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16/05/2020

Ovada, quarto tentativo per vendere l’ex stazione sempre più fatiscente

La Stampa - GIAMPIERO CARBONE

In passato tre aste deserte, adesso si prova con la trattativa privata Il sindaco: "È in degrado, ma il Comune non può farsene carico" IL CASO
OVADA Cercasi ancora una volta un acquirente per l'ex stazione di piazza Castello. Il Comune di Ovada non farà alcun bando d'asta pubblica ma cercherà di muoversi attraverso trattative private, come consente di fare la legge dopo i vari tentativi precedenti. Il ribasso potrà arrivare al 30% del valore dell'immobile, che al piano superiore ha una destinazione residenziale e commerciale al piano terra. L'edificio rappresenta un pessimo biglietto da visita per chi arriva in città da Novi e da Alessandria: da tempo è in condizioni fatiscenti, con infiltrazioni d'acqua, infissi mal ridotti e intonaco decadente e fa a pugni con piazza Castello, riqualificata negli anni scorsi dall'amministrazione con il rifacimento, tra l'altro, della scalinata. L'ex stazione ospita un bar e un'edicola, chiusa da tempo. Era stata costruita alla fine dell'Ottocento e fino al secondo dopoguerra è stata la stazione dei treni della linea ferroviaria per Novi, quella che veniva chiamata la «littorina», poi smantellata: ha quindi anche un valore storico per la città e non solo, visto che era il capolinea per tutti coloro che arrivavano a Ovada dai paesi limitrofi. Ma nessuno, finora, si è fatto avanti per acquistarla (tre aste indette fra il 2017 e il 2019), forse frenato dal prezzo richiesto dal Comune e dalle spese necessarie per la ristrutturazione, che non saranno indifferenti. Tre anni fa l'ex stazione era stata inserita nel piano delle alienazioni del Comune e il bando richiedeva un prezzo fissato in 323 mila euro, con offerte solo al rialzo: esito negativo. Nella seconda asta il prezzo era sceso a 290 mila 700 euro ma nel marzo del 2018 non c'era nessuna busta in municipio da aprire. Infine, lo scorso anno, poco prima delle elezioni , l'ultimo tentativo: la base d'asta era rimasta la stessa ma con la possibilità di presentare offerte non solo al rialzo ma stavolta anche al ribasso, fino al 20% del valore. Lo aveva previsto una modifica al regolamento: nessuno, però, ha inviato offerte economiche, anche a condizioni più favorevoli. Ora l'ennesimo tentativo: verrà pubblicato un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse e, se arriveranno proposte, il Comune a quel punto procederà trattando con il privato con la possibilità di scendere fino al 30% in meno dei 290 mila euro stimati. Nessuna busta segreta e, si spera, tempi più rapidi in caso di offerte. «L'ex stazione - spiega il sindaco Paolo Lantero - è ormai in situazione difficile, che peggiorerà se non si interverrà. Del resto, il Comune non può farsi carico anche di questo immobile: vengono prima scuole, strade e altri beni». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Una «littorina» in partenza nel 1951 per Novi e l'edificio dell'ex stazione, in degrado crescente