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08/08/2018

Palazzo del Popolo il nuovo bando fa già discutere tutti

Il Messaggero

LA QUESTIONE
Il nuovo bando per la gestione di palazzo del Popolo divide la città. Ci sarebbe già chi è al lavoro per mettere insieme una cordata di imprenditori e soggetti locali operanti nel settore turistico capace di prendere in mano le redini del palacongressi. Un tentativo era già stato fatto da alcune agenzie turistiche della città due anni fa prima che poi il Comune virasse sul project financing miseramente fallito in Consiglio sotto i colpi del fuoco amico del Pd. Che il palazzo finisca in mano a soggetti locali è l'auspicio del sindaco Germani per il quale è imprescindibile il coinvolgimento del tessuto cittadino perché l'operazione abbia successo. Tra coloro che hanno seguito con maggiore interesse la vicenda c'è Confindustria. Valuteremo attentamente i contenuti del bando, dice Riccardo Cristofori di Federalberghi che non nasconde qualche perplessità. Il contributo di 20mila euro del Comune rischia di essere esiguo afferma alla luce dei 57mila euro di costo annuo che fin qui ha sostenuto l'amministrazione ma soprattutto è necessario che la Giunta rispetti gli impegni sui lavori di messa in sicurezza della struttura entro ottobre. In ogni caso non è più rinviabile la risoluzione del problema della gestione del palazzo e tutti quelli che vogliono bene alla città occorre che si impegnino. Non solo i soggetti del settore turistico ma anche imprenditori di alto livello. Il bando proprio non piace al consigliere di opposizione Andrea Sacripanti che soltanto 10 mesi fa votò a favore del project financing della Selecto. Una vera e propria marchetta preelettorale. Che cosa dicono ora i consiglieri del Pd di fronte a un bando che prevede un canone complessivo, redistribuito per tutta la durata della concessione, di 250 euro al mese?, dice chiedendo la convocazione della conferenza dei capigruppo e minacciando un esposto alla Corte dei conti. A differenza del project financing, il bando non dovrebbe andare in discussione in Consiglio e il sindaco dovrebbe così superare gli eventuali ostacoli che potevano arrivare dal Pd. Noi restiamo convinti - commenta il segretario del Pd di Orvieto, Andrea Scopetti - che la soluzione migliore sia la gestione diretta e questa sarà la proposta contenuta nel prossimo programma elettorale. Sullo sfondo c'è anche l'ipotesi Tema - caldeggiata da sempre da Stefano Olimpieri (Iet) nel progetto della grande Tema - non fosse altro che insieme alla scuola di musica e al Centro studi ha recentemente vinto un bando sugli attrattori culturali che prevede anche l'utilizzo del palazzo del Popolo per iniziative ed eventi.
Vincenzo Carducci
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