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17/11/2020

Palasport di Boccabusa Il Comune allunga la concessione al 2043

Gazzetta di Mantova - Sandro Mortari

Accolta la richiesta del gestore per riequilibrare i conti «È l'unico modo per tenere aperta la Grana Padano Arena» il futuro dell'ex palabam
Sandro MortariAllungamento della concessione di dieci anni, quindi fino al 2043. E possibilità di utilizzare il teatro, per non più di 40 giorni all'anno, trasformandolo in ristorante e bar durante le fiere e le sagre. Sono le richieste avanzate al Comune da Imemi srl, la società di Carpi che gestisce il Grana Padano Arena, per parare i colpi della pandemia. Con il Covid sono stati sospesi concerti, fiere e manifestazioni sportive, con grave danno per le casse societarie. Necessario, dunque, correre ai ripari per riequilibrare la gestione economico-finanziaria dell'impianto polifunzionale. La richiesta sarà sottoposta lunedì al vaglio del consiglio comunale: scontato il sì per evitare il disimpegno del privato e il ritorno dell'impianto sulle spalle del Comune, con tutti i suoi costi esorbitanti per garantirne l'apertura. Soprattutto dopo aver scongiurato già una volta questa eventualità quando, appunto, Imemi subentrò alla fallita Palamantova srl. Spiega l'assessore al bilancio Giovanni Buvoli: «Imemi, a causa della pandemia che ha bloccato manifestazioni sportive e musicali, fiere e sagre, ha chiesto un allungamento della concessione dal 2033 al 2043 e la possibilità di utilizzare gli spazi fieristici del Grana Padano Theatre anche per la somministrazione di alimenti e bevande, solo in occasione di fiere e sagre, per non più di 40 giorni all'anno e per non più di tre giorni consecutivi».Inquadrate le richieste, Buvoli spiega l'ok del Comune: «In base al nuovo codice degli appalti un concessionario può recedere dal contratto di concessione nel caso venga meno l'equilibrio economico-finanziario. In più il concessionario ha diritto al rimborso di quanto speso. Imemi ha investito 450mila euro sul palasport per migliorare la struttura, per cui ci troveremmo a dover restituire una somma consistente». Non solo. «Ci troveremmo - aggiunge l'assessore - con la più grande struttura sportiva e fieristica di Mantova da gestire in prima persona, a dei costi che per il Comune sarebbero insostenibili». Meglio, dunque, accogliere le richieste dei privati, «che si sono dimostrati persone serie» afferma Buvoli. Che aggiunge: «È per il bene della città che mettiamo in condizione questi gestori di andare avanti con la loro attività». --