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29/12/2018

Paghe da fame per gli scaffalisti “Siamo fantasmi metropolitani”

La Repubblica - MATTEO PUCCIARELLI

Il caso
pagina IV Quando entrate al supermercato e vedete la merce sistemata in buon ordine, provate a ricordarvi di loro: gli scaffalisti, dipendenti di cooperative che lavorano soprattutto di notte e guadagnano una miseria, dai 600 agli 800 euro al mese. Non è una catena di montaggio ma, forse, anche peggio. A ridosso di Natale i lavoratori della "Log12" del consorzio Netmi (già Elpe), in appalto presso i presso i punti vendita di Basko, Carrefour ed Ekom, hanno scioperato per rivendicare l'integrale applicazione dei minimi salariali previsti dalla contrattazione nazionale e «richiedere l'applicazione dei più elementari diritti che quotidianamente vengono violati nel tritacarne del sistema degli appalti e della giungla delle aperture 7 giorni su 7», spiegano dal Si Cobas. Il sistema sembra pensato alla perfezione: di fronte alle sacrosante proteste dei lavoratori la responsabilità è sempre di qualcun altro. Da una parte le catene in questione della grande distribuzione organizzata esternalizzano questa mansione con appalti al massimo ribasso; dall'altro le cooperative - tali dal punto di vista societaria, ma concretamente amministrate da dirigenti come altre normalissime aziende, con la differenza che le coop si avvantaggiano di una tassazione agevolata - per vincere la gara si ritrovano "costrette" a ridurre all'osso il costo del lavoro.
«Siamo dei fantasmi metropolitani», dice Martino Puppo, delegato sindacale del Si Cobas. Entrano nei negozi la notte ed escono alle prime luci dell'alba. I clienti raramente si accorgono di loro. E così anche i rapporti con i dipendenti diretti dei supermercati sono ridotti al minimo. La paga è ridicola: 6,5 euro lordi l'ora. Questo perché a questi lavoratori non viene riconosciuta l'applicazione del contratto del commercio ma quello più vantaggioso del multiservizi (in pratica del lavoro di pulizie).
Il motivo è semplice: costa un 20 per cento meno. Non solo, perché gli scaffalisti vengono assunti con contratti part-time da 14 ore settimanali, quando poi c'è chi arriva a fare 180-190 ore mensili.
Senza che venga applicata la maggiorazione dello straordinario.
Stessa cosa avviene per i festivi.
«Proprio durante questi giorni di festa, di frenesia delle compere dove per chi carica come noi la merce aumentano le pressioni, i colli da sistemare, le medie produttive da rispettare obbligatoriamente, le richieste di doppi turni e spostamenti abbiamo deciso di alzare la testa - spiega Puppo - levare la nostra voce e dire basta al continuo aumento dello sfruttamento in termini di ritmi, pressioni e tagli del salario». I lavoratori della Log12, circa una sessantina a Genova, hanno manifestato e volantinato davanti ad alcuni supermercati delle catene in questione. Chiedono «buste paga regolari, applicazione della contrattualistica nazionale, programmazione della turnistica e delle ferie, fine della richiesta di medie produttive impossibili da raggiungere, fine della continua richiesta di disponibilità ad ogni ora del giorno e della notte sono le richieste che continueremo con forza e determinazione a portare avanti, continuando la lotta e richiamando alle proprie responsabilità non solo la cooperativa presso la quale siamo assunti, ma anche la committenza che è assolutamente responsabile della situazione attuale tramite la politica strozzina delle tariffe al ribasso imposta ai fornitori del servizio».
"Log21" è una cooperativa che si è costituita a Napoli nel marzo 2014 e che poi si è spostata a Milano nel febbraio 2017. Il presidente del Consiglio di amministrazione si chiama Gianluca Capuozzo e gli addetti al 30 giugno scorso risultano essere complessivamente 1.188. Sempre a giugno 2018 è stato nominato un amministratore giudiziario, il commercialista torinese Massimiliano Basilio.
«Lo scopo mutualistico, senza alcuna finalità lucrativa, che i soci della cooperativa intendono perseguire - è scritto nella presentazione della società alla Camera di commercio lombarda - è quello di ottenere, mediante l'autogestione dell'impresa che ne è oggetto, continuità di occupazione lavorativa alle migliori condizioni professionali». Fin qui le parole, poi invece la realtà sembra essere lontana anni luce. Quanto alla ex Elpe, tre anni fa fece notizia la morte di una socia, Chiara Riccomagno, 21 anni: tornava insieme ai colleghi da un turno notturno - massacrante, raccontarono - ma il furgone sbandò in autostrada, vicino a Torino, lei perse la vita sul colpo.

Foto: Commissariata Da giugno la cooperativa per la quale lavorano gli scaffalisti ha un amministratore giudiziario