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27/05/2021

Orlando-industriali nuovo scontro rabbia dei sindacati

La Stampa - LUCA MONTICELLI

LICENZIAMENTI E APPALTI
MONTICELLI - PP. 8-9 Non più un obbligo, ma un forte incentivo a non licenziare. Dal primo luglio le grandi aziende potranno attivare la cassa integrazione gratuita per tutto il 2021 impegnandosi a mantenere i dipendenti, altrimenti saranno libere di lasciare a casa il personale. È questa la mediazione raggiunta all'interno del governo che il premier Mario Draghi, parlando da Bruxelles, spera possa essere condivisa dalle parti sociali. «È stato fatto un passo avanti - sottolinea - un miglioramento sia rispetto alla posizione che vedeva l'eliminazione del blocco che rispetto a quella che stabiliva di mantenerlo». Il responsabile del Lavoro Andrea Orlando aveva inserito nel Decreto Sostegni bis la proroga del divieto di licenziare fino al 28 agosto, attirandosi l'ira di Confindustria, ora non può che fare buon viso a cattivo gioco. Intervistato dal Tg3 dice: «Era una norma ispirata dal buon senso sulla quale si è sviluppata una polemica assolutamente ingiustificata. Io sono soltanto preoccupato di dare quanti più strumenti possibili per evitare effetti negativi sui lavoratori». Il ministro del Pd, accusato anche dentro l'esecutivo di aver tentato un blitz sui licenziamenti, incassa l'appoggio dei colleghi Roberto Speranza e Stefano Patuanelli, mentre Carlo Bonomi ribadisce: «Se non ci sono le fondamenta di un rapporto di lealtà istituzionale sarà molto difficile uscire da un periodo di crisi drammatica». I sindacati alzano un muro sul dietrofront del governo e vanno all'attacco. Il segretario della Cisl Luigi Sbarra evoca 577 mila posti a rischio dal primo luglio e critica la mossa di Palazzo Chigi definendola «debole» perché «non riuscirà ad arginare lo tsunami sociale e occupazionale». Per il leader della Cgil Maurizio Landini da Draghi è arrivato «un messaggio sbagliato: si è ascoltato un po' troppo Confindustria ma i problemi non si risolvono licenziando, non è questo il momento di aprire ulteriori fratture sociali nel paese». Landini è convinto che la partita non sia chiusa: «Continueremo a chiedere che ci sia una proroga del blocco». Il numero uno della Uil Pierpaolo Bombardieri, rivolgendosi alle associazioni datoriali, lancia un patto per prolungare lo stop ai licenziamenti fino a dicembre e dare così «il buon esempio». In allarme la Conferenza episcopale italiana che invita a non estinguere le protezioni per i lavoratori. Il vicepresidente della Cei e vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla usa un'immagine particolarmente cruda: «Bisogna immaginare un'uscita graduale perché con tutti i soldi spesi fino adesso, chiudere improvvisamente l'ombrello farebbe galleggiare molti morti». Durissima la reazione dell'Usb che proclama otto ore di sciopero per protestare contro i licenziamenti e la bozza del Decreto Semplificazioni che permette il ritorno del massimo ribasso nelle gare e il subappalto libero. Proprio per stemperare i toni, con Cgil, Cisl e Uil che minacciano lo sciopero generale e il Pd che non vuole la deregulation sul Codice di Cantone, potrebbe saltare dal testo della bozza la liberalizzazione del subappalto. Sembra destinata dunque a restare la soglia del 40% e dovrebbe scomparire il riferimento al massimo ribasso. Una revisione più robusta delle norme del Codice degli appalti verrà rimandata a un disegno di legge delega. Il confronto politico e il compromesso sul provvedimento è atteso in settimana e, sempre nella conferenza stampa dopo il Consiglio europeo, Draghi ha annunciato che il testo definitivo sarà pronto a giorni: «Sarà condiviso in tutte le sedi politiche necessarie, cabina di regia e Consiglio dei ministri». Il Decreto Semplificazioni è uno snodo importante perché rappresenta il primo pacchetto di misure stabilite dal cronoprogramma del Recovery plan per rimuovere i "colli di bottiglia" che frenano la crescita. Draghi, per il momento, più che arginare la burocrazia dovrà occuparsi di contenere le richieste di partiti, imprese e sindacati. - © RIPRODUZIONE RISERVATACARLO BONOMI PRESIDENTE CONFINDUSTRIA
Se non ci sono le fondamenta di un rapporto di lealtà sarà molto difficile uscire dalla crisi MAURIZIO LANDINI LEADER DELLA CGIL Il governo ha ascoltato un po' troppo Confindustria ma i problemi non si risolvono licenziando
I LICENZIAMENTI Fino al 30 giugno cassa integrazione (cig) covid gratuita e divieto di licenziamento totale per tutte le aziende, sia quelle che usano cig sia quelle che non la usano Per chi vale la norma per industria per i servizi per l'edilizia Dal 1 luglio Cig gratuita in cambio dell'impegno a non licenziare nessun dipendente: non un divieto, ma un forte incentivo a non licenziare il divieto totale di licenziamento vale fino a fine ottobre e la cig gratuita fino a fine anno 577 mila i posti a rischio dopo lo sblocco dei licenziamenti secondo la Banca d'Italia

Foto: ANSA


Foto: Il ministro Orlando