scarica l'app
MENU
Chiudi
14/12/2019

Palazzo d’Achille, il cantiere è sotto sequestro: 6 indagati

Il Messaggero

`Il sindaco Di Primio: «C'è piena fiducia nella magistratura ma facciano subito»
IL CASO
C'è una svolta improvvisa e inattesa, dopo quasi due anni, nell'inchiesta anticipata qualche mese fa e condotta dalla Procura sui lavori a palazzo d'Achille: il sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Falasca ha disposto il sequestro del cantiere e ha nominato un consulente tecnico. Sei le persone indagate: si tratta di Osvaldo Troso, l'imprenditore leccese che come capogruppo guidava l'associazione temporanea di imprese che si era aggiudicata l'appalto da 3,4 milioni di euro, di due subappaltatori, ovvero Camillo D'Orazio e Claudio D'Orazio di Chieti delle Duec Impianti Tecnologici, del direttore dei lavori, l'architetto Umberto Di Renzo, dell'architetto Lorenzo Leombroni che ha effettuato la constatazione dei lavori eseguiti fino a oggi, e dell'architetto Ivonne Elia, ex funzionario del Comune e responsabile unico del procedimento. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono quelle di turbativa d'asta, falso ideologico e materiale, truffa aggravata accertate un anno e 8 mesi fa. Il pm ha nominato come consulente tecnico l'ingegner Pier Luigi Gianforti, al quale l'incarico verrà conferito il 18 dicembre, affinché accerti, mediante l'ispezione dei luoghi, la corrispondenza fra la constatazione dei lavori descritti nell'accertamento tecnico contabile redatto da Leombroni e la consistenza delle opere realmente eseguite nella sede storica del Municipio. Un accertamento, secondo il Pm, che l'ultimazione delle opere di ristrutturazione potrebbe rendere non più ripetibile, pregiudicando l'acquisizione della prova. La difesa potrebbe chiedere l'incidente probatorio, ma si chiede soprattutto perché, se il cantiere è chiuso da oltre un anno, si intervenga solo ora con il sequestro, nel momento in cui è in corso un nuovo appalto, con conseguenze quali l'allungamento dei tempi e l'aggiunta di ulteriori costi.
«Noi abbiamo bisogno di recuperare il cantiere, spendere i soldi che abbiamo avuto come finanziamento e abbiamo necessità di evitare di pagare un affitto - dice il sindaco Umberto Di Primio. Siccome siamo a oltre l'80% delle lavorazioni, la premura della comunità è quella che facciano subito e ci riconsegnino il cantiere: naturalmente è piena la fiducia nella magistratura». I lavori per il recupero e la riqualificazione funzionale con adeguamento strutturale, impiantistico nonché il restauro conservativo della sede municipale, resa inagibile dal terremoto che ad aprile del 2009 colpì L'Aquila, vennero aggiudicato all'Ati Troso Osvaldo e iniziarono a gennaio 2016 per poi fermarsi definitivamente ad aprile dell'anno scorso in seguito alla risoluzione contrattuale. Appena lo scorso 6 dicembre i lavori di completamento, per 363.000 euro, sono stati assegnati al Consorzio Consorzio Stabile Rennova dell'Aquila che nella originaria gara d'appalto si piazzò alle spalle della Troso Osvaldo. Lavori che a questo punto non si sa quando potranno partire.
Alfredo D'Alessandro
© RIPRODUZIONE RISERVATA