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26/05/2020

Ospedali, l’affare pulizie: l’Asl Napoli 1 resuscita la gara vinta da Romeo

La Repubblica - Alessio Gemma

Il caso
Un maxi appalto da 171 milioni di euro in 6 anni. È l'affare delle pulizie negli ospedali della città. Sembrava finita su un binario morto la gara vinta nel 2019 da Romeo Gestioni: il Tar aveva annullato l'aggiudicazione a gennaio, alla vigilia della pandemia in regione. Il colpo di scena con una delibera di tre giorni fa: l'Asl rinomina una commissione per stabilire un nuovo vincitore, 20 giorni di tempo.
Le offerte sono quelle sul tavolo, per una procedura che fa gola a tanti. Troppi interessi soprattutto ora che si è piombati nell'emergenza Covid. E i conti non tornano. Dopo lo stop del Tar, l'Asl era andata avanti con le ditte precedenti, sulla base di prezzi elevati. Tant'è che dagli uffici dell'azienda sanitaria stimano - carte alla mano - di sborsare allo stato "un milione in più l'anno" rispetto alla base d'asta prevista nella nuova gara. Senza contare i "notevoli costi in più per le sanificazioni" che si sono aggiunti da tre mesi. Cosa succede tra la sentenza e la delibera del 20 maggio che resuscita la gara impallinata dal Tar? Gli ospedali scoppiano per il virus, il rischio infezioni aumenta e il mantra diventano le sanificazioni. Succede che il 24 aprile il presidente Vincenzo De Luca scriva di persona all'Asl, seguito il giorno dopo dal direttore della sanità Antonio Postiglione. Il contenuto delle due missive è sintetizzato così in delibera: De Luca e Postiglione "chiedono informazioni sulle iniziative assunte alla luce della sentenza del Tar non essendo reiterabili proroghe tecniche che destano perplessità sul piano della legittimità, convenienza ed economicità dell'azione amministrativa ". Non si può andare avanti con le vecchie ditte Epm e Gesap - dopo averne scartate altre due colpite da interdittiva antimafia. Si attenderebbe una gara nazionale Consip partita nel 2015: una volta aggiudicata l'Asl firmerebbe una convenzione togliendosi d'impiccio. Ma quando? E i costi che galoppano di mese in mese? Un ginepraio. Complicato da battaglie giudiziarie e sospetti di "conflitti di interesse". Ad aprile 2019 quando l'Asl sceglie Romeo al vertice dell'azienda sanitaria è stato nominato da poco Ciro Verdoliva, manager coinvolto con la Romeo in un'inchiesta per un altro appalto di pulizie, al Cardarelli. Fioccano sei ricorsi sulla gara dell'Asl e il Tar dice no a Romeo: il tribunale ravvisa la "modifica della commissione di gara" in corso d'opera con "una decisione illogica e irrazionale". Ora l'Asl corregge, ci riprova con una nuova commissione che dovrà operare - dice la delibera a firma tra gli altri di Verdoliva - "nel rispetto di tutte le prescrizioni normative e di quelle statuite dal Tar". D'altronde rileggendo la sentenza ci si rende conto che, se fosse andato iniziato l'appalto fermato dal Tar, pulizie e sanificazioni negli ospedali assediati dal coronavirus sarebbero state affidate da una commissione in cui "nessuno dei tre membri era dotato di specifiche conoscenze nel servizio di pulizia e sanificazione di ambienti ospedalieri". Un servizio che - scrivono i giudici - "rispetto alla generica attività di pulizie ha proprie peculiarità, in relazione alla prevenzione del rischio infettivo". Del Covid, per esempio.
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Foto: kAsl Napoli 1 L'ospedale dei Pellegrini