scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
23/03/2021

Palio, esposto sul pasticcio delle barche mai costruite

Il Tirreno - J.G.

L'ex presidente Pasqui scrive al sindaco: «Il Comune spieghi con quale procedura furono affidati i lavori e con quali garanzie a fronte di tutti i soldi poi anticipati»
livorno. Primo flash: era il 16 febbraio del 2018 quando sul sito delle gare remiere l'allora sindaco Filippo Nogarin e il presidente del Palio marinaro, Maurizio Quercioli, ufficializzarono con l'assessore allo sport Andrea Morini l'assegnazione dell'appalto per la costruzione delle nuove barche del Palio al Cantiere Tripesce della Navicelli Yacht Service. Valore dell'appalto: 130mila euro, arrivato a 180mila con l'Iva. Due anni dopo il secondo flash: è il 13 febbraio 2020, Il Tirreno racconta che i gozzi nuovi in vetroresina non ci sono e che si dovranno restaurare le barche di legno nate negli anni Settanta. Lo annuncia il nuovo sindaco, Luca Salvetti, dopo il fallimento della Navicelli. «Abbiamo venduto il prototipo al nautico di Catania riprendendo parte dell'investimento di 60mila euro fatto per i gozzi mai realizzati», dichiara Quercioli. Oggi su queste barche mai arrivate in porto e sui soldi anticipati c'è un esposto. L'ha scritto e indirizzato con una lettera al sindaco l'ex presidente del Palio, Vittorio Pasqui, che la scorsa estate è stato completamente prosciolto dall'accusa di peculato che era nata da una denuncia nell'era del Comune a Cinque Stelle. «Non avendo avuto una risposta alle domande rivolte all'amministrazione comunale e ai soggetti interessati nell'intervista da me rilasciata al Tirreno il 9 agosto 2020 in merito alle procedure per la costruzione dei nuovi gozzi per il Palio, alle manutenzione dei gozzi in legno e su altri fatti - è la premessa scritta a Salvetti - chiedo anche in qualità di presidente del comitato organizzatore, di fornirmi attraverso il coinvolgimento degli uffici le informazioni sulle procedure adottate dal Comune o dal comitato Palio risalenti soprattutto al periodo precedente alla sua elezione...». In particolare: «La procedura per la costruzione dei nuovi gozzi che doveva concludersi nel 2019, poi nel 2020, ha evidenziato forti ritardi con sprechi in cerimonie per l'addio ai vecchi gozzi di legno e per la presentazione del prototipo, poi venduto sembrerebbe prima della notizia di fallimento della ditta». Gozzi in legno, continua nell'esposto, «che in fretta e furia, visto il degrado, hanno richiesto interventi straordinari, non si sa se fatti in una sede idonea e da ditte specializzate».E ancora: «L'appalto dei nuovi gozzi aveva un costo di 180mila euro, come annunciato dall'amministrazione comunale nel febbraio 2018. Si richiede: con quale procedura si sono assegnati i lavori dei nuovi gozzi, se si è fatta una gara, se si sono applicate le opportune penali per i ritardi, o almeno ci si è provato, se c'è stato un responsabile del procedimento, se si è fatta una scelta approfondita per la solidità della ditta che improvvisamente è risultata fallita e quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa scelta, se si sono chieste garanzie fideiussorie bancarie a fronte dei soldi pubblici anticipati». Operazione, scrive ancora Pasqui, che avrebbe «fatto scoprire forse l'inaffidabilità della ditta».«Quali sono state - continua - le motivazioni che hanno portato in fretta e furia dalla presentazione del prototipo dei gozzi durante il Palio alla vendita dello stesso, che in realtà avrebbe potuto essere da base per il futuro?». Le domande nell'esposto si moltiplicano fino a toccare anche il sito internet delle gare remiere: l'ex presidente chiede lume sul «costo di realizzazione e di manutenzione annuale», visto che «rimane statico per mesi». La stoccata finale tocca un tema caldo in questo momento per il mondo delle cantine: «Si richiede infine di verificare se negli ultimi anni, dal 2016, il comitato Palio svolge anche un'attività prettamente sportiva come fosse una Asd, in conflitto con le prerogative dell'ente locale, che non dovrebbe entrare in ambiti sportivi agonistici o amatoriali, anche per equanimità di azione con altri sport, debordando dalle proprie finalità, utilizzando istruttori non appartenenti al Palio, come sembra avvenuto per il progetto scuola e cantine». --J.G.© RIPRODUZIONE RISERVATA