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15/10/2020

Orti comunali per i giovani

Corriere della Sera - Silvia Seminati

Il bando
Palazzo Frizzoni cerca ortolani giovani a cui affidare la coltivazione di appezzamenti di terreno in città. Non solo giovani: il bando, pronto a fine ottobre, sarà aperto a tutti i cittadini maggiorenni. Ma a parità di punteggio, l'orto andrà alla persona meno anziana. a pagina 7

Il Comune di Bergamo cerca ortolani giovani a cui affidare la coltivazione di appezzamenti di terreno in città. Non solo giovani, il bando - che dovrebbe essere pronto a fine mese - sarà aperto a tutti i cittadini maggiorenni. Ma all'amministrazione piacerebbe che a lavorare la terra con vanga e zappa fossero anche i giovani visto che gli attuali orticoltori sono in larga maggioranza uomini adulti (pochissime le donne) e pensionati. «Non penalizzeremo gli anziani, daremo punteggi alti anche a loro, ma questa volta vorremmo avere un occhio particolare per i giovani», spiega l'assessore al Verde pubblico, Marzia Marchesi. Questo vuol dire che, a parità di punteggio, l'orto andrà alla persona più giovane. Qualcuno si è già fatto avanti. «Ci erano arrivate richieste da alcuni ventenni interessati a coltivare gli orti, spero partecipino al bando - dice l'assessore Marchesi -. Attualmente abbiamo un ortolano di 25 anni, ma è un'eccezione. Si è fatto avanti anche un bambino di 12 anni, è arrivato con la mamma e ci ha spiegato che vorrebbe coltivare un orto. Una passione che gli è venuta alla scuola Rosa, grazie all'impegno della maestra Laura. Quest'estate il bambino ha coltivato gli orti del Quintino. Se la sua mamma parteciperà al bando e si aggiudicherà l'orto, potrà aiutarla». L'avviso pubblico per l'assegnazione delle aree orticole disponibili o con contratti in scadenza, una cinquantina, verrà pubblicato sul sito del Comune.


In totale, gli orti del Comune sono circa 200 e di diverso tipo. Il nuovo regolamento per la concessione degli orti identifica tre tipologie. Ci sono gli orti urbani, assegnati a singoli cittadini, quelli collettivi, destinati ad associazioni senza scopo di lucro che consentono anche a chi non ha sufficienti conoscenze tecniche di beneficiare delle conoscenze e della relazione con altre persone oltre che dei prodotti di un lavoro collettivo, e gli orti didattici, riservati (con apposita convenzione) alle scuole.


Oltre al criterio dell'età, nell'assegnare gli orti il Comune darà la precedenza alle famiglie numerose, a quelle con difficoltà economiche e alle associazioni con il maggior numero di iscritti e legami con altre realtà del territorio dove ci sono gli orti. Chi coltiverà l'appezzamento non potrà vendere i prodotti coltivati e avrà l'orto in concessione per 3 anni (rinnovabili per altri 3). Dovrà anche compartecipare alle spese, 50 euro all'anno, per l'illuminazione e l'acqua. «In ogni spazio orticolo - spiega l'assessore - abbiamo portato l'acqua, così chi coltiva non deve riempire le cisterne, che diventano un ricettacolo di zanzare».


L'obiettivo del Comune è fare un bando all'anno per gli orti e creare nuovi appezzamenti. «Uno lo realizzeremo nel centro di Città Alta, nella zona di via San Pancrazio, dove adesso ci sono alberi e panchine - dice l'assessore -. Sono stati i residenti a chiederci gli orti nel borgo storico».


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In giunta

Il nuovo regolamento per
la concessione degli orti
identifica
tre tipologie:
gli orti urbani, quelli collettivi
e gli orti didattici

Il nuovo regolamento cambia i criteri di assegnazio-ne degli orti:
a parità
di punteggio, viene data
la precedenza al più giovane (sopra, l'assessore al Verde Marzia Marchesi)


Foto:

Alla Malpensata Un angolo degli orti collettivi di via Leoncavallo, in città