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24/07/2021

P.a., linee Anac su centrali di committenza

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Indicazioni per evitare errori nella stima dei fabbisogni delle amministrazioni, omissioni nella definizione dei limiti di adesione, ma anche nei controlli sull'esecuzione degli accordi quadro e convenzioni fra centrali di committenza e stazioni appaltanti. Le indicazioni le ha fornite l'Anac con il comunicato del 7 luglio del presidente, Giuseppe Busia, rispetto alla gestione degli accordi quadro e delle convenzioni quadro fra amministrazioni e centrali di committenza di cui all'articolo 3, comma 1, lettera cccc) del codice appalti. L'intervento nasce dall'accertamento di criticità che hanno portato l'Autorità anticorruzione (Anac) a ribadire contenuti e modalità di attuazione delle norme del decreto 24 febbraio 2000 recante «conferimento alla Consip spa dell'incarico di stipulare convenzioni e contratti quadro per l'acquisto di beni e servizi per conto delle amministrazioni dello Stato». In relazione a queste disposizioni l'Autorità ritiene che si debba «scongiurare che, attraverso adesioni in aumento rispetto ai fabbisogni stimati, si verifichi il superamento della capienza massima dell'accordo, in contrasto con le regole dell'evidenza pubblica». Di qui il richiamo alle centrali di committenza e ai soggetti aggregatori che supportano le stazioni appaltanti ad una corretta quantificazione della domanda complessiva e, quindi, dell'importo da porre a base di gara per l'affidamento dell'accordo quadro o della convenzione. Le centrali di committenza e i soggetti aggregatori dovranno poi definire chiaramente le modalità di adesione all'accordo quadro/convenzione, la capienza massima dell'accordo e i limiti quantitativi imposti a ciascuna stazione appaltante, nonché le condizioni e le modalità per l'adesione in misura superiore rispetto al fabbisogno stimato, ad esempio, richiedendo la sottoscrizione di un nuovo contratto con il fornitore nei limiti della capienza massima dell'accordo/convenzione. Analoga chiarezza si dovrà garantire per gli obblighi posti a carico del fornitore. Sarà inoltre «essenziale procedere al monitoraggio costante delle adesioni, prevedendo idonee azioni di comunicazione e di controllo, con individuazione dei soggetti responsabili». Con riferimento ai contratti destinati ad un elevato numero di stazioni appaltanti, sarebbe preferibile, ha detto l'Anac, la previsione di un sistema di controllo automatizzato che blocchi nuove adesioni al raggiungimento della capienza massima dell'accordo. Nel bando di gara dovranno essere inserite, ha suggerito l'Autorità, «misure per garantire la continuità del servizio o della fornitura nel caso in cui la capienza massima sia raggiunta prima del termine fissato di vigenza dell'accordo quadro/convenzione, quali la possibilità dell'attivazione di lotti aggiuntivi per il caso in cui sia esaurita la capienza dell'accordo con riferimento ad alcuni lotti». Nel caso di variazione dell'accordo quadro o della convenzione, la modifica deve essere autorizzata dal Rup (responsabile unico del procedimento) del modulo aggregativo al ricorrere dei presupposti previsti dall'articolo 106 del codice dei contratti pubblici e nei limiti previsti. L'Anac ha affermato che la variazione autorizzata si ripercuote sui contratti di adesione, determinandone la possibilità di aumento nei limiti della nuova capienza dell'accordo quadro.