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13/02/2021

Outsourcing: un’ampia panoramica d’insieme

La Repubblica

CONSULENZA AZIENDALE Focus INFORMAZIONE PUBBLICITARIA A CURA DELLA A.MANZONI & C. ALESSANDRO RUSSO IL GIURISTA D'IMPRESA È ESPERTO IN SVILUPPO DI ATTIVITÀ LAVORATIVE, OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI E GESTIONE DELLE RETI DI VENDITA
Che cos'è l'outsourcing o l'esternalizzazione? Quali sono i suoi vantaggi? E quali sono alcune criticità a esso legate? È forse un'alternativa valida e legittima all'assunzione diretta dei lavoratori? Questi dubbi vengono fugati dal giurista d'impresa Alessandro Russo.
I DETTAGLI Ebbene, iniziamo col dire che l'outsourcing è quel processo con il quale un'azienda affi da a una terza società alcuni cicli della propria produzione o dei propri servizi. Questa impresa prende anche il nome di committente. La società che prende in carico tale ciclo prende invece il nome di outsourcer, detto anche appaltatore, e deve necessariamente avere le competenze tecnico-organizzative, nonché economico-fi nanziarie, necessarie per espletare adeguatamente tale produzione e/o servizio. In Italia questo strumento, di origine prevalentemente anglosassone, è poco conosciuto salvo che in alcuni settori, dove è utilizzato da molti decenni. Spesso si percepisce poco la sua grande utilità e il fatto che si potrebbe estendere anche a tutti gli altri ambiti operativi. Facendo degli esempi pratici, se nel comparto della logistica e del trasporto sono oramai oltre 40 anni che tale modello è applicato, pochi lo utilizzerebbero in settori come la produzione di mobili, la loro consegna e il montaggio presso il cliente fi nale, così come nel settore degli alimentari, dove interi processi produttivi potrebbero essere esternalizzati nel rispetto delle norme vigenti. E questo varrebbe per tutti gli altri ambiti operativi, come detto in precedenza. Ma ci sono diverse "false" convinzioni su questo tema come, per citarne solo una tra le più emblematiche, quella che indicherebbe l'esclusiva possibilità di applicare l'outsourcing correttamente solo a tutte quelle attività cosiddette "accessorie" al core business della azienda esternalizzante, trascurando quindi il fatto eclatante che non ci sia un vero e proprio limite o perimetro entro il quale applicare tale strumento, salvo l'unica e vera necessità od obbligo di aderire pedissequamente alle norme di legge di specie. Le norme principali e pertinenti che regolano il rapporto di outsourcing sono quelle contenute nel Codice Civile e attinenti all'appalto di servizi o d'opera, come recita l'Art.1655: "L'appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro". Un altro pilastro normativo di riferimento è la cosiddetta "Legge Biagi" (DLgs 10 settembre 2003 n. 276). Possiamo anche aggiungere, inoltre, che in giurisprudenza, quando si rispettano tutte le norme in questione, questo contratto prende il nome di "appalto genuino" (vi sono dei chiari indicatori normativi e attuativi, nonché operativi, che danno luogo a tale genuinità). Ciò a differenziarlo dal cosiddetto "appalto spurio", o "appalto illecito", ovvero quando siamo alla presenza del non rispetto delle norme stesse. Vi è anche la possibilità di certifi care la bontà del contratto di appalto attraverso degli enti preposti o attraverso le funzioni dell'Ispettorato del lavoro territorialmente competente.
Tale certifi cazione garantisce maggiormente la bontà e la serietà nel rispetto di tutti gli indicatori della genuinità prima menzionati, come, per sintetizzare, l'organizzazione del lavoro, i mezzi strumentali necessari per l'espletamento dell'opera e il rischio d'impresa lato outsourser. Tema scottante e che merita particolare rilievo ed attenzione è quanto normato dalla Legge Biagi che lega la committente e l'appaltatore con una "fune a doppio capo", in ordine del rispetto del corretto versamento di tutti gli oneri contributivi e fi scali attinenti alle "risorse umane" o, per meglio dire, ai lavoratori coinvolti nell'ambito del contratto di esternalizzazione: vi sono strumenti normativi indispensabili che aiutano la committente a monitorare le attività dell'outsourcer, come il Durc (Documento di regolarità contributiva) e il Durf (Documento di regolarità fi scale). Non molti sanno che, rispettando tutte le indicazioni del legislatore, tale strumento si potrebbe effi cacemente applicare a tutti i settori produttivi e di servizi, come ristorazione, attività commerciali, terziario in generale e servizi di ogni genere. Quello che diventa indispensabile e necessario è un'attenta analisi dei desideri dell'azienda esternalizzante, oltre che la compatibilità e l'aderenza di tutte le disposizioni di legge inerenti. Questa fase di verifi ca della fattibilità è propedeutica e fondamentale al corretto utilizzo di questo modello estremamente performante, ma non del tutto privo di rischi e di criticità se non defi nito e contestualizzato opportunamente e ad uopo. Nello scenario emergenziale e pandemico di oggi, l'outsourcing acquista anche un valore particolarmente signifi cativo per la ripresa e, quindi, per il rilancio delle aziende, in quanto permette una particolare attenzione su fattori importantissimi come la fl essibilità e la razionalizzazione dei costi e dei processi legati alla produzione, oltre a introdurre in azienda opportune expertise fondamentali e necessarie a tal fi ne.
Da quanto detto fi no a ora discende un aspetto molto importante, ovvero la necessità di una ricerca oculata sul mercato di un'impresa outsourser affi dabile e competente, in grado di comprendere le reali esigenze aziendali dell'esternalizzante e con un know-how, una struttura organizzativa, economica e tecnica che la renda capace di attuare in maniera organica e seria lo strumento dell'outsourcing nel massimo rispetto di tutte le norme coinvolte.
www.alessandrorusso.consulting

Foto: IL PROFESSIONISTA NEL SUO STUDIO


Foto: BUONA PARTE DI QUESTO MESTIERE SI FONDA SULLE RELAZIONI UMANE