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27/05/2020

Ospedale Chieti, fondi azzerati e nuove strategie

Il Messaggero

LA SCELTA
CHIETI La decisione che cancella i 30 milioni di contributo destinati al project financing proposto dal gruppo Maltauro - Nocivelli per costruire il nuovo ospedale di Chieti, e che scrive la parola fine su una vicenda oggetto di un aspro scontro politico, è nella delibera numero 285 della Giunta regionale approvata ieri. Un provvedimento che così recita: «è soppressa la disposizione afferente la destinazione delle risorse presenti in eccesso nel bilancio Gsa (gestione sanitaria accentrata) al contributo pubblico per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Chieti ai sensi dell'articolo 180 comma 6 del decreto legislativo 50/ 2016». Quei 30 milioni, dice in sostanza la delibera, verranno utilizzati per ripianare le perdite delle Asl relative al quarto trimestre 2019. La delibera della Giunta Marsilio, dunque, modifica in maniera sostanziale quella adottata il 18 maggio di due anni fa dal governo D'Alfonso, e stabilisce al tempo stesso che il contributo pubblico previsto nel Codice degli appalti è garantito mediante ulteriori risorse che derivano dall'articolo 20 della legge 67/1988, ovvero il programma straordinario di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. Nella delibera si afferma inoltre che è necessaria una nuova valutazione dell'interesse pubblico originario. Per realizzare (eventualmente) un nuovo ospedale a Chieti, si ricorrerà al programma ministeriale che da oltre tre decenni finanzia tali opere. Nel caso di Chieti, la contrarietà al project Maltauro, valore 278 milioni di euro, da parte dell'attuale assessore Mauro Febbo è stata esplicita e forte fin da quando era consigliere regionale di opposizione. Un'avversione totale ribadita qualche giorno fa quando lo ha definito inutile e faraonico. Oggi si apre un'altra prospettiva: sul tappeto c'è un altro project financing, da 40 milioni di euro, proposto da Coopservice di Reggio Emilia, e mai esaminato, che prevede la riqualificazione, il recupero dal punto di vista sismico, l'ampliamento e il miglioramento architettonico del policlinico, senza interferire sull'attività sanitaria. Con le palazzine a maggior rischio, la C e la F, che verrebbero adeguate in soli sei mesi rispetto ai due anni previsti per l'intero intervento. Sarà questa la strada seguita dal governo regionale? L'esame del progetto Maltauro è durato sei anni e non ha prodotto nulla. Il policlinico di colle dell'Ara non può più attendere: ha bisogno di interventi urgenti e che non gravino sulle casse pubbliche.
Alfredo D'Alessandro
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