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29/09/2020

Pane, carità e appalti gli affari in Sardegna del cardinale e i fratelli

La Repubblica - Monia Melis

Il racconto
L'ultimo business per la birra."Siamo in cinque ma ognuno lavora in autonomia" La festa per la patrona a Pattada, le vacanze e gli amici "Si informa su tutto"
Cagliari - Nemmeno un mese fa monsignor Giovanni Angelo Becciu, don Angelino per i compaesani, era nella sua Pattada. Tremila abitanti scarsi nel Logudoro, nord Sardegna dell'interno: un'ora in auto da Sassari, venti minuti da Ozieri. Era sabato 29 agosto e, anche nell'anno del Covid, Becciu non ha rinunciato a celebrare la messa delle 11 in onore della patrona santa Sabina. Una cerimonia solenne, con la novità degli ingressi contingentati e dello streaming in rete; al suo fianco sindaco, parroco e Corrado Melis, il vescovo di Ozieri, nonché referente della Caritas diocesana. Così Becciu, 72 anni, ha rinnovato il legame con la sua Sardegna per poi concludere la vacanza nella casa di famiglia, in periferia. La stessa in cui la madre casalinga ha cresciuto cinque fratelli, tutti maschi, con le rimesse del padre emigrato per diciotto anni in Germania. Nessun buen retiro, ma la tranquillità del nido; seppur a distanza monsignor Becciu ha sempre seguito le vicende isolane: «Si informa e viene informato, sempre», dice chi lo conosce. Poi le visite: a Natale, Pasqua, ma anche in primavera e in autunno. La notizia della rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi fa rumore: «Massima fiducia in lui - dice convinto don Gianfranco Pala, della parrocchia nel centro storico - saprà dimostrare il suo corretto operato. Una famiglia di persone umili, grandi lavoratori». Nei bar si registra solidarietà, silenzio e pure ira per il clamore. Soprattutto per l'accostamento che unisce l'acquisto milionario dell'immobile di pregio a Londra da parte della Segreteria di Stato, ai tempi in cui Becciu era sostituto, fino ai soldi elargiti ai fratelli, divisi tra Pattada, Ozieri e Roma.
La pista sarda riguarda 700 mila euro alla coop sociale Spes - sede a Ozieri - di cui il minore, Tonino, 61 anni, è il presidente. Denaro arrivato dalla Santa Sede in tre tranche: nel 2013 e 2015 due da 300 mila, altri 100 mila nel 2017. Telefono fisso inattivo, al cellulare nessun commento, parla la nota del legale sassarese a nome dei Becciu: nessun contatto con l'Obolo di San Pietro, nessun bonifico diretto, il contributo della Cei è stato concesso per attività solidali tramite la Caritas di Ozieri. Tutto rendicontato correttamente, sostiene il referente in una lettera. Tanto che quegli ultimi 100 mila euro destinati alla Cittadella della solidarietà sono fermi sul conto.
Ma di che si occupa la Spes? L'ultima specializzazione, pubblicata sui social, è un sistema di sanificazione: grazie a un macchinario con vapore secco saturo che pulisce anche senza arieggiare. E poi giardinaggio, artigianato, edilizia: i settori della coop nata nel 2005, proprio per iniziativa della Caritas, sono vari. Tra cui la panificazione con "La bottega della Spianata", rilevata nel 2010 da un panificio in crisi, quello dei fratelli Zappu: da allora si produce, imbusta e vende il morbido pane tipico.
«La coop è attiva da ben prima che Becciu diventasse cardinale - spiega il sindaco di Ozieri, Marco Murgia - Ci lavorano vedove con figli, giovani con un passato di tossicodipendenza, persone con problemi psichici». Una trentina in tutto e un unico appalto comunale: custodia e manutenzione del cimitero, con due operai dal 2018 (base d'asta biennale quasi 74 mila euro, con ribasso). A cui si aggiunge il Cas, Centro accoglienza straordinaria per 25 migranti nell'antico convento delle benedettine, sotto convenzione con la Prefettura di Sassari. Un centro via via svuotato per il cambio delle norme. I legami corrono da Ozieri di nuovo a Pattada dove, in località Medados, la falegnameria di un altro fratello, Francesco, si è occupata ormai più di dieci anni fa di infissi da spedire oltreoceano. A Cuba, destinazione Nunziatura apostolica de L'Avana, retta allora da monsignor Angelino. «Non conoscevo nessun altro, non vedo reato», si è giustificato il cardinale. Stessa procedura per la Nunziatura in Egitto per un importo di 140 mila euro. Ma se attività locali sono avviate e parenti ben conosciuti (come pure l'altro fratello Giacinto, pensionato, prima impiegato Inps nella sede di Ozieri, ora chiusa), poco si sa in Sardegna dell'impresa di Mario: la Birra Pollicina. Di stanza nella capitale, già professore universitario di Psicologia all'Università Pontificia Salesiana, è lui il rappresentante legale e socio di maggioranza della Angel's Srl, accusata di esser stata favorita grazie al giro ecclesiastico. «Ma vi pare che un cardinale possa occuparsi di birra? - spiega - La produzione è iniziata a dicembre del 2019 ma per farla fermentare abbiamo dovuto attendere marzo del 2020. A marzo è iniziato il lockdown e non abbiamo potuto venderla a nessuno, se non a poche persone di nostra conoscenza. È stata una piccola produzione per conto terzi». E ancora: «Siamo cinque fratelli, ma ognuno lavora in autonomia».

Foto: La patrona Il cardinale Becciu il 29 agosto nella sua Pattada per la festa di santa Sabina


Foto: La birra delle polemiche Mario Becciu, professore universitario e titolare della Angel's che produce la birra Pollicina: "Ma vi pare che un cardinale si possa occupare di birra?"