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06/08/2020

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Corriere Adriatico

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L'ISTRUTTORIA
PESARO La modifica nel codice degli appalti, che consente l'iniziativa privata del project financing anche per le opere già inserite negli strumenti di programmazione, rischia di favorire comportamenti opportunistici da parte degli operatori economici nonché collusivi tra stazioni appaltanti e imprese.
È questa la censura espressa dall'Autorità nazionale anticorruzione nel parere rappresentato dal presidente Francesco Merloni durante l'audizione presso le commissioni riunite di Camera e Senato sul decreto legge Semplificazioni (che ha introdotto la modifica normativa in vigore dallo scorso 17 luglio), in vista della conversione in legge del provvedimento entro 60 giorni da parte del Parlamento pena la sua decadenza. La norma è rilevante per il nuovo ospedale di Muraglia dell'azienda Marche Nord perché sulla versione precedente, che ammetteva la proposta autonoma del progetto di finanza premiata in caso di valutazione positiva dell'ente pubblico con il diritto di prelazione nella gara del proponente, verte una delle due incongruenze nell'iter avviato dalla Regione Marche a favore del progetto della società Renco segnalate all'Anac, su cui è stato formalmente aperto un procedimento di vigilanza.
Opera già programmata
Infatti, l'ospedale unico quando la Renco presentò la sua proposta (nel marzo 2018) era presente in tutti gli strumenti di programmazione: piano socio sanitario regionale, atto aziendale degli Ospedali riuniti Marche Nord (a cui Ceriscioli è tornato ad affidare il procedimento, dopo averlo avocato alla Regione, per favorirne la conclusione bypassando l'ostacolo per sé delle elezioni regionali) e nei piani delle opere pubbliche della stessa azienda ospedaliera fino a quello del triennio 2016/2018. L'altra anomalia è il superamento del termine perentorio di 3 mesi prescritto dalla legge per la valutazione della fattibilità del progetto da parte della Regione, effettivamente deliberata 10 mesi dopo, con una fase conclusa dopo quasi due anni.
Il rischio segnalato
L'Autorità nazionale anticorruzione osserva che nel decreto legge Semplificazioni, firmato dal premier Giuseppe Conte, l'unica norma che riguarda le concessioni e il partenariato pubblico privato è rappresentata dalla modifica introdotta all'articolo 183, comma 15, che consente ora la possibilità di proposte dai privati per il project financing anche per interventi già presenti negli strumenti di programmazione. Si ricorda che l'articolo 153, comma 16 (abrogato dal nuovo codice degli appalti del 2016, ndr), prevedeva la possibilità per i soggetti in possesso dei requisiti del promotore di presentare una proposta nel caso di inerzia della pubblica amministrazione. Era, infatti, previsto un termine di sei mesi decorrenti dalla data di pubblicazione degli strumenti di programmazione per la presentazione di un'offerta (entro 4 mesi dalla scadenza del termine precedente), nel caso in cui l'amministrazione non avesse pubblicato i bandi di gara. L'Autorità segnala che poiché il soggetto che presenta l'offerta acquisisce un diritto di prelazione, l'assenza di qualunque termine rischia di favorire comportamenti opportunistici da parte degli operatori economici (ad esempio per il rinnovo delle concessioni) nonché collusivi tra stazioni appaltanti e imprese». La modifica legislativa è compatibile con i tempi della notifica del procedimento dell'Anac alla Renco.
Lorenzo Furlani
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