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09/06/2019

«Palacongressi, la perdita sarà di un milione l’anno»

Il Mattino di Padova - Riccardo Sandre

Ruggiero (Assindustria Turismo): «I vantaggi legati all'indotto sono indiscutibili Ma un bando per dare la gestione ai privati con un canone è destinato a fallire» il riassetto del quartiere di VIA TOMMASEO
Riccardo SandrePADOVA. «Un Centro congressi delle dimensioni di quello che sta sorgendo in Fiera, a regime, mediamente produce una perdita annua di circa 1 milione di euro». A dirlo è il presidente del gruppo Turismo di Assindustria Venetocentro Riccardo Ruggiero, già alla giuda del centro congressi Papa Luciani di via Forcellini e operatore del settore da oltre 20 anni. LA GESTIONESecondo il rappresentante degli industriali, tuttavia, non è in discussione la stretegicità dell'opera. «Non fraintendiamo» prosegue Ruggiero «sono convinto che il nuovo Centro congressi sia comunque un'opportunità strategica per un territorio che ha le opportunità per diventare una meta internazionale di settore. Le ricadute sul sistema economico territoriale sono per decine di milioni. Per fare un esempio: sono stato l'anno scorso a Dublino per cercare di portare a Padova un grande congresso internazionale di medicina. Un evento da 1.900 posti che, nelle stime del progetto, presentava ricadute da circa 6 milioni di euro e questo solo per 5 giorni di evento». Ma se le ricadute possono essere vastissime per il presidente del gruppo Turismo di Assindustria Venetocentro il nodo della gestione rimane il punto debole del business congressuale. IL PUNTO DEBOLE«Nel mondo, di fatto, non esistono centri congressi totalmente privati» spiega Ruggiero «e non c'è nessun imprenditore che si accollerebbe i costi della gestione e della promozione degli eventi senza avere alle spalle interi sistemi economici, industriali, turistici, accademici disposti a fare fronte alle spese che ne derivano. Per questo non credo che un bando per la gestione che preveda un affitto da 4-500mila euro annui potrà andare a buon fine». Insomma, mentre - a suon di rinvii - si attende la definizione della partita per la gestione della Fiera, varrebbe la pena ragionare sul Centro congressi. Partendo da una prospettiva, però, che fin qui non è emersa.ALL'ESTERO«Negli Stati Uniti» continua «quando un'amministrazione decide di realizzare un centro congressi annuncia alla popolazione un aumento delle tasse, a fronte di un conseguente sviluppo economico dovuto alle ricadute sul territorio. È un patto che la città credo sia più che disposta ad accettare ma che deve essere esplicitato». Ma a preoccupare Ruggiero è pure l'assenza ad oggi di un'organizzazione solida, strutturata e finanziata per la promozione della nuova struttura di via Tommaseo e dell'intera meta turistica di Padova.LA PROMOZIONE«I piccoli eventi regionali non portano ricadute significative» spiega l'imprenditore «a massimizzare i vantaggi per la città sono i grandi congressi nazionali e internazionali per i quali si devono prenotare gli alberghi, i ristoranti, le macchine a noleggio per migliaia di partecipanti. Eventi che hanno tempi di organizzazione di 3-5 anni. Ma chi paga deve avere la certezza di un interlocutore unico (che a Padova ancora non c'è) di politiche organizzative e commerciali stabili, di servizi strutturati nel tempo, di convenzioni solide con i servizi aeroportuali e ferroviari e molto altro ancora. Se questo non verrà fatto subito e con investimenti congrui, il rischio è che per i primi anni il Centro congressi non riesca a occupare i suoi posti per quelle 150 o 200 giornate auspicate, né lo riuscirà a fare con quei grandi congressi per il quale è stato pensato». --