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09/07/2021

Ottanta sindaci toscani in marcia a Roma «Parafulmini, sottopagati. E la Regione…»

Corriere Fiorentino - Giorgio Bernardini

La protesta
Tanti alla manifestazione nazionale Anci. «Burocrazia e bilanci non sono i nostri soli nemici» arini È sbagliata la nostra condizione: abbiamo responsabilità ma non abbiamo nessun controllo
Con l'Unione del Mugello abbiamo finito il piano regolatore condiviso da sei anni, nel 2015: peccato che la Regione non l'abbia ancora approvato. Le responsabilità penali fuori misura, la burocrazia e i bilanci non sono i soli nemici dei Comuni. E lo Stato centrale non è evidentemente il solo ente con cui abbiamo difficoltà». Federico Ignesti, che guida il Comune di Scarperia e San Piero, ha le idee chiare già alle otto del mattino, salito da poco sul Frecciarossa per raggiungere la manifestazione dallo slogan «Dignità per i sindaci», organizzata dall'Anci ieri a Roma. Quella toscana era la delegazione più folta di piazza Santi Apostoli: verso la capitale, nonostante le temperature proibitive che hanno ballato tutto il giorno attorno ai 40 gradi, si sono mossi circa 80 primi cittadini di questa regione. «Siamo il parafulmine di qualsiasi cosa. Il sindaco non firma nessun atto ma è responsabile di qualsiasi cosa», lancia l'allarme il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli. Che puntualizza: «Ci vogliono più di tre anni per portare a termine una progettazione: la burocrazia e il codice degli appalti creano più problemi che opportunità». Spinelli ci mette anche il problema economico, un aspetto non secondario nella disaffezione della classe dirigente: «Io prendo duemila euro al mese compresi gli assegni per i miei quattro figli e il 15 per cento lo devo dare al mio partito (il Pd, ndr ). Ovviamente guadagnavo di più prima, ma è chiaro che tutti quelli che fanno questo mestiere ormai lo fanno soprattutto per passione. E questo alla lunga non va bene». La sfiducia per un sistema che ha finito per scaricare sui sindaci molti oneri e pochi onori è sintetizzata lungo il corteo da Monica Marini, che amministra Pontassieve: «È una lotteria, la condizione dei sindaci è sbagliata: Abbiamo responsabilità e non abbiamo controllo, una situazione che produce totale ingiustizia. In più c'è costante difficoltà nel reperimento di risorse e lentezza nelle procedure: siamo diventati esattori e la fiscalità non rimane qui». Anche la sindaca di Pontassieve tuttavia non ha dubbi su quale sia la questione prioritaria: «È necessaria una semplificazione urbanistica nel rapporto con la Regione, è un aspetto da cambiare con urgenza». Romina Sani, sindaco di Cinigiano, duemila abitanti in provincia Grosseto, spiega che nelle piccole realtà come la sua «le difficoltà derivano tutte dalla mancanza di una struttura organizzata con risorse umane adeguate». Prima della manifestazione la dirigenza nazionale dell'Anci era stata ricevuta di buon mattino dal presidente del Consiglio Mario Draghi, a cui sono state brevemente anticipate le proposte bipartisan approvate all'unanimità dall'assemblea dei sindaci su questi temi. Quello più caldo, su cui si concentra la maggior parte degli interventi, è il rischio di finire indagati, il rapporto con la giustizia insomma, con cui gli amministratori locali si trovano a confront a r s i . « I l l i v e l l o d i responsabilità personale a cui è sottoposta la nostra figura è inconcepibile», spiega a questo proposito il sindaco Castiglion Fiorentino Mario Agnelli. Senza contare che diversi fra quelli che ieri indossavano la fascia tricolore e venivano dalla Toscana hanno confidato, a registratori spenti, di aver avuto guai di varia misura con la Corte dei Conti: spesso sarebbero stati chiamati a risarcire danni erariali e altrettanto spesso sarebbero usciti dalla chiamata in causa dopo mesi o anni di battaglia a suon di carte bollate. «Chiediamo rispetto per il nostro ruolo, semplificazioni per il bene dei nostri cittadini, non scudi penali. Aver responsabilità senza strumenti per farvi fronte è un problema per il Paese: se cadono i sindaci cade l'Italia», ha detto il primo cittadino di Firenze Dario Nardella dal palco romano dopo aver ricordato la figura di Giorgio La Pira. A lui, in occasione del settantesimo anniversario della sua prima elezione a sindaco Firenze, l'Anci ha dedicato ieri la sua assemblea.

Foto: Fasce tricolori Alcuni dei tanti sindaci scesi in piazza ieri nella capitale per rivendicare «dignità» per il proprio ruolo


Foto: Esempio L'assemblea Anci è stata dedicata a Giorgio La Pira, che 70 anni fa diventata per la prima volta sindaco di Firenze