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03/07/2020

Paralisi autostradale, perché?

ItaliaOggi - DOMENICO CACOPARDO

Le società concessionarie non possono permettersi di scaglionare la verifi ca delle gallerie
Bisognerebbe trovare un'intesa fra tutti gli interessati
«Ragioni di giustizia» è la formula magica che apre (o chiude) tutte le porte da Courmayeur a Mazara del Vallo. Comprende ogni esigenza connessa all'esercizio dell'azione penale e, quindi, ha la precedenza su tutte le altre incombenze in corso nel pubblico e nel privato. «Ragioni di giustizia» determinano e giustifi cano, in defi nitiva, la paralisi dei trasporti autostradali e stradali in Liguria. Nei giorni scorsi, il presidente Toti ha, indirettamente, rivendicato un controllo regionale sulle autostrade statali. Un'opzione come un'altra, del tutto inutile rispetto alle diffi coltà attuali. Cosa è accaduto, in sostanza? È successo che, dopo il crollo del Ponte Morandi, alcune gallerie liguri sono state interessate (fortunatamente senza danni alle persone) da cedimenti di intonaci e rivestimenti: se si fossero verificati nel momento del passaggio di qualche autovettura avrebbero determinato gravi danni a persone e cose. Si doveva quindi procedere a un'analisi di tutte le gallerie liguri per determinare gli interventi di consolidamento necessari e, quasi contestualmente, dare il via ai lavori di sicurizzazione. A questo punto, la ragione direbbe: «D'accordo, procediamo alla defi nizione di un piano per consentire la realizzazione dei lavori senza tuttavia turbare più di tanto la circolazione. «Perfetto, ma manca un tassello fondamentale: se in una delle gallerie che saranno esaminate, mettiamo, tra sei mesi, cede un rivestimento provocando un decesso o danni gravi alle persone, sarà evidente e necessario che l'autorità giudiziaria competente apra un fascicolo, sequestri l'opera e invii avvisi di garanzia ai presunti responsabili. Non si tratta di libere scelte, ma di atti obbligati dalla legge. Per questa ragione un distanziamento temporale di verifiche e lavori risulta impo ssibile, in quanto comporta l'accettazione di responsabilità penali e civili che nessuno degli interessati all'operazione (Società Autostrade, Anas e ministero delle infrastrutture e rispettivi dipendenti) intende correre. Durerà qualche tempo (in questi giorni l'amministratore delegato di Aspi - Autostrade per l'Italia - Roberto Tomasi ha stimato, per il completamento delle verifi che, il 31 luglio prossimo) e comporterà la permanenza delle diffi coltà di circolazione, con il danno relativo del cambiamento di rotta di vacanzieri. In un paese normale, tutte le Autorità responsabili, proprio tutte, compresi quindi i procuratori della Repubblica, si siederebbero intorno a un tavolo e defi nirebbero una modalità condivisa per affrontare e risolvere il problema in modo razionale. In Italia non è possibile, come dimostrano mille casi, tra i quali spicca l'Ilva di Taranto (Mittel-Arcelor) con -addirittura- l'esimente penale. La giustizia, come valore costituzionale e civile può superare la razionalità per considerarsi irrinunciabile? Qualsiasi cosa pensiate in un senso o nell'altro questa è la situazione. Lo stesso tema, in fondo, è quello che oggi il consiglio dei ministri dovrebbe defi nire in materia di appalti pubblici e di art. 323 codice penale (abuso d'uffi cio). Sul penale è meglio aspettare il testo licenziato dal Parlamento o, addirittura, il testo convertito - se e quando sarà - in legge. Quanto agli snellimenti, rifi utato il «Modello Genova», francamente irripetibile, il governo incide in modo sostanziale sulle procedure del codice degli appalti (come un soldato nipponico sperduto nella jungla continuava a credere di combattere gli americani, così Graziano cerca incautamente di difendere la sua sgraziata creatura che già tanti danni ha procurato) realizzando, per un periodo di tempo limitato (sino alla fi ne del 2022?), una semplifi cazione reale dei procedimenti optando per gli affi damenti diretti e, oltre una certa soglia, sui confronti concorrenziali tra almeno cinque candidati. Le nuove modalità soffrono dei limiti culturali del personale di governo e dell'infl uenza delle categorie. Infatti, la semplifi cazione degli affi damenti dovrebbe comportare una diversa disciplina della garanzia, nella quale ne sia prevista l'elevazione al 100% del valore delle opere. In secondo luogo, si perde l'occasione per incidere in modo defi nitivo sul meccanismo delle revisioni prezzi che rendono aleatorio il costo delle opere. Ora ogni procedimento semplifi cato o accelerato comporta un'attenuazione del confronto concorrenziale e, quindi, un taglio dei ribassi. Inserire perciò limiti importanti alle revisioni dei prezzi, potrebbe essere lo scambio sostanziale con le categorie e spingere il sistema a completare i lavori in tempi abbreviati. Un'ultima considerazione: «Ragioni di giustizia» permanenti e irrinunciabili potranno intervenire nel sistema, talché la medesima modifi ca dell'art. 323 potrebbe rivelarsi putativa, cioè meramente teorica. Ma qui siamo dell'indefi nibile e dell'imprecisabile, connesso com'è alla sensibilità personale degli operatori di giustizia di qualsiasi grado siano. Soprattutto in questo caso, nel quale le semplifi cazioni potrebbero dare ingresso a fenomeni corruttivi che sono sempre là, dietro la porta, e che debbono - ripeto - debbono essere perseguiti e, possibilmente, prevenuti. www.cacopardo.it In un paese normale tutte le autorità responsabili, proprio tutte, compresi quindi i procuratori della Repubblica, si siederebbero intorno a un tavolo e defi nirebbero una modalità condivisa per affrontare e risolvere il problema in modo razionale. In Italia non è possibile, come dimostrano mille casi, tra i quali spicca l'Ilva di Taranto (Mittel-Arcelor) con - addirittura - l'esimente