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14/05/2020

Ovs, c’è l’accordo unitario (e storico) stipendi e tfr a tutti i 450 lavoratori

La Liberta

Regìa della Prefettura e intesa dopo le tensioni e gli scioperi. Per la prima volta confederali e Si Cobas sullo stesso fronte Zorzella (Filt): «Dopo 17 appalti in pochi anni speriamo sia la svolta» Si Cobas al nuovo consorzio Cal: «Dignità per tutti gli operai»
Marcello Pollastri marcello.pollastri@liberta.it PIACENZA ● Fine delle ostilità all'Ovs di Pontenure. Dopo le tensioni e gli scioperi dei giorni scorsi ieri mattina, sotto la regia della prefettura (in particolare del vicario Attilio Ubaldi), Ovs, Xpo, Consorzio Clu e le organizzazioni sindacali hanno trovato un accordo unitario per il pagamento degli stipendi e dei tfr arretrati di oltre 450 lavoratori coinvolti in un cambio appalto assai complesso. Un'intesa a suo modo storica. Sia perché per la prima volta si è registrato un allineamento tra i confederali - Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - e il Sì Cobas, finalmente uniti «in nome degli interessi dei lavoratori» ha sottolineato in una videoconferenza stampa il segretario della Filt Floriano Zorzella. Sia perché tale accordo pone le basi per sedersi intorno a un tavolo a giugno e avviare un dialogo costruttivo con i soggetti subentranti, in particolare con il consorzio Cal che prenderà il posto di Xpo in qualità di committente. Si chiude così una vertenza aspra, all'interno di un sito logistico che negli ultimi anni aveva visto ben 17 cambi appalto. «Il nostro auspicio - ha detto Zorzella - è che d'ora in avanti si capisca che i lavoratori non possono continuamente essere sottoposti a stress e incertezze». Il sindacalista ha rivolto anche un messaggio all'amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo, il quale nei giorni scorsi era intervenuto paventando il rischio di un trasferimento dello stabilimento («a Pontenure la situazione è diventata ormai ingestibile. Se i problemi non cessano, l'hub logistico potrebbe essere spostato nel sud Italia» aveva detto). «Apprezziamo che finalmente Ovs abbia deciso di scendere in campo anche se con toni non condivisibili. Lo invitiamo però quanto prima a venire a verificare a Piacenza come si lavora perché finora le condizioni dei lavoratori sono state ai limiti del caporalato». Anche il Si Cobas esprime «grande soddisfazione» per la stipula dell'accordo riguardante le garanzie sul pregresso per tutte le operaie e gli operai impiegati. L'accordo riconosce la responsabilità in solido delle committenze rispetto a Tfr, chiusure economiche e contribuzione dei lavoratori. «Ciò - scrive il Si Cobas in una nota - potrebbe e dovrebbe apparire scontato, se non fosse per la legge sugli appalti di manodopera che in Italia permette continui avvicendamenti in occasione dei quali gli operai devono regolarmente intraprendere azioni di sciopero per vedersi riconoscere il dovuto». Al di là degli innumerevoli cambi appalto avvenuti negli ultimi anni, l'odierno accordo mette quantomeno in sicurezza il dovuto per il periodo 2019-2020. Ma la partita più grande per il futuro di circa 450 famiglie si apre ora: eliminato un livello di intermediazione (l'operatore Xpo), Ovs ha scelto di affidare il servizio direttamente a un consorzio Cal: «Chiediamo con forza che questo accorciamento della catena datoriale si traduca in maggiori benefit economici per i lavoratori da subito - esorta il sindacato autonomo -. Chiediamo che non sia più una cooperativa ad assumerli, bensì una srl, capace di dare maggiori tutele per le malattie e gli infortuni. Chiediamo che vengano finalmente adeguati i ticket mensa e soprattutto che finisca il gioco al risparmio sulla pelle dei lavoratori. Intraprenderemo con spirito unitario questa ultima importantissima fase della vertenza, sicuri che qualora non dovesse essere rispettata la dignità dei lavoratori non ci tireremo indietro rispetto ad iniziative di sciopero e lotta anche dure».

Foto: In alto Floriano Zorzella (Filt Cgil) e un gruppo di aderenti al Si Cobas