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14/03/2018

Pagamenti delle Pa con verifica sui debiti già dai 5mila euro

Il Sole 24 Ore - Luigi Lovecchio

Misure cautelari ed esecutive/1 / LA NUOVA STRETTA
Soglia dimezzata dal 1° marzo: versamento all'Ader se il contribuente risulta moroso
pDal 1° marzo scorso, il limite dei pagamenti oltre il quale le pubbliche amministrazioni devono verificare se il beneficiario ha morosità verso l'agente della riscossione è stato dimezzato: da 10milaa 5mila euro. Inoltre, il termine entro cui l'agente della riscossione deve notificare l'atto di pignoramento presso terzi è stato raddoppiato da 30 a 60 giorni. La modifica, che amplia sensibilmente la platea dei soggetti interessati dalla procedura di controllo,è contenuta nei commi 986 e seguenti dell'articolo unico della legge 205/2017. Ai sensi dell'articolo 48-bis, Dpr 602/1973, tutte le pubbliche amministrazioni (cioè quelle cui si riferisce l'articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001) che, prima della modifica, effettuavano pagamenti superiori a 10mila euro,a qualunque titolo, devono preliminarmente consultare la banca dati di agenzia delle Entrate - Riscossione per accertarsi se ci sono importi non pagati almeno pari al medesimo limite. Questo obbligo ha la funzione di consentire all'agente della riscossione territorialmente competente, in caso di verifica positiva, di notificare un pignoramento presso terzi (si veda l'articolo in basso). In forza di tale atto, il terzo, in questo caso la pubblica amministrazione, ha il dovere di pagare direttamente all'Ader le somme che deve al soggetto moroso, sino a concorrenza del debito. Il riscontro alla richiesta di informazioni dall'ente pubblico deve avvenire entro i cinque giorni lavorativi successivi. In caso di silenzio dell'Ader, l'ente può procedere al pagamento. Invece, se c'è riscontro positivo, l'agente della riscossione aveva 30 giorni per notificare l'atto di pignoramento presso terzi. In tale dinamica, si inserisce la modifica legislativa in esame, che riduce a 5mila euro l'importo di riferimento ed elevaa 60 giorni il termine per la notifica del pignoramento. In caso di debito dilazionato con l'agente della riscossione e di piano di rientro in corso, il debitoreè considerato in regola coi pagamenti e dunque non subisce alcuna conseguenza dall'attivazione della procedura in esame. Al più, se si hanno una o più rate non versate, la morosità sarà pari a tale importo. Idem se pende la procedura di definizione agevolata degli affidamenti all'agente della riscossione. In quest'ultimo caso, secondo l'articolo 1 del Dl 148/2017, se si hanno dilazioni in corso, la presentazione dell'istanza sospende le scadenze di tutte le rate successive alla domanda. Il debitore sarà considerato moroso solo per eventuali quote non pagate in precedenza. Ugualmente, non si rientra nell'ambito dell'articolo 48-bis del Dpr 602/1973 se si hanno pendenze con l'agenzia delle Entrate, derivanti ad esempio dalla rateazione di avvisi di accertamento con adesioneo da conciliazioni giudiziali. In tale ipotesi, la morosità diventerà rilevante solo dopo la sua trasmissione all'agente della riscossione. In caso di debiti inferiori al credito vantato verso la Pa, il blocco del pagamento non opera per l'eccedenza del credito. Nei confronti del dirigente dell'ente pubblico che non ottempera all'obbligo della preventiva verifica potrà scaturire la responsabilità contabile, nel caso in cui il beneficiario del pagamento non assolva il suo debito verso l'agente della riscossione. A tale riguardo, è stato precisato dalla Ragioneria dello Stato (circolare dell'ottobre 2011) che il profilo del danno erariale non emerge in via automatica, ma solo, appunto, in caso di persistenza dello stato di morosità del debitore, dopo l'avvenuto pagamento del credito da questi vantato. Sempre alla luce della circolare, inoltre, rientrano nel blocco anche i pagamenti effettuati su ordine del giudice (contra, sentenza 8846/2016 della Cassazione). Con riferimento invece ai contributi pubblici alle imprese, occorre distinguere a seconda che esso determini in capo al beneficiario un vero e proprio diritto soggettivo oppure se residuino dei margini di discrezionalità nei riguardi dell'ente pubblico. Nel primo caso, il pagamento non dovrebbe essere soggetto a verifica. Non è possibile aggirare il divieto in esame frazionando artificiosamentei versamenti, per restare al di sotto del limite di legge. Se nel contratto iniziale è pattuito un corrispettivo unitario e inscindibile superiore a 5mila euro, le verifiche dovranno comunque essere effettuate. La modifica è operativa per i pagamenti effettuati dal 1° marzo 2018. © RIPRODUZIONE RISERVATA

come cambia l'istituto

I controlli delle pubbliche amministrazioni a Tutte le pubbliche amministrazioni prima di effettuare pagamenti a qualsiasi titolo superiori a determinati importi devono verificare se il beneficiario abbia morosità rilevanti nei riguardi dell'agente della riscossione. In caso di controllo con esito positivo, il pagamento deve essere bloccato fino a concorrenza del debito erariale per consentire all'agente della riscossione la notifica del pignoramento presso terzi Le novità della legge di bilancio 2018 a La procedura di legge deve essere attivata in caso di pagamenti di importo superiore a 5mila euro (limite precedente 10mila euro) e il blocco opera se il debito verso l'Ader è almeno pari a tale importo (limite precedente 10mila euro) Il termine per la notifica del pignoramento presso terzi a Una volta riscontrata la morosità rilevante, l'ente pubblico deve bloccare il pagamento per un periodo di 60 giorni (termine precedente 30 giorni). Si allunga così il tempo a disposizione dell'Ader per notificare il pignoramento presso terzi Crediti interessati a È soggetta a verifica la generalità dei crediti, compresi quelli derivanti da alcuni contributi alle imprese. Si tratta ad esempio di crediti per prestazioni professionali, appalti e forniture Entrata in vigore a Le modifiche operano a partire dai pagamenti effettuati dal primo marzo 2018

Foto: PAGINAA CURA DI

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