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20/07/2018

Padula, restyling Certosa «Truffa da 1,5 milioni»

Il Mattino

Pasquale Sorrentino
Una truffa da circa un milione e mezzo di euro per dei lavori mai fatti - o quanto meno non completati nella Certosa di Padula, patrimonio dell'Unesco e simbolo del Vallo di Diano. Un simbolo bisogna subito rimarcare che non certo viene offuscato da questa indagine. Tre persone indagate (nessun amministratore). Si tratta di lavori eseguiti, o secondo l'accusa da eseguire, nella parte di proprietà del Comune di Padula. Occorre, infatti, precisare che la proprietà della più grande Certosa d'Europa è divisa tra amministrazione comunale, attualmente diretta dal sindaco Paolo Imparato, e il ministero dei Beni Culturali.
LE INDAGINI
I lavori in questione, entrati sulle carte degli inquirenti, sono riferiti a efficientamenti della struttura che è di proprietà del Comune. Le tre persone indagate sono un dirigente di un ufficio comunale, un tecnico esterno e un imprenditore di una ditta edile e di impiantistica. L'appalto risale al 2015 e prevedeva questi lavori sia per la parte comunale della splendida Certosa, patrimonio Unesco dal 1998, che per il palazzo storico che ospita il municipio di Padula. Tuttavia qualcosa non è andato per il verso giusto, almeno stando alle carte delle indagini, e sul caso sono piombati i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina e la Procura di Lagonegro che hanno avviato gli accertamenti del caso e iscritto tre persone sul registro degli indagati. Un bando per dei lavori di circa un milione e mezzo di euro che sarebbero serviti a rendere più moderno dal punto di vista energetico conservando ovviamente la struttura storica il monumento che ogni anno attrae migliaia di turisti da tutta Italia e dall'estero. Occorre anche aggiungere che già nel 2015 sulla gara per l'affidamento del servizio di direzione lavori, misura e contabilità dei «Lavori di efficientamento energetico della Casa Comunale, ovvero, l'ex convento Sant'Agostino e dei locali comunali della Certosa di Padula», era stato presentato un esposto da parte dell'ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno per una questione inerenti gli incarichi. Insomma un bando e dei lavori nati non proprio sotto una buona luce e che ora hanno su di essi la luce della Magistratura e delle forze dell'ordine che stanno portando avanti una serie di accertamenti per ricostruire il tutto.
LE ACCUSE
I reati ipotizzati, a vario titolo, nei confronti delle tre persone iscritte sul registro degli indagati vanno dalla truffa allo Stato e al falso ideologico. I lavori non sarebbero stati eseguiti o non completati e gli inquirenti hanno ipotizzato una truffato al Ministero di circa un milione e mezzo di euro. Bisognerà attendere ulteriori accertamenti e le tesi difensive degli avvocati che tutelano le tre persone indagate per ricostruire in toto questa vicenda. Un truffa allo Stato, stando alle ipotesi, per lavori importanti su una struttura che da tempo è al centro delle politiche turistiche della Regione Campania. Una situazione spinosa che attirerà attenzione proprio per l'oggetto che doveva «subire» i lavori. Di particolare importanza storica e simbolica anche la casa comunale di Padula. Qui, secondo gli inquirenti, i lavori non sono stati eseguiti come previsto.
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