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16/10/2018

Pace fiscale al 20% Tetto a 100mila euro per ogni anno sanato

Il Sole 24 Ore - Giovanni Parente e Marco Mobili

Via libera al decreto. Sì del Consiglio dei ministri alla definizione agevolata con la denuncia integrativa per gli ultimi periodi d'imposta dichiarati A regime stretta sulle sanzioni: fino a un quinto in più per chi evade
ROMA

Accordo trovato dopo un lungo tira e molla tra Movimento 5 Stelle e Lega. La pace fiscale avrà tra i suoi punti di forza e all'articolo 1 del decreto approvato ieri in Consiglio dei ministri la dichiarazione integrativa «speciale» con flat tax al 20% con cui il contribuente potrà sanare gli importi non denunciati correttamente alle Entrate. Ma con tre paletti ben precisi fortemente voluti dal M5S: un massimo dichiarabile in più di un terzo rispetto all'anno d'imposta precedente entro un tetto di 100mila euro annui per gli ultimi periodi d'imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre 2017; niente sanatoria per chi non ha proprio presentato il modello, ossia il caso di omessa dichiarazione; una sola finestra per aderire con scadenza ad aprile-maggio 2019. Ai maggiori imponibili fatti emergere si applicherà un'imposta unica, ossia una flat tax, del 20 per cento. In questo modo la sanatoria consentirà di scontare non solo sanzioni e interessi ma anche la cosiddetta quota capitale. A questo si aggiunge la stretta sulle sanzioni amministrative. In quest'ultimo caso, saranno inasprite tutte le penalità e, come si sottolinea da fonti di Governo, quella per la dichiarazione infedele sarà rivista al rialzo del 20 per cento.

Sarà, però, una pace fiscale a otto strade. All'integrativa si aggiungeranno la definizione agevolata di processi verbali di constatazione (Pvc), avvisi di accertamento, liti pendenti, cartelle esattoriali con la rottamazione ter, lo stralcio mini-cartelle fino a mille euro, i ruoli su dazi e Iva all'importazione e la definizione agevolata sulle imposte di consumo delle e-cig . Sulle liti fiscali si registrano le maggiori novità dell'ultima stesura del decreto: con lo sconto per chi ha vinto in secondo grado che salirebbe all'80% del valore della lite (il 50% per chi ha vinto in primo grado) e la possibilità di pagare quanto dovuto sostanzialmente in cinque anni, con un massimo di 20 rate trimestrali.

Anche l'edizione «3.0» della rottamazione dei ruoli consente pagamenti in termini più ampi. Con la possibilità di rivedere il piano offerta anche a chi ha aderito alla precedente definizione agevolata delle cartelle ma a condizione che entro il 7 dicembre si sia in regola con le tre rate dovute per l'anno in corso.

Entrano nel perimetro della definizione agevolata anche le imposte di consumo relative alle sigarette elettroniche per chi ha contenziosi non ancora passati in giudicato e controlli in atto sarà sufficiente versare il 5% della richiesta erariale. Si conferma, inoltre, anche la cancellazione automatica delle micro-cartelle, ossia dei carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2018 fino a un importo massimo di mille euro. Una cancellazione che riguarderà non solo debiti fiscali ma anche multe per violazioni al Codice della strada e le imposte locali. Nel complesso si stima un abbattimento del 25% del magazzino delle somme a ruolo con uno stralcio per 10 milioni di contribuenti.

Il decreto spinge anche sul fisco telematico. Accanto alla conferma del debutto dal prossimo 1° gennaio dell'obbligo di e-fattura tra privati ma con sanzioni ridotte o addirittura azzerate nei primi sei mesi e poi con più tempo per l'emissione, debutta anche l'obbligo di inviare gli scontrini telematici (in due tempi a seconda del volume d'affari di negozi ed esercizi) in vista del lancio della lotteria degli scontrini. A questo si aggiunge anche una novità sul fronte del processo tributario: diventeranno obbligatori (e non più facoltativo come ora) notifica e deposito di atti processuali, documenti e provvedimenti in modalità telematica per i ricorsi e gli appelli dal 1° luglio del prossimo anno.

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LE MISURE DEI DUE DECRETI LEGGE FISCALE E SEMPLIFICAZIONI

ROTTAMAZIONE

superammortamento IN BILICO

B

C

Rate più lunghe e addio microcartelle

C

Mini-Ires al 15%, proroga per l'iperammortamento

dichiarazione integrativa

Una sola possibilità per aderire e versare

LE MISURE NEL DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO

B

Partite iva

Dal 2020 flat tax fino a 100mila euro

La misura

Dopo una lunga trattativa tra le forze di maggioranza, l'accordo è stato trovato sull'aspetto più controverso della pace fiscale. Ci sarà la dichiarazione integrativa anche se con una serie di paletti. In primo luogo, non si potrà dichiarare più di un terzo dell'imponibile rispetto all'anno precedente entro un tetto massimo di 100mila euro all'anno per gli ultimi periodi d'imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre 2017. Agli importi fatti emergere si applicherà un'imposta unica (una flat tax) del 20 per cento. La finestra per aderire sarà concentrata tra aprile e maggio 2019. A fronte di questo, però, sarà previsto un inasprimento a regime sul fronte delle sanzioni amministrative. In questo caso, sulla dichiarazione infedele le penalità saranno più pesanti di un quinto

I nodi

Le principali criticità potrebbero essere rappresentate dalle tempistiche dell'operazione. Ci sarà, infatti, un'unica finestra per aderire concentrata tra aprile e maggio del 2019. Ma anche versamenti molto concentrati: si dovrà pagare il dovuto a luglio e a settembre

20%

L'ALIQUOTA SUL PASSATO

Sui redditi fatti emergere con la dichiarazione integrativa si applicherà una flat tax del 20%

La misura

Confermata la flat tax al 15% per le partite Iva con ricavi e compensi fino a 65mila euro. Ma con una novità oggetto del confronto politico delle ultime ore: dal 2020 il tetto di ricavi e compensi dovrà salire fino a 100mila euro. Una norma che, in ogni caso, prima di diventare operativa dovrà ottenere il via libera di Bruxelles e che al momento potrebbe essere presentata come norma bandiera. L'idea già avanzata dalla Lega e a quella di una tassazione incrementale del 5% per chi ha ricavi superiori a 65mila euro e nel limite di 100mila euro o compensi. Il nuovo regime con tassazione al 15%, che sarà introdotto dal 1° gennaio con la legge di Bilancio, consentirà di ampliare la platea di almeno altre 500mila partite Iva rispetto a quelle che già oggi rientrano nel regime fofettario. Un esercito di oltre 1,2 milioni di artigiani, commercianti e professionisti. Per le nuove attività viene inoltre confermata l'aliquota del 5% per cinque anni.

I nodi

Tutti da verificare i limiti sui beni strumentali e sui limiti dei dipendenti oggi presenti nel forfettario così come l'ammontare dei coefficienti di redditività differenziati per attività economica.

La misura

Arriva la terza edizione della rottamazione delle cartelle. Con alcune novità di rilievo che, stando alle analisi dei tecnici del Mef, potrebbero far crescere l'appeal della nuova definizione agevolata fino al 70 per cento. Tra i punti di forza la possibilità di dilazionare il pagamento in 5 anni con due versamenti l'anno semestrali entro il 31 luglio e il 30 novembre. A questo si aggiunge un tasso di interesse più che dimezzato e che passa dal 4,5% applicato nelle prime due edizioni al 2% annuo. La nuova definizione agevolata si estende anche a quanti hanno aderito alla rottamazione bis. I contribuenti interessati dovranno essere in regola con i pagamenti delle prime tre rate. Per farlo sarà sufficiente saldare il conto delle tre rate o della sola rata di novembre 2018 entro il prossimo 7 dicembre. Ci sarà anche lo stralcio delle microcartelle fino a 1.000 euro relative ai carichi dal 2000 al 2010

I nodi

La dilazione fino a 5 anni dei pagamenti diluisce anche le maggiori risorse attese dalla nuova operazione di rottamazione

6,278 MILIARDI

IL GETTITO ATTESO

La rottamazione ter secondo i calcoli della Ragioneria garantirà oltre 6,2 miliardi nei prossimi 5 anni

La misura

Entra nella legge di bilancio l'Ires scontata dal 24% al 15% per la spesa effettuata dalle imprese in assunzioni e beni strumentali, ma solo se incrementale rispetto ai costi sostenuti nel 2018. Alla base del calcolo per la spesa aggiuntiva ci saranno i costi in personale e beni strumentali determinati alla fine di quest'anno.

A sorpresa invece non sarebbe più prevista la proroga del superammortamento fiscale, attualmente in vigore per investimenti effettuati fino al termine del 2018 (salvo possibilità di consegne fino a giugno 2019). Si andrà avanti nel 2019 solo per investimenti con l'iperammortamento di Impresa 4.0, (beni "digitali") ma rispetto alla prima proposta (si arrivava al 280% per il primo scaglione) si ridurranno le aliquote di maggiorazione della deduzione.

I nodi

Da verificare la compatibilità, in termini di platea dei beni agevolabili, del mix dei due interventi. E se l'impatto negativo sul mercato dei beni strumentali tradizionali dovuto all'addio al superammortamento fiscale sarà compensato dalla mini-Ires.


Foto:

I contenuti della Manovra sotto la lente degli esperti e dei giornalisti del Sole 24 Ore

La diretta dalle 9.00 -->

D


FISCO DIGITALE

Scontrini telematici E-fattura con avvio light

La misura

Un debutto in due tempi per l'emissione degli scontrini digitali. L'obbligo partirà dal 1° luglio 2019 per i soggetti fino a 400mila euro di volume d'affari e poi sarà esteso a tutti dal 2020. Questo consentirà anche il debutto della lotteria degli scontrini dal 2020. Sul fronte della fattura elettronica, invece, si prevede un debutto light con un meccanismo che nei primi sei mesi del 2019 prevede la mancata applicazione di sanzioni per chi emette la fattura oltre il termine previsto ma entro la liquidazione di periodo. Mentre da luglio 2019 sarà consentita l'emissione entro i 10 giorni dall'effettuazione dell'operazione. Inoltre da sempre da luglio 2019 diventerà obbligatorio il processo tributario telematico che per ora è solo facoltativo

I nodi

Restano ancora da superare le resistenze da parte di tutti gli attori coinvolti nel nuovo adempimento obbligatorio con i professionisti che stanno sottolineando tutte le incognite

2 MILIARDI

IL MAGGIOR GETTITO ATTESO

La legge di Bilancio dello scorso anno ha quantificato dal debutto dell'e-fattura un recupero di 2 miliardi di euro

D

la nuova previdenza

Quota 100 con 4 uscite e stretta pensioni d'oro

Le misure

Con la legge di Bilancio arrivano "quota 100", per consentire il pensionamento a 62 anni con 38 di contributi, e il raffreddamento del meccanismo di indicizzazione delle pensioni cosiddette "d'oro". Quest'ultima misura era stata indicata per il decreto fiscale ma la moral suasion del Quirinale e le perplessità della Lega l'hanno fatta slittare nel disegno di legge. Si sta lavorando anche a una pace contributiva a maglie larghe con possibile rimborso fino a 5 anni dei versamenti mancanti senza interessi e more.

I nodi

Dalla stretta sulle pensioni d'oro il governo punta a risparmiare un miliardo in tre anni. Per centrare l'obiettivo si dovrà lavorare sia sulla soglia minima (ora a 4.500 euro netti al mese) sia sul tipo di rimodulazione dello schema di indicizzazione oggi previsto. Su "quota 100" resta il problema della sostenibilità della misura che, secondo Matteo Salvini dovrebbe consentire un ritiro anticipato fino a 5 anni a 400mila lavoratori. Sulla pace contributiva resta da verificare se l'intesa Lega-M5S terrà, inoltre è da vedere se la massa di pagamenti mancati in Inps aggredibile è veramente tale.

E

RCA AUTO

Più facile il passaggio tra compagnie

La misura

Nel decreto legge "omnibus", ovvero lo stralcio del decreto fiscale, spunta anche l'Rc auto, con il tentativo di rafforzare una norma già inserita nella legge concorrenza a tutela degli automobilisti virtuosi che pagano polizze più alte a causa del territorio di residenza (soprattutto al Mezzogiorno). Un emendamento della passata legislatura - tra i firmatari tra l'altro proprio Di Maio - fu recepito nella legge concorrenza in modo più blando rispetto alle intenzioni. Il meccanismo, per applicare uno sconto parametrato alle province con meno incidenti, si rafforza, anche mediante una maggiore facilità di passaggio da una compagnia all'altra.

I nodi

Il nuovo meccanismo, se sarà confermato nelle sue anticipazioni, si espone alle stesse obiezioni sollevate in passato dalle compagnie: il rischio di compromettere il principio mutualistico delle assicurazioni. Con conseguenti rincari al Nord. E con un possibile "corollario" politico: un terreno di conflitto tra M5S e Lega.

4 ANNI

LA NORMA ATTUALE

La legge concorrenza già prevede, a certe condizioni e se si installa la scatola nera, sconti dopo 4 anni senza incidenti

E

ASSEGNO di cittadinanza

Reddito, partenza nel primo trimestre 2019

La misura

Nel primo trimestre 2019 sarà operativo per disoccupati e lavoratori "poveri", ovvero con reddito mensile inferiore a 780 euro (se single). Il reddito di cittadinanza è un sussidio integrativo che serve a raggiungere la soglia reddituale minima, e cresce in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Bisognerà stipulare un patto di servizio con il centro per l'impiego e si perderà il diritto al sussidio al terzo rifiuto di un'offerta di lavoro "equa" (si potranno rifiutare le proposte di lavoro troppo distanti da casa)

I nodi

Lo strumento poggia sulla riorganizzazione dei centri per l'impiego che hanno una rete informatica carente, e non sono in grado di dialogare tra loro e con le altre amministrazioni (come Inps e Agenzia delle entrate). Serve un potenziamento quantitativo e qualitativo degli organici che devono essere formati per l'incontro tra domanda e offerta, mentre ora svolgono compiti burocratici. Inoltre tutto il piano va concertato con le Regioni, che hanno la competenza sui servizi per il lavoro. Quindi ci vorrà del tempo per riorganizzare il sistema, efficientandolo. È da chiarire cosa succederà a chi resta disoccupato e non ha ricevuto tre offerte di lavoro "eque".

F

imprese in crisi

Per la Cigs proroga fino a 12 mesi

La misura

Arriva la proroga della Cigs. Ne potranno beneficiare anche le imprese sotto i 100 dipendenti e pure chi ha firmato un contratto di solidarietà. L'allungamento della Cigs potrà scattare dopo un accordo al ministero del Lavoro con le regioni coinvolte. Bisognerà rispettare dei paletti: i 12 mesi in più di Cigs saranno autorizzati nei casi di riorganizzazione aziendale, che prevede investimenti complessi o piani di recupero occupazionale che richiedono tempi aggiuntivi per essere completati. Nei casi di crisi, invece, la proroga della Cigs potrà arrivare fino a sei mesi. Anche qui "giustificati" per portare a termine il piano di risanamento

I nodi

L'allungamento della Cigs, stando al testo esaminato ieri dal governo, viene finanziato con fondi già stanziati nella scorsa legge di Bilancio: fino a dicembre ci sono a disposizione 60 milioni (sui 100 complessivi). Si sale a 100 il prossimo anno. Resta da capire come verrà attuata la misura nei singoli territori. La sfida principale sono le politiche attive, chiamate ora al salto di qualità

100 MILIONI

LA DOTE PER IL 2019

Per chiudere il 2018 ci sono 60 milioni. Si sale a 100 milioni il prossimo anno; tutti fondi già previsti con la scorsa manovra

F

LE ALTRE MISURE

Revisione codice appalti Scure su giochi e banche

Le misure

Il ministro dell'Economia Tria ha confermato che ci saranno semplificazioni e «strumenti adeguati» per accelerare gli investimenti pubblici, vale a dire uno degli obiettivi fondamentali per accelerare la crescita. Ci sarà una prima riforma del codice degli appalti e probabilmente delle concessioni, mentre una disciplina più chiara dovrebbe favorire anche l'impegno dei capitali privati. Il Governo prevede nella manovra anche un ulteriore aumento della tassazione sul gioco d'azzardo (ogni punto di Preu su Awp e Vlt vale infatti 500 milioni). Arrivano norme anche per chiudere il pregresso sulle sigarette elettroniche per salvaguardare i posti di lavoro nel settore. Infine a concorrere alle coperture ci sarà anche una stretta su assicurazioni e banche che secondo la maggioranza vedranno un aumento della tassazione. In particolare per le banche potrebbero finire nel mirino la deducibilità degli interessi passivi, che scenderebbe dall'attuale 100% all'86%

I nodi

Alcune di queste misure sono quelle a cui stanno ancora lavorando i tecnici per trovare le coperture necessarie a far partire gli interventi bandiera del programma di Governo. E che vedranno dunque la luce solo nei prossimi giorni


'' Abbiamo tenuto i conti in ordine mantenendo le promesse. Siamo molto soddisfatti: è il frutto di un lavoro meditato Giuseppe Conte premier

'' Questa legge di bilancio dimostra che le cose si possono fare. Non bisogna avere paura. Terremo i conti in regola Luigi Di Maio vicepremier

'' Cominciamo a mantenere gli impegni presi gradualmen-te. Di più non so cosa avremmo potuto inserire Matteo Salvini vicepremier


Foto:

ANSA


Foto:

Verso la legge -->

di Bilancio -->

I due vicepremier Luigi Di Maio (M5S) e Matteo Salvini (Lega) insieme al premier Giuseppe Conte e al ministro dell'Economia Giovanni Tria. Ieri è stata una giornata di incontri per la manovra


Foto:

Giovanni Tria: non mi dimetto -->

--> Il ministro dell'Economia ha smentito sue dimissioni dopo la manovra: «Non sono portato al masochismo».

Poi ha aggiunto:

«Confermo il dialogo continuo con la Ue»

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