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28/09/2021

Ospedali ai privati ad Albenga e Cairo: «Rimangano pubblici» Cgil contro la Regione: «In sei anni nulla di concreto» Attesa la sentenza del Consiglio di Stato sul bando il ricorso del policlinico contro il galeazzi

Il Secolo XIX - Luca Rebagliati

Luca Rebagliati / Albenga Tempi certi (e rapidi) per l'annullamento del bando, e soldi per potenziare gli ospedali pubblici e la sanità territoriale. Sono le richieste che, senza giri di parole, il segretario provinciale Cgil Andrea Pasa lancia alla Regione. Mentre si attendono novità (ossia la sentenza definitiva, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni) dal Consiglio di Stato in merito al risultato del bando per la gestione degli ospedali di Albenga e Cairo, che ha visto il Galeazzi prevalere sul Policlinico di Monza in virtù di un'offerta che sul piano economico è stata giudicata inadeguata dal Tar e dai periti dello stesso Consiglio di Stato. «Che la Regione si sia accorta che la privatizzazione è una strada sbagliata e che quella giusta è quella di una sanità territoriale pubblica non può che farci piacere, visto che lo abbiamo sostenuto fin da subito - afferma Pasa - Non voglio nemmeno dilungarmi sul fatto che in sei anni non si sia riusciti ad arrivare a nulla di concreto, ma non posso non sottolineare che in questo lasso di tempo abbiamo assistito al graduale ma costante svuotamento dei due ospedali, alla chiusura di diversi servizi importanti per i cittadini. Faccio l'esempio dei punti di primo intervento, che sono rimasti a lungo chiusi e che ora sono riaperti per sole 12 ore al giorno, ma l'elenco sarebbe lungo». La decisione di rinunciare al bando (quindi, si direbbe, alla privatizzazione) dovrebbe preludere a un ripotenziamento degli ospedali. «È quello che ci auguriamo, che i cittadini attendono e che deve accadere. E deve accadere in tempi verti e brevi. Per questo chiediamo alla Regione di compiere passi concreti». Quali? «Anzitutto che si proceda con l'annullamento del bando e si dica con chiarezza che si torna ad un modello basato sulla sanità territoriale pubblica. Lo scorso 4 giugno il presidente Giovanni Toti ha annunciato il cambio di rotta, peraltro in linea con le direttive europee che puntano proprio sulla sanità territoriale pubblica e con l'evidenza del fatto che le Regioni che hanno retto meglio l'impatto con la pandemia sono proprio quelle che hanno più sanità pubblica. Aveva dato appuntamento ai primi di settembre con il bando revocato, e direi che a questo punto sia il caso di procedere, indipendentemente dall'esito dei ricorsi». Ma, par di capire, perché le parole non restino tali ma si riempiano di contenuti e si tramutino in fatti ci vogliono soldi. «Appunto. È per questo che chiediamo non solo di fare presto, ma anche di stanziare, anche attingendo al piano di resilienza, somme adeguate per restituire ai territori della riviera e dell'entroterra due ospedali efficienti, in grado di erogare servizi, e sostanzialmente di redigere un nuovo piano regionale basato sulla sanità territoriale pubblica». E non si parla solo di Cairo e Albenga. «Sia chiaro - conclude - che tra le prime cose da fare assieme a una riapertura completa dei punti di primo intervento, è la riapertura del punto nascite del Santa Corona». --© RIPRODUZIONE RISERVATa