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14/11/2020

Ospedale, quattro anni per vederlo in piedi In anteprima il nuovo progetto dell’era Toti

QN - La Nazione

di Franco Antola LA SPEZIA A vederlo dall'esterno non sembra poi così diverso dal precedente: una grande struttura compatta, articolata in quattro ali, ciascuna sviluppata su sei piani, con in più un piano zero e uno intermedio, soluzione che consentirà di ospitare più letti e rispondere alle nuove esigenze sanitarie con le tecnologie più avanzate. La nuova sfida per il nuovo ospedale riparte da qui e promette tempi certi: 4 anni per dare alla città e alla provincia un nosocomio moderno ed efficiente. Il nuovo progetto preliminare, che sostituisce quello arenatosi nelle secche della burocrazia e dei contenziosi legali, porta la firma dello studio Politecnica Building for Humans. Asl5, Ire e finanziaria ligure Filse lo hanno presentato al presidente Giovanni Toti. La Nazione è in grano di anticiparne gli aspetti essenziali. Negli otto piani del complesso, capace di ospitare 506 posti letto (31 in più rispetto ai 475 del progetto precedente) pulserà un cuore tecnologico molto avanzato, votato alla sostenibilità ambientale e organizzato in modo da garantire - assicurano progettisti e committenti - funzionalità, efficienza e trasparenza secondo i principi della logistica 4.0. Come diciamo a parte nell'intervista al governatore, l'obiettivo è di aggiudicare il bando di gara entro l'estate 2021 con l'individuazione dell'azienda che costruirà l'opera. Molti gli elementi innovativi del progetto che comprende un'ampia 'food hall open space' a servizio anche della città e un'area parcheggio da 702 posti auto. Nella struttura sono previste 10 sale operatorie, 14 sale di diagnostica, 67 ambulatori, 2 bunker di radioterapia, 2 sale di emodinamica, con 4600 mq di impianti tecnologici sopra la copertura e 1600 di impianti tecnologici nella centrale al piano terreno dove è prevista la cogenerazione di energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici e la produzione di acqua calda e fredda per le attrezzature interne. L'altra novità è che l'ospedale sarà attrezzato anche per far fronte ad un'eventuale nuova emergenza pandemica con una linea dell'area dell'emergenza, una sala operatoria, un sistema di ventilazione, accessi e locali per la sicurezza del personale completamente dedicati. Dei posti letto complessivi, 382 saranno di degenza, 28 di terapia sub intensiva, 26 di rianimazione, 25 dedicati alle patologie neonatali di cui 8 in sub intensiva, 18 dedicati all'Obi (Osservazione breve intensiva, 12 letti per la stroke unit, 8 per di terapia intensiva e 7 posti letto di pediatria). Gli elementi innovativi riguardano anche la gestione del progetto. «A farsi carico dell'iter realizzativo - spiega l'assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone - sarà una task force dedicata, composta da tutte le figure professionali, tecniche e giuridico-amministrative, espressione di Ire, Asl 5 con il resto dei soggetti coinvolti, che seguiranno passo passo il progetto lungo un percorso certo e veloce. Il modello quello del ponte Morandi, per quanto non si potranno affidare poteri derogatori come è accaduto a Genova non trattandosi di una riposta emergenziale in senso stretto, anche se per il territorio il nuovo ospedale una emergenza lo è effettivamente». La struttura strettamente operativa, che garantirà una catena di comando molto corta, dovrebbe far capo allo stesso Giampedrone, in rapporto diretto con Toti che, come noto, oltre che presidente della giunta è anche titolare della delega alla sanità. C'è il rischio che il contenzioso con Pessina rallenti l'iter? Giampedrone lo esclude: «Il codice degli appalti consente ampia autonomia sulla gestione del cantiere ed eventuali controversie si sposteranno in altra sede. Di certo il nuovo progetto darà risposte del tutto innovative, con un apparato tecnologico più avanzato anche termini ambientali ed energetici». © RIPRODUZIONE RISERVATA