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26/09/2018

Otto favorevoli e un astenuto Campus Expo: via all’appalto

Corriere della Sera - Simona Ravizza

Università Statale Vago: nessun golpe
Al via la gara d'appalto per la costruzione del campus della Statale da 335 milioni di euro nell'area che ospitò Expo e che ora si chiama Mind: il Cda dell'ateneo vota ieri con 8 favorevoli, un astenuto e un assente l'avvio della procedura per l'affidamento dei lavori che porteranno al trasloco delle facoltà scientifiche da Città Studi a Rho-Pero. Un progetto ambizioso, che comporterà il trasferimento di 1.800 ricercatori e 500 tra tecnici e amministrativi sui 250 mila metri quadrati di terreni Expo. L'obiettivo della gara a evidenza pubblica è di verificare se sul mercato c'è un'impresa interessata a fare un'offerta più vantaggiosa di quella di Lendlease, il colosso australiano già incaricato di occuparsi del rilancio di gran parte del sito Mind e pronta a edificare il campus e a gestirlo per 30 anni in cambio di 20 milioni di euro l'anno (project financing). La proposta di Lendlease costituirà la base d'asta: in ogni caso, anche se dovesse esserci un'offerta al ribasso, l'impresa australiana avrà il diritto di rilanciare. Il bando uscirà, con ogni probabilità, prima di Natale. Quello di ieri è l'ennesimo passaggio tecnico di una procedura già blindata a luglio con il parere favorevole del Cda Statale all'idea del project financing al posto di una gara tradizionale. Ciò permette all'ateneo di non dovere ricorrere a un prestito della Banca europea per gli investimenti, dal momento che i soldi saranno anticipati per gran parte dai privati (142 milioni di euro; mentre 135 arrivano dal governo e 58 dalla Statale stessa). La scelta di fare partire l'iter per la gara d'appalto a 4 giorni dal passaggio di testimone tra il rettore uscente Gianluca Vago (ideatore del progetto) e il nuovo Elio Franzini (decisamente più critico) solleva polemiche da parte di M5S e sinistra. Di ieri la replica di Vago: «Il progetto è trasparente e pubblico da mesi, nonché un'occasione unica per il rilancio dell'ateneo. Nessun golpe. Non lo faremo neppure a debito, perché saranno spesi esattamente gli stessi soldi che oggi stiamo spendendo per mantenere Città Studi».

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