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02/07/2021

Ospedali, sospetti sul maxiappalto per le pulizie “Pericolo di infiltrazioni”

La Repubblica - c. r.

Il caso
Ospedali, sospetti sul maxiappalto per le pulizie "Pericolo di infiltrazioni" ● a pagina 3 La richiesta di verifica arriva alla vigilia della partenza. E riguarda un allarme grave: secondo la Cgil c'è il rischio che nel mega-appalto da 48 milioni con il quale la Regione ha affidato il servizio di pulizia negli ospedali di tutta la Sicilia ci sia un tentativo di infiltrazione da parte di Cosa nostra. Così, ieri pomeriggio, il segretario generale del sindacato nell'Isola, Alfio Mannino, e la leader della Filcams, Monja Caiolo, hanno scritto agli assessori regionali all'Economia, Gaetano Armao, e alla Sanità, Ruggero Razza, per chiedere loro di «verificare i casellari giudiziali e i carichi pendenti del personale cui all'interno dei cantieri di lavoro (aziende sanitarie) saranno affidati ruoli di coordinamento e gestione del personale». L'allarme non è astratto: secondo il sindacato, infatti, in alcuni ospedali, fra chi guida i dipendenti, sarebbero stati avvistati condannati e parenti di condannati per reati come voto di scambio e associazione mafiosa.
La storia dell'appalto per la pulizia negli ospedali e nelle aziende sanitarie è molto tortuosa. La gara, per un importo iniziale a base d'asta di 228 milioni divisi in 10 lotti, era stata bandita dalla Centrale unica degli appalti nel 2017, pochi giorni prima che finisse l'era di Rosario Crocetta alla Regione. Un paio d'anni dopo, l'incarico è stato affidato provvisoriamente: fra gli altri aveva vinto la Pfe di Salvatore Navarra, lambito prima d'allora dall'inchiesta su Antonello Montante e poi coinvolto - tanto da finire ai domiciliari al momento del blitz - in quella su Fabio Damiani.
Così, nell'estate dell'anno scorso, sollecitata dalla Regione, l'Autorità nazionale anticorruzione è intervenuta, suggerendo di rimodulare la graduatoria e di escludere per prudenza l'azienda finita al centro delle indagini: alla fine, l'appalto è stato assegnato a tre colossi, Dussmann (che ha ottenuto due lotti di Catania, uno di Palermo e quello di Siracusa per 26,3 milioni in tutto), Manutencoop-Rekeep (che si è aggiudicata gli altri due di Palermo, quello di Trapani e quello di Caltanissetta per 15,7 milioni) e Markas-Pulitori e Affini (che ha vinto a Messina e nell'altro lotto catanese per 5,8 milioni complessivi). Il resto è cronaca degli ultimi mesi: l'appalto ha rischiato ancora di essere bloccato da sentenze della giustizia amministrativa, ma il 10 maggio è stato assegnato definitivamente e le attività negli ospedali scatteranno oggi.
Così, nei giorni scorsi, sono partiti i preparativi che hanno messo in allarme i sindacati. La lettera di ieri, infatti, è la seconda in due giorni. Il giorno prima Caiolo e il suo omologo della Funzione pubblica Cgil, Gaetano Agliozzo, avevano scritto ad Armao e Razza per chiedere un incontro sulla questione: «In riferimento anche alle particolari vicende che ha già vissuto nei mesi precedenti - avevano scritto - l'appalto richiede massima attenzione non solo per gli aspetti legati alle tutele occupazionali, ma anche al rispetto dei principi di legalità e trasparenza».
«Per questi affidamenti - assicura però Razza - sono previsti protocolli specifici, applicati grazie ai consigli dell'Anac. Chiederemo alle aziende aggiudicatarie di controllare in maniera capillare il proprio personale. Non ci saranno infiltrazioni».
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Foto: kAll'opera Le pulizie nella sala operatoria di un ospedale