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02/06/2020

Pagati 7 milioni e mai consegnati Lo scandalo dei ventilatori Covid

Il Tirreno

Vertici di Estar (centrale acquisti sanità) indagati per i 200 dispositivi "fantasma" di terapia intensiva L'inchiesta per falso ideologico
Matteo Leoni / firenzeSiamo a marzo, in piena emergenza coronavirus. I malati iniziano ad affollare gli ospedali. Si devono attrezzare le terapie intensive. Estar, la centrale di acquisti unica per le aziende sanitarie della Toscana, acquista 200 ventilatori polmonari per l'emergenza Covid-19. Affida l'acquisto alla Assoservizi srl della provincia di Milano, intermediaria (un broker, si dice in gergo) che va a cercare i "dispositivi" sul mercato cinese. La Toscana paga 7 milioni: i ventilatori non verranno mai consegnati. E la procura di Firenze apre un'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco. Anche se la Regione ha già aperto un contenzioso per avere i soldi indietro. Ma questo non basta a evitare l'indagine.gli indagati e le accuseTre le persone finite nel registro degli indagati al momento: il direttore generale di Estar Monica Piovi; il direttore dell'area attrezzature informatiche e sanitarie di Estar Marta Bravi; Giovanni Mondelli, il titolare della società che ha "venduto" i macchinari. Le due dirigenti di Estar sono accusate di falso ideologico in atto pubblico, l'imprenditore milanese di inadempienza in pubbliche forniture.le contestazioniSecondo la ricostruzione della procura, il 19 di marzo Estar avvia una trattativa privata (in deroga al Codice degli appalti, per motivi di emergenza) per acquistare 200 ventilatori polmonari dalla società Assoservizi srl, una sorta di broker specializzato nella compravendita online di prodotti di vario genere. Il pagamento dei macchinari da parte di Estar viene effettuato il 23 marzo con un bonifico da 7.164.328 euro, dopo un primo tentativo andato a vuoto il 20 marzo a causa di un codice Iban errato. Il costo dei ventilatori per l'emergenza Covid è di 5.872.400 euro, 29.362 euro l'uno più Iva. La consegna, prevista per il 27 marzo, però, non avviene. il falso Eppure il 30 marzo, Estar con una delibera, firmata da Monica Piovi, stabilisce che avrebbe pagato alla Assoservizi i ventilatori: così per l'accusa, si sarebbe affermato il falso poiché l'acquisto era già stato effettuato. Contemporaneamente alla trattativa privata con la ditta di Milano, Estar indice una gara ristretta per l'acquisto di 50 ventilatori polmonari di "alta fascia" (decisivi per la respirazione) invitando alcune ditte. Una delle 7 offerte - quella di Althea Italia spa - sarebbe stata giudicata idonea ma - dice la procura - Estar non l'avrebbe accettata perché aveva già acquistato i macchinari da Assosservizi.Per gli inquirenti, in una delibera - sempre del 30 marzo - Marta Bravi avrebbe motivato la mancata accettazione dell'offerta a sua volta affermando il falso, ossia che il fabbisogno regionale sarebbe stato coperto dalle forniture della protezione civile in realtà inadeguate. Per i magistrati avrebbe agito così per nascondere l'acquisto dei 200 macchinari dalla Assoservizi, avvenuto con pagamento anticipato (e ancora non deliberato) e senza effettuare controlli sulla società fornitrice. la replica della regioneIn realtà la Regione offre una versione diversa, anche se conferma che dei 250 ventilatori per i potenziali ricoverati Covid in terapia intensiva non ne è arrivato neppure uno. Né dei 200 pagati alla Assoservizi srl né di quelli ordinati alla Althea Italia spa.C'è, però, una differenza sostanziale fra le due procedure - osserva la Regione: per i 200 ventilatori è stato aperto un contenzioso con la società perché «è vero che sono stati pagati e che non sono mai stati forniti dal broker al quale ci siamo rivolti per l'acquisto sul mercato cinese, in piena pandemia, quando questi dispositivi erano quasi impossibili da trovare». Quindi, i soldi sono stati versati e ora la Toscana tenta di riaverli indietro.Invece, riguardo all'ordine di Althea spa «non c'è contenzioso perché i ventilatori non sono stati pagati né forniti. Ma la ditta ha sospeso la fornitura appellandosi a un articolo del decreto Cura Italia: impossibilità di garantire la fornitura e di rispettare l'impegno contrattuale a causa dell'emergenza sanitaria. Quindi, questa vicenda per noi è conclusa».la difesaNon lo è per la procura che indaga. Infatti la direttrice dell'area attrezzature Marta Bravi, difesa dall'avvocato Lorenzo Zilletti, ha ricevuto nei giorni scorsi un invito a comparire e sarà ascoltata in procura il 3 giugno. Non sarebbe ancora stata fissata invece la data dell'interrogatorio del direttore generale Monica Piovi, difesa dall'avvocato Gaetano Viciconte. Contattata dal Tirreno non ha risposto alle nostre domande. Ha preferito inviare una dichiarazione: «Non sono stati commessi illeciti di sorta e quando sarò ascoltata in procura avrò modo di chiarire tutti i fatti. Confido sul fatto che tutto sarà presto chiarito e sono tranquilla circa l'operato di Estar». --