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28/01/2021

Palazzo Ducale: restauri e nuovi cantieri Per la reggia un piano da 13 milioni di euro

Gazzetta di Mantova - Cristina del Piano

Il direttore L'Occaso: «Impegnare tutte le risorse entro i termini è il nostro obiettivo per non perdere i finanziamenti»
Cristina del PianoLe sfide all'orizzonte, lo aveva anticipato già dopo la sua nomina a direttore di Palazzo Ducale, sono tante. Ovvero far partire i grossi appalti, impegnare le somme giacenti con i lavori necessari per il complesso monumentale e, al tempo stesso, potenziarne l'attrattività perché il bilancio del museo, ovviamente, è determinato anche dalla vendita dei biglietti. In altre parole tutela, valorizzazione, ma anche coraggio e idee per immaginare il futuro di una reggia tra le più estese in Europa. Sul tavolo un piano da oltre tredici milioni di euro che Stefano L'Occaso, a Mantova da vent'anni, già a capo del Polo museale della Lombardia e ora alla guida del Ducale, spiega in questa intervista.L'Occaso lei da novembre è il nuovo direttore del Ducale. Quello di tutelare e valorizzare un bene così vasto, prezioso e stratificato è un ruolo non facile in tempi normali, figuriamoci durante una pandemia... Le sfide che la attendono in questo 2021 e negli anni a venire, la preoccupano o le sembrano un'occasione per rilanciare le potenzialità attrattive della reggia?«Sono perfettamente consapevole e responsabile delle sfide, sono determinato e sufficientemente sereno: conosco bene l'ambiente e ho l'appoggio di una squadra di ottime professionalità. Il piano strategico presentato a Roma per la nomina di direttore toccava tutti gli aspetti della gestione di un grande complesso museale come Palazzo Ducale, ma la centralità l'ho voluta dare ai cantieri, che vedo come l'obiettivo strategico più stimolante e significativo. La situazione sanitaria non aiuta a rispettare i termini oramai strettissimi entro i quali dobbiamo far partire i lavori per i quali abbiamo i finanziamenti. Il 2021 sarà un anno cruciale, da dedicare in massima parte proprio all'avvio delle gare per i lavori; gli anni successivi alla gestione dei cantieri».Parliamo innanzitutto di azioni avviate. Negli anni scorsi si è accennato spesso all'idea di restaurare il corpo di fabbrica che sorge nella porzione meridionale di piazza Castello, il cosiddetto "Casino delle guardie Nobili" individuato all'epoca come futura sede dell'Accademia delle Arti. Ora siamo a buon punto?«Ho una buona notizia: la gara d'appalto - si tratta di 700.000 euro di lavori - è stata avviata a novembre ed è stata aggiudicata il 24 dicembre. Sarei un ingrato a prendermi tutto il merito di questo avanzamento, come degli altri risultati che stiamo inanellando. È il risultato del lavoro di un ufficio sotto organico che in questi mesi sta lavorando a ritmi vertiginosi, nonostante le difficoltà di operare per lo più a distanza. Potrò essere ingiusto a citare un solo nome, ma non posso non ringraziare almeno l'architetto Antonio Mazzeri, responsabile di quasi tutti i progetti di cui vi parlo».Altro tema importante è quello che riguarda il castello. Che eredità si è trovato? Dopo gli interventi antisismici già portati a termine nella Camera Picta e in altre sale, qual è la situazione per quanto riguarda il consolidamento strutturale delle tre torri. Di quali tempi, cifre e contributi parliamo?«È stato appena aggiudicato l'appalto di restauro delle quote sommitali delle tre torri su cui non si poté intervenire nel 2014-2015. Il miglioramento sismico di Palazzo Ducale è una priorità assoluta e ripartiamo quindi da quell'intervento di più di cinque anni fa: prezioso ma privo di seguito. In occasione delle recenti scosse sismiche con epicentro in Croazia, ho effettuato un immediato sopralluogo nella reggia, constatando per fortuna l'assenza di danni. Ma l'intervento - e altri che seguiranno - rimane indifferibile per garantire in via preventiva la sicurezza del monumento. L'appalto aggiudicato ha una base di gara superiore agli 800.000 euro, è il primo di due lotti e spero possa partire in primavera».Già nel 2018 si era parlato poi del piano di riqualificazione del Cortile della Cavallerizza e del lato fronte lago. Un intervento che riguarda anche parte dello skyline di Mantova e, dunque, di particolare interesse per la città, oltre che necessario per interrompere i processi di degrado in atto. Come si sta procedendo e di quali cifre disponete? Attingerete ai 12 milioni di euro stanziati dal Cipe?«L'appalto per la Cavallerizza è stato aggiudicato già lo scorso anno - siamo in vista di un contratto da 730.000 euro - e l'intenzione è quella di far partire i lavori in primavera, affinché si possano concludere entro l'anno. Anche questo intervento, come quelli appena ricordati, attinge alle risorse del Cipe, con finanziamenti stanziati cinque anni fa. Non sarà facile riuscire a impegnare tutte le risorse entro i termini previsti, ovvero entro dicembre, oltre il quale rischiamo di perdere le ingenti cifre stanziate. L'impegno alla soluzione di questi problemi è un punto fondamentale del mio mandato. Questo non vuol dire che lunedì prossimo il Palazzo mostrerà prospetti e facciate inappuntabili. Non ho la bacchetta magica, ma ho colleghi bravi, affiatati ed entusiasti; il risultato del nostro lavoro si vedrà non prima di due o tre anni».Per Palazzo Ducale, insomma, un piano ambizioso e cifre a sei zeri...Se dovessimo sommare tutti i costi delle opere a quanto ammonterebbero?«Oltre tredici milioni, ai quali partecipa anche un altro appalto, da 1.300.000 euro, che non avevo ancora menzionato e di cui è responsabile l'ingegner Fabrizio D'Amato: riguarda il lavoro di installazione e integrazione sistemi di sicurezza in museo. La gara è partita a novembre. Insomma, mi viene in mente una frase che scriveva nel 1459 Ludovico II Gonzaga, sentendosi incalzato dalla "furia di magistri chi havemo ale spalle"... D'altronde, non mi sembra fuori luogo ricordare che in passato il "buon governo" era raffigurato iconograficamente anche dal fervore dei cantieri, che erano lo specchio di vivace attività e quindi di benessere. In effetti, far partire questi lavori significherebbe tanto migliorare le condizioni conservative del nostro Palazzo Ducale, quanto offrire molteplici opportunità di lavoro». --© RIPRODUZIONE RISERVATA