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14/08/2020

Ottenuti i super poteri il direttore generale del Mef si butta subito sulle nomine

La Verita' - ALESSANDRO DA ROLD

GIALLOROSSI ALLO SBANDO
Operativa la riforma che assegna maggior peso ad Alessandro Rivera: martedì 18 previsto un tavolo sui vertici delle partecipate, fra cui Consip, Gse e Acquirente Unico
• Diventa operativa la riforma varata nelle scorse settimane dal governo Conte per assegnare più poteri decisionali ad Alessandro Rivera, direttore generale del ministero dell'Economia. Il potenziamento del dipartimento del Tesoro è passato per decreto e, nemmeno il tempo di chiudere gli ombrelloni, inizia già a farsi sentire, con i tecnici vicini al centrosinistra che non lasciano spazio di manovra ai 5 stelle. Così, mentre la politica se ne sta in spiaggia, martedì prossimo, 18 agosto, è stata convocata una riunione proprio in Via XX settembre dove dovranno essere affrontate le nomine delle partecipate statali che aspettano di essere rinnovate. Ci sono infatti ancora 365 posti da assegnare tra consigli di amministrazione e collegi sindacali delle quotate più piccole di Mef, di Cassa depositi e prestiti e Ferrovie dello Stato. La prossima settimana si incomincia con Istituto poligrafico dello Stato (Ipzs) e Consip. Ma è solo l'antipasto, perché a quanto pare il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri intende velocizzare le procedure di nomina e, soprattutto, venire incontro al Partito democratico che non vuole perdere incarichi assegnati durante i governi Renzi e Gentiloni. I 5 stelle restano a guardare. Del resto, lo stesso Rivera è considerato un tecnico molto vicino ai dem. Nato all'Aquila 50 anni fa, Rivera ha un fratello di nome Vincenzo, ex capo di gabinetto dell'ex presidente della regione Abruzzo Ottaviano Del Turco e direttore generale con la giunta di Franco D'Alfonso. E proprio dall'Abruzzo transitano i rinnovi nella Zecca dello Stato dove l'amministratore delegato Paolo Aielli è in scadenza da diversi mesi. Ex numero uno dell'ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila (Usra), Aielli dovrebbe essere riconfermato come anche il presidente Domenico Tudini. Più complessa invece la situazione di Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione ormai superata dal commissario straordinario Domenico Arcuri. Qui è in attesa di sapere il suo destino Cristiano Cannarsa, nominato nel 2017 dall'allora ministro Pier Carlo Padoan. Cannarsa aveva annunciato a febbraio che avrebbe reso Consip la «Amazon della pubblica amministrazione». Peccato che durante l'emergenza sanitaria la società sia incappata in problemi di ogni tipo, tra cui le indagini della magistratura sulle gare d'appalto come ritardi sulla consegna di mascherine e macchinari per gli ospedali. Chi frequenta in questi giorni d'agosto i palazzi del potere romano sostiene che la centrale acquisti della pubblica amministrazione sia passata ormai in secondo piano. Arcuri, infatti, ha accentrato su di sé ogni potere di acquisto. I bandi partono dal commissario straordinario e l'inutilità di Consip è ormai evidente. Tanto che circola la suggestione di una fusione con Invitalia, un soggetto unico amministrato sempre da Arcuri. La prossima settimana, quindi, Rivera incomincerà a mettere le mani sulle partecipate. Ci sono ancora da sciogliere i nodi nel settore energetico. Il Gse (Gestore servizi elettrici) attende da mesi un commissario, come era stato stabilito nel decreto Milleproroghe di dicembre. Il commissariamento fu deciso dopo le difficoltà di coabitazione tra il presidente Francesco Vetro e l'amministratore delegato Roberto Moneta, espressione del vecchio governo fras stelle e Lega. A distanza di otto mesi però il tema sembra essere passato in secondo piano. In teoria la nomina spetta al ministro dell'Economia e a quello dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. A febbraio si era fatto il nome del professore Livio De Santoli, ora invece tutto tace. A quanto pare i 5 stelle avrebbero abbassato le loro richieste dopo la nomina di Emanuele Piccinno nel consiglio di amministrazione di Eni. Piccinno è stato infatti segretario di Davide Crippa, capogruppo grillino a Montecitorio, ma soprattutto tra i responsabili del movimento sul settore energetico. Con i grillini soddisfatti per le nomine in Eni - c'è anche il nuovo presidente Lucia Calvosa, già nella società editoriale del Fatto Quotidiano - il Pd potrebbe continuare a gestire il Gse e le sue controllate. Sono società strategiche, come Acquirente unico dove presidente e amministratore delegato è Andrea Peruzy, dalemiano di ferro. Nei mesi scorsi c'era stato un tentativo di spostare la società sotto il controllo del Mef, levandola così dal Gse. In questo modo però Peruzy avrebbe mantenuto il suo incarico. Ma la riforma non è passata. Da settimane si parla di un suo possibile approdo in Consap al posto di Mauro Masi. Ma l'ex direttore generale della Rai ha dalla sua l'appoggio di Forza Italia, partito in ascesa in vista di nuovi assetti parlamentari e di governo. A decidere sarà con tutta probabilità sempre Rivera. Dopo l'approvazione del bilancio 2020, infatti, tra gennaio e febbraio si dovranno rinnovare gli incarichi anche in Via Goito.

Foto: OCCHIALI A sinistra, Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro [Ansa]. A destra, Roberto Gualtieri, ministro dell'Economia in quota Partito democratico e professore di storia alla Sapienza di Roma[Ep]