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07/07/2020

Ora si tratta sulla lista delle opere prioritarie

Il Sole 24 Ore - Manuela Perrone

DL SEMPLIFICAZIONI
Lunedì nuovo vertice Il Consiglio dei ministri potrebbe slittare a martedì
ROMA

Elenco delle opere strategiche prioritarie da sbloccare con iter super veloci, procedure semplificate sopra soglia, Via, subappalti e condoni "mascherati". Sono questi i principali nodi irrisolti del decreto semplificazioni, quelli su cui continua la trattativa delle forze politiche della maggioranza. Che, nonostante la «fretta, frettissima» del premier Giuseppe Conte, si sono aggiornate a lunedì per nuovi vertici. Tanto che la data del Consiglio dei ministri, al quale approderà anche il nuovo Piano nazionale riforme, balla tra lunedì sera e martedì, come anticipato ieri dal ministro M5S dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Il preconsiglio fiume di giovedì sul testo di 48 articoli sulle semplificazioni, com'era prevedibile, non è stato risolutivo. Al momento, in merito alle procedure sopra soglia (5,2 milioni), esistono due formulazioni. Una è quella originaria, messa a punto dai tecnici della presidenza del Consiglio, che prevede per un anno una disciplina semplificata transitoria applicabile a un ampio elenco di cantieri: edilizia scolastica e ospedaliera, strade, autostrade e ferrovie. L'altra è quella che invece chiede una parte del Pd, quella meno propensa ad allentare le maglie del Codice appalti e convinta, peraltro, che la corsia "veloce" vada riservata solo agli appalti strettamente legati all'emergenza Covid (sanitari), pena il rischio di violare le norme Ue.

Ma c'è di più. Italia Viva ha continuato a sollecitare che con il decreto sia accompagnato da un elenco delle opere strategiche di rilevanza nazionale da sbloccare con l'iter rapido disegnato dall'articolo 2. Un punto su cui Conte ha convenuto. Il risultato è che lunedì alle 16.30 al ministero dei Trasporti guidato dalla dem Paola De Micheli si terrà una riunione specifica per provare a sbrogliare la matassa. Nella sua enews Matteo Renzi dà la meta come quasi raggiunta: «In settimana il Cdm dovrebbe approvare il decreto e la cosa bella è che dovrebbero esserci inserite le opere pubbliche e private da sbloccare. Un grazie a Lella Paita e Luciano Nobili per il duro lavoro». Spiega la deputata Paita: «La lista è importante per due ragioni: significa prendere un impegno serio con il Paese e dimostrare di avere una visione. Non servono necessariamente opere enormi, servono opere strategiche. Penso a certe infrastrutture idrauliche essenziali, ad esempio».

Per Iv nel decreto andrebbe recuperato anche il piano su risparmio idrico dissesto idrogeologico presentato dalla ministra Teresa Bellanova. E se i renziani fanno mettere agli atti il disappunto per la riforma dell'abuso d'ufficio (per loro norme ad personam per "salvare" le sindache M5S Raggi e Appendino), su cui però l'accordo è fatto, riconoscono invece i «passi avanti» sui poteri dei commissari previsti all'articolo 9 della bozza. Quanto ai supercommissari modello Genova, sia Iv sia M5S sembrano aver deposto le armi. Anche perché soprattutto i Cinque Stelle hanno incassato, all'articolo 2, gli ampi poteri di deroga alle stazioni appaltanti e l'inserimento delle opere previste nei programmi Anas e Rfi. I Cinque Stelle resistono invece sul dimezzamento da 60 a 30 giorni dei termini dati ai cittadini per presentare osservazioni nell'ambito delle procedure di Valutazione di impatto ambientale. E un altro fronte aperto, ma non di natura politica, riguarda i subappalti, tema su cui va ancora trovata la soluzione compatibile con il diritto europeo. Infine, nella maggioranza si discute ancora sui condoni. Perché, secondo Leu, nascosti nelle pieghe del decreto ce ne sono ancora. Ma Patuanelli ieri ha garantito: «I condoni non faranno parte di questo provvedimento».

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