scarica l'app
MENU
Chiudi
28/04/2020

Pa chiusa, a Milano occasione persa per preparare la ripresa veloce

Il Sole 24 Ore - Sara Monaci

Lavori frenati. Le imprese chiedono uno snellimento delle procedure e lo sblocco delle opere già decise Bonometti: accelerare il pagamento dei debiti arretrati
MILANO

Si poteva fare di più per sburocratizzare. La Pubblica amministrazione dovrebbe lavorare per alleggerire il peso delle lunghe procedure che ricadono sulle imprese, le quali a breve dovranno ripartire con il carico aggiuntivo della sicurezza contro il Covid-19. Lo sottolineano le aziende lombarde e in particolare quelle del settore edile, che potrebbero già riaprire i cantieri da lunedì (ma senza un quadro politico chiaro).

I pagamenti arretrati

A questo si aggiunge, dice anche il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, «il pagamento dei debiti arretrati della Pa agli imprenditori, che va accelerato, insieme al superamento della burocrazia che tiene ferme le opere già decise».

Il problema sarebbe causato anche dal fatto che lo smart working nella pubblica amministrazione ha rallentato i lavori. «L'amministrazione è in alto mare - dice Marco Dettori, presidente di Assimpredil Milano - Ma adesso, per quanto possa sembrare paradossale, abbiamo più bisogno di snellire le procedure che di sostegno alla liquidità».

La richiesta di procedure facili

Se guardiamo al giro d'affari, a Milano il peso della chiusura è stato superiore al resto del paese. Basti pensare che solo nel settore delle opere pubbliche e private, dalla manutenzione delle strade fino alla realizzazione delle infrastrutture, due mesi di blocco comporteranno come minimo il calo di un terzo del fatturato, sempre che le attività ripartano spedite, altrimenti potrebbe pure andare peggio. Eppure quello che le imprese edili lamentano, a Milano e in Lombardia, è un programma che permetterebbe di ripartire spediti, e non creare rallentamenti alle opere che già erano appesantite prima, in condizioni normali, dalla burocrazia. «Mi aspetterei un superamento in questa fase almeno del codice degli appalti, già molto farraginoso per le amministrazioni in condizioni normali, tanto più adesso - aggiunge Dettori - In questo modo anche l'amministrazione potrebbe essere più rapida, visto che in teoria potrebbe fare delle scelte autonome nelle stazioni appaltanti».

La richiesta per il futuro prossimo è un sistema di controlli che agisca a valle e non a monte, per non perdere tempo in un momento così delicato.

Una migliore programmazione

Il blocco imposto dal coronavirus poteva essere vissuto come una pausa per programmare i lavori che aspettano di ripartire, «come ad esempio l'edilizia e la manutenzione scolastica , visto che non ci saranno studenti per un lungo periodo - conclude Dettori - Si tratta di un comparto delicato, che vive spesso ritardi, si poteva approfittare per mettere a punto gli interventi e essere pronti tra qualche mese, quando le scuole riapriranno. In questo chiedo anche una spinta all'amministrazione comunale, che potrebbe dare una sferzata».

Per quanto riguarda la tempistica, in tutta la Lombardia si lamenta un'eccessiva vaghezza di date, con poche certezze su chi riparte e chi no. Se i cantieri riapriranno, ad esempio, bisogna che lo facciano anche i comparti che forniscono gli approvvigionamenti, o che garantiscono i trasporti. Secondo Luca Guffanti, presidente di Ance Lombardia, le imprese «in questi due mesi hanno fatto i compiti a casa, garantendo standard di sicurezza, acquistando dispositivi come guanti e mascherine e mettendo in sicurezza i propri cantieri, dove lavoreranno poche persone insieme e a distanza di sicurezza - spiega - ma dal governo ancora non sappiamo se la riapertura sarà il 27 o il 4 maggio, e in che misura».

I vertici di Palazzo Marino fanno proposte. L'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran propone anche lui di «tagliare i costi ante operam. Facciamo gare veloci a cui partecipano solo le aziende nella white list».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Foto:

ABOBESTOCK


Foto:

Cantieri fermi. --> Aziende alle prese con la burocrazia e l'emergenza Covid-!9


Foto:

Dettori (Assimpredil): in questa fase mi aspetterei almeno un superamento del codice degli appalti»


Foto:

Guffanti (Ance Lombardia): le imprese hanno fatto i compiti a casa L'assessore Maran: tagliare i costi ante operam