scarica l'app
MENU
Chiudi
30/01/2020

Pagamenti Pa, la Corte europea condanna l’Italia sui maxiritardi

Il Messaggero - Fe.Us.

IL CASO
Il debito totale dello Stato verso fornitori e imprese private ammonta a 53 miliardi LE AMMINISTRAZIONI IMPIEGANO IN MEDIA 4 MESI PER METTERSI IN REGOLA CON PICCHI CHE ARRIVANO ANCHE OLTRE L'ANNO
ROMA L'Italia continua a non esse-re in regola con i pagamenti della Pubblica amministrazione. Ieri la Corte di Giustizia ha stabilito che lo Stato italiano ha violato più vol-te la direttiva Ue contro i ritardi nei saldi verso i creditori. Secon-do gli eurogiudici il governo non avrebbe controllato le pubbliche amministrazioni nel rispetto dei termini di pagamento verso i for-nitori privati, che non devono es-sere superiori a 60 giorni. Va det-to che il debito del nostro Paese nei confronti delle imprese priva-te è nel frattempo calato a 53 mi-liardi. E tuttavia, le dilazioni risul-tano essere in media di 4 mesi con casi estremi che arrivano oltre l'anno soprattutto nelle regioni del Sud. In Campania si sono regi-strati fino a 415 giorni di ritardo, in Sicilia 369 e in Calabria 354. Anche se il record assoluto di ri-tardi si è avuto in Piemonte dove ci sono stati casi di rinvìi fino a 573 giorni. Le imprese più colpite sono le sanitarie e quelle che gesti-scono appalti, che a causa degli in-numerevoli ritardi spesso rischia-no il fallimento. IL NODO APERTO La sentenza contro l'Italia nasce dalle denunce arrivate alla Com-missione Ue da parte di operato-ri economici, furiosi per i maxi-ritardi nel saldo delle fatture. La prima a denunciare in sede euro-pea la situazione è stata l'Ance. L'esecutivo Ue ha quindi pro-mosso un ricorso per inadempi-mento contro l'Italia davanti al-la Corte di Lussemburgo. Secon-do la direttiva europea del 2011, che è entrata in vigore nel 2013, i pagamenti devono avvenire en-tro e non oltre due mesi. In sua difesa l'Italia ha sostenuto da-vanti alla Corte che la direttiva impone solo di prevedere i tem-pi per i pagamenti e in caso di sforamento il diritto dei credito-ri agli interessi di mora. Secon-do lo Stato italiano, però, la di-rettiva non imporrebbe «l'effetti-va osservanza in qualsiasi circo-stanza». I giudici hanno respin-to l'argomentazione sancendo che la direttiva impone agli Stati membri il rispetto effettivo da parte delle Pa dei termini previ-sti. «È un problema che necessi-ta di ulteriori interventi, in parti-colare si dovrebbe operare su due direttrici», osserva Gianpie-ro Oddone, ad di Officine Cst. «Per primo - spiega - si deve in-tervenire sull'efficienza dei pro-cessi di emissione e registrazio-ne delle fatture: è fondamentale un rapido riconoscimento dei crediti, evitando fenomeni di ri-tardo. Un ulteriore esempio di questa tipologia di situazioni ri-guarda i crediti non riconciliati, perché l'importo della fattura emessa non è pienamente rico-nosciuto dalla Pa. Anticipando l'attività di riconciliazione con il fornitore, si può ridurre anche il ritardo nel pagamento». Aggiunge infine Oddone: «Una seconda direttrice riguar-da invece i casi in cui la pa non paga le fatture, perché presenta condizioni di squilibrio finanzia-rio. In queste situazioni andreb-bero anticipate le procedure di riequilibrio finanziario plurien-nale e di dissesto finanziario». All'Italia dunque non resta che mettersi in regola: la Commis-sione, infatti, monitorerà la si-tuazione e se non si dovesse nor-malizzare potrebbe rivolgersi nuovamente alla Corte per chie-dere delle sanzioni. P.a.: i ritardi dei pagamenti y*. t Il debito dell'Italia nei confronti delle imprese 53 miliardi di euro Termine massimo per effettuare i pagamenti 60 giorni -I-I-» Media dei ritardi in Italia 4 mesi con picchi fino a un anno SETTORI COINVOLTI IMPRESE SANITARIE + IMPRESE CHE FANNO APPALTI A IMPRESE EDILI lo Stato ha Is 6 miliardi = di arretrati