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03/03/2019

Otto anni dal primo bando tra ricorsi e gare annullate, senza iniziare mai i lavori

Corriere del Trentino - Valentina Iorio

Le tappe
Dall'approvazione del « piano di lavoro per la realizzazione del Nuovo polo ospedaliero del Trentino» sono passati quasi otto anni, ma siamo ancora al punto di partenza. Nel frattempo ci sono stati ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, gare annullate e cambi di location. Nel 2015, infatti, la giunta Rossi aveva preso in considerazione la possibilità di spostare il progetto a Mattarello. Per capire le ragioni di questo ritardo bisogna tornare al 15 dicembre 2011, quando la Provincia pubblica il primo bando per l'affidamento, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Alla gara partecipano quattro cordate guidate rispettivamente da Impregilo, Cmb, Pizzarotti e Mantovani, nota alle cronache per lo «scandalo Mose». L'affidamento dell'appalto a Impregilo scatena l'immediata reazione delle tre ditte escluse che fanno ricorso al Tar. Il primo viene presentato da Pizzarotti che contesta la composizione della commissione tecnica di gara. In particolare il fatto che tra gli esaminatori ci fossero il direttore dell'Azienda sanitaria Luciano Flor e la dirigente provinciale Livia Ferrario, che si erano occupati anche della predisposizione del bando di gara, e Giuseppe Comoretto, che in passato aveva lavorato per Impregilo. I giudici del Tar nel dicembre 2013, dopo aver riunito i tre ricorsi presentati dalle tre cordate escluse e il ricorso in via incidentale della vincitrice, stabiliscono che la commissione tecnica deve essere azzerata e che dalla gara devono essere escluse le due cordate guidate da Cmb e dalla vincitrice Impregilo. Nel 2014 il Consiglio di Stato decide di riammettere tutte le cordate e ordina di riaprire i termini per la presentazione di nuove offerte sia tecniche che economiche per «consentire una nuova valutazione di offerte non condizionata dalla conoscenza delle offerte economiche». Mentre il contenzioso va avanti, la Provincia nel 2016 decide di pubblicare un nuovo bando, che a differenza del primo non prevede il project financing, perché ritenuto troppo costoso. Un cambio di rotta che non piace ai quattro raggruppamenti in corsa che ricorrono nuovamente alle vie legali, chiedendo i danni per i costi sostenuti per partecipare al primo bando e per i mancati guadagni. La battaglia si conclude con la sentenza 1111 del 2018 del Consiglio di Stato che boccia di nuovo tutto, stabilendo che bisogna ripartire d a l b a n d o d e l 2 0 1 1 e d a l project financing, che secondo i calcoli di Cassa del Trentino costerebbe 13 milioni in più. Questo significa che i 330 milioni di euro per la costruzione dell'edificio saranno pagati almeno per metà da chi si aggiudica l'appalto. In cambio la Provincia assegnerà al vincitore un canone annuo di 60 milioni per 25 anni. Tra costruzione, gestione e manutenzione la spesa complessiva per l'ente pubblico sarebbe di 1,64 miliardi di euro. A cui si aggiungono i milioni già spesi per lavori di manutenzione e ampliamento dell'ospedale Santa Chiara. «La mancata realizzazione del Not - ha osservato il procuratore regionale della Corte dei conti Marcovalerio Pozzato nella sua relazione in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario - ha comportato l'assunzione di ingenti spese di manutenzione straordinaria, tenendo conto degli indispensabili e non differibili adeguamenti tecnologici dell'attuale ospedale Santa Chiara di Trento». Come spiega Pozzato «gli esborsi ammontavano già ad oltre 91 milioni di euro nel 2012, lievitando ad ora molto al di sopra dei 100 milioni». E molti altri probabilmente ne serviranno per adeguare le strutture dell'ospedale Santa Chiara alle esigenze della città, nell'attesa che il progetto del Not vada in porto.

L'analisi

● Durante la sua relazione per l'apertura dell'anno giudiziario il procuratore Marcovalerio Pozzato ha fatto delle osservazioni sui ritardi nell'appalto del nuovo ospedale Trentino

rocuratore Non aver ancora realizzato il Not ha comportato l'assunzione di ingenti spese per il Santa Chiara di Trento