Di Lernia - che sono stati incaricati dei dirigenti, di verificare l' effettiva legittimità normativa in merito ad un eventuale nuovo affidamento del servizio». Per il sindacalista della Fit Cisl questo argomento «fortunatamente è ampiamente trattato dalla giurisprudenza europea e nazionale, e a differenza di quanto dichiarato, non sono molte le modifiche che sono state apportate, rispetto alla normativa che vigeva al tempo dell'affidamento». Praticamente Di Lernia spiega che anche nel «nuovo codice degli appalti pubblici, si stabilisce che "nessuna disposizione della presente direttiva obbliga gli Stati membri ad affidare a terzi o a esternalizzare la prestazione di servizi che desiderano prestare essi stessi o organizzare con strumenti diversi dagli appalti pubblici ai sensi della presente direttiva». Vale la pena ricordare inoltre che quello dei parcheggi a pagamento «è un servizio che a parte lievi fisiologiche oscillazioni, dovute alle decine di variabili che ne pregiudicano il massimo regime (condizioni meteorologiche avverse con minore afflusso di auto, mancato atto di indirizzo per l'installazione dei parcometri, manifestazioni pubbliche, lavori di manutenzione delle strade, concessione di stalli gratuiti in via permanente ecc), non ha mai fatto registrare perdite, ed è da considerarsi quindi un servizio ad alto potenziale e la sua messa sul mercato risulterebbe ampiamente illogica e nociva poiché tutti i costi comuni e le progressioni avvenute in relazione a tale gestione ricadrebbero inesorabilmente sui restanti servizi, gravando ulteriormente sui bilanci di questi ultimi». Inoltre, «poiché come già ribadito più volte - conclude - la natura di tale servizio non è quello di fare cassa, ma altresì di disincentivare l'uso dell'auto e favorire l'uso dei mezzi pubblici e decongestionare il traffico del centro cittadino garantendo una maggiore rotazione degli stalli. A supporto di tale tesi verrà in seguito pubblicata in analisi dettagliata dei costi delle principali città limitrofe ove la gestione dei parcheggi è privata, quindi assoggettata esclusivamente alle logiche di profitto».

Foto: PARCHEGGI A PAGAMENTO È polemica