scarica l'app
MENU
Chiudi
15/11/2019

Paga povera per 45mila Ma il salario minimo non piace ai sindacati

Messaggero Veneto

Per Cgil, Cisl e Uil del Fvg indebolirebbe la contrattazione Si discute dell'ipotesi di introdurre i 9 euro l'ora come base lavoro
UDINE. Salario minimo? Meglio no. È la conclusione a cui i sindacati sono giunti al termine di un confronto sul tema che ha analizzato i risultati ottenuti in Paesi in cui il salario minimo è già realtà.La motivazione di fondo per la contrarietà, è che l'introduzione del salario minimo indebolirebbe la contrattazione in favore di un livellamento, ma verso il basso, delle paghe dei lavoratori. Il lavoro povero è stato quindi al centro del dibattito dal titolo "Salario minimo, vantaggi e svantaggi", organizzato dal Consiglio sindacale interregionale (Csi) Fvg-Slovenia e svoltosi a Trieste nella Sala Tessitori di piazza Oberdan. Al confronto tra Cgil Cisl e Uil ha preso parte anche Luca Visentini, segretario generale della Ces, la Confederazione Europea dei Sindacati (Ces), impegnata nel confronto con la Commissione europea proprio sul tema dei salari minimi. Ventidue, come ha spiegato Visentini, i Paesi europei dove sono stati adottati provvedimenti legislativi in materia, ma con molte disparità non soltanto nelle soglie reddituali di base, com'è ovvio visti i diversi livelli di sviluppo economico e di costo della vita, ma anche di carattere normativo, a partire dal rapporto con la contrattazione collettiva. «Per quanto riguarda il Fvg - ha affermato Roberto Treu, presidente del Csi che ha coordinato il dibattito - con il livello medio delle retribuzioni solo leggermente inferiore a quello nazionale e il 10% dei lavoratori che non arrivano alla soglia degli 8,40 euro, contro gli 8 euro dell'Italia, possiamo stimare in almeno il 16% la percentuale di lavoratori potenzialmente interessati al salario minimo, prendendo come riferimento la soglia più bassa prevista dalle due proposte di legge in materia, quella dei 9 euro lordi orari. Il numero di lavoratori dipendenti potenzialmente interessati in regione è di 56 mila persone, che scendono a circa 45 mila se non teniamo contro degli apprendisti, ipotizzando una loro possibile esclusione dal perimetro di intervento della legge».Il sindacato, però, è scettico sull'introduzione di questa misura, perché l'esempio dei 22 Stati che hanno adottato un reddito minimo per legge, tra i quali la Slovenia (ne hanno parlato Lidija Jerkic e Peter Majcen, i segretari dei sindacati Zsss e Ks 90), insegna che misure di questo tipo possono incidere negativamente sulla forza della contrattazione collettiva. «Il rischio, in sostanza, - avverte il segretario della Cgil Fvg Villiam Pezzetta - è di un livellamento al ribasso delle retribuzioni. Ecco perché noi crediamo che la strada maestra sia quella di rafforzare la contrattazione collettiva di primo e secondo livello, anche attraverso accordi e strumenti innovativi che possano consentire di allargarne il perimetro, raggiungendo lavoratori e settori oggi esclusi anche a causa del dumping contrattuale, dell'abuso di contratti atipici e della diffusione di appalti e subappalti, anche nel comparto pubblico, che rappresentano una delle forme più diffuse di elusione degli obblighi nei confronti dei dipendenti e di riduzione del costo del lavoro».«In Italia esiste una questione salariale che ha bisogno di nuovo risposte: partire da salario contrattuale legalizzato, lotta al sommerso, più controlli e ispezioni contro il lavoro nero, irregolare e finti part time», la posizione del segretario della Cisl Alberto Monticco.-- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI