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05/06/2019

«Ora rinnovo, niente liti»

Corriere della Sera - Paola Di Caro

l'intervista silvio berlusconi
«Ho fondato Forza Italia, l'ho guidata per 25 anni e continuerò a farlo» dice Silvio Berlusconi: serve
un rinnovo ma senza liti.

a pagina 13


ROMA
Non esiste alternativa a questo centrodestra. Ad un governo di centrodestra. O a nuove elezioni. Lo vogliono anche «la stragrande maggioranza dei leghisti». E non ci saranno suoi passi indietro. Ma Silvio Berlusconi un'idea per una nuova formula di coalizione ce l'ha: «Serve una federazione fra i nostri partiti, con un unico programma e l'indicazione preventiva dei ministri». Da fare al più presto.

Questo perché pensa che il governo sia arrivato al capolinea?

«La crisi è nei fatti, inevitabile: per ora l'hanno evitata, a prezzo dell'ennesimo compromesso paralizzante sul codice degli appalti, ai danni delle aziende e di chi lavora nel settore, ma al prossimo provvedimento importante per il Paese Lega e Cinque Stelle saranno di nuovo in conflitto. Del resto si è mai visto un premier che convoca una conferenza stampa per chiedere ai due vice se vogliono proseguire con l'esperienza di governo? Bisogna cambiare registro subito per almeno due ragioni».


Quali?


«Per i danni che sono stati fatti finora all'economia, che versa in condizioni drammatiche. E perché il governo è ormai incapace di prendere decisioni, intrappolato com'è in un grande gioco di ruolo che impegna per tutto il tempo i tre protagonisti. Un gioco sulla pelle degli italiani».

Chiede un passaggio parlamentare?

«Non spetta a me decidere. Ma i governi iniziano e finiscono in Parlamento. Se domenica avessimo votato per le Politiche, il centrodestra avrebbe una maggioranza netta in Parlamento».


Cosa succede in caso di crisi?


«L'unica cosa certa, crisi o non crisi, è che l'Ue chiederà a questo governo il conto di tutti gli errori commessi in politica economica. I Cinque Stelle procedono da un anno in una direzione disastrosa per i portafogli e i risparmi degli italiani: giusto ieri hanno tolto soldi a decine di migliaia di cittadini sulle pensioni. Qualcuno si stupisce se cominciano a fallire addirittura le catene di supermercati? Il decreto Dignità ci ha fatto perdere 186 mila posti di lavoro rispetto al primo trimestre di un anno fa, la disoccupazione giovanile ha ripreso ad aumentare. La situazione sta precipitando».


Ha parlato con Salvini?


«Con lui ho un rapporto cordiale e del resto siamo alleati e governiamo insieme la maggioranza delle Regioni. Non l'ho sentito perché non mi intrometto nelle dinamiche della maggioranza di governo. La Lega non deve cambiare percorso perché lo chiedo io: deve farlo per sé, per i suoi elettori e per il bene del Paese. Salvini si è reso ben conto che di soli "no" non si vive ma si muore. Chi tra i parlamentari di FI lavora a contatto coi leghisti mi dice che la stragrande maggioranza di loro vuole andare al voto».


C'è spazio per un altro governo in questa legislatura?


«Ci si può provare a partire dalla coalizione che è arrivata prima alle elezioni di un anno fa, cioè il centrodestra. La nostra coalizione si è confermata maggioranza nel Paese anche alle Europee e in tutte le elezioni regionali».


E se la soluzione fosse un Conte-bis?

«I bis si concedono in caso di successo: qui siamo al disastro... L'Italia dovrà scrivere una legge di Bilancio delicatissima e avviare con la Ue una trattativa molto difficile: per farlo avrà bisogno di un governo autorevole, non di un esecutivo sfiduciato dagli elettori e dagli stessi contraenti del cosiddetto contratto di governo».


In caso di necessità sosterrebbe un governo tecnico?


«Io, come la stragrande maggioranza degli italiani, non voglio mai più sentir parlare di "governo tecnico". Gli esecutivi devono avere una legittimazione politica e devono riflettere le scelte degli elettori. Non serve un prestanome, ma un governo forte, espressione della volontà popolare, che possa esercitare appieno le sue funzioni».


Ma al voto come andreste? Salvini pare tentato dalla corsa solitaria o da un asse sovranista con la Meloni.


«C'è un solo schema vincente, quello del centrodestra unito, che abbia come anima e come colonna portante FI, il grande partito del lavoro e dell'impresa, dei valori liberali, la casa dei moderati italiani. Tutte le altre ipotesi si tradurrebbero in una sconfitta sicura».


Ma se Salvini non ci stesse, potreste dialogare con pezzi del centrosinistra moderato, da Renzi a Calenda?


«Non è possibile alcuna intesa politica con esponenti del Pd: lo dico senza lasciare spazio ad alcuna ambiguità».


Lei sarà il politico italiano più votato nel Parlamento europeo. Da adesso si dedicherà soprattutto all'Europa?


«Ringrazio ancora una volta i quasi 600 mila italiani che mi hanno votato. Farò esattamente ciò che ho promesso in campagna elettorale; del resto già il giorno dopo il voto ero a Bruxelles per tessere la tela delle alleanze».


In FI c'è grande tensione, lei ha promesso un congresso «vero»: è pensabile che per sé riservi un ruolo da padre nobile e non più operativo, magari anche per favorire un'alleanza con Lega e FdI?


«Io sono il fondatore di FI, l'ho guidata per 25 anni e continuerò a farlo. Ho creduto e investito sempre e sistematicamente nel rinnovamento dei dirigenti, promuovendo un ricambio della classe politica che non si è mai realizzato prima. Continueremo a farlo anche attraverso un congresso: voglio che siano sempre più coinvolti i giovani, e i tanti validi amministratori locali che costituiscono l'anima di FI sul territorio».


Intanto Giovanni Toti chiede le primarie e ha convocato una sua assemblea per il 6 luglio .


«Tutto ciò che divide il nostro movimento e ne dà una immagine litigiosa assolutamente lontana dalla realtà disturba me, disturba i nostri elettori e fa solo il gioco dei nostri avversari. Nel corso della mia esperienza politica non sono poche le persone nelle quali ho intravisto un talento e che ho provato a sostenere, facendole emergere. Giovanni Toti è uno di questi e l'ho sostenuto affinché emergesse. Lo abbiamo candidato ed eletto governatore della Liguria, senza passare da alcuna competizione con altri azzurri e tanto meno da elezioni primarie».


Sembra che molti azzurri però siano attratti dall'iniziativa: la preoccupa?


«Sinceramente no. Alcuni dei nostri parlamentari di cui sono stati fatti i nomi, come ad esempio il nuovo governatore del Piemonte Cirio, mi hanno chiamato per smentire qualsiasi intenzione divisiva. Nel nostro sistema maggioritario non c'è davvero spazio per un nuovo partito che volesse essere la copia di FI. Chiamarsi fuori non ha senso e far cambiare insegna a qualche pezzo di classe dirigente non ha significato politico né prospettive elettorali».


Insomma, lei resta in campo: ma come può cambiare il centrodestra?


«Penso che le attuali formazioni del centrodestra debbano presentarsi unite alle prossime elezioni costituendo tra loro una federazione che presenti un unico programma e che indichi preventivamente i nomi dei ministri che formeranno il nuovo governo. Un centrodestra così raccoglierebbe secondo i nostri sondaggisti oltre il sessanta per cento dei voti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

14

la percentuale di voti ottenuti da Forza Italia alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Alla Camera dei deputati il partito guidato dal leader Silvio Berlusconi ha insediato 104 parlamentari. Al Senato, invece, gli eletti di FI sono stati 61

8,8

la percentuale di voti ottenuti da Forza Italia alle elezioni europee del 26 maggio scorso. Il partito guidato da Berlusconi ha ottenuto l'8,8% nel Nord Ovest, il 5,8 nel Nord Est, il 6,2 nell'Italia centrale, il 12,3 al Sud e il 14,8 nelle isole

560

le migliaia
di preferenze per Silvio Berlus coni alle elezioni europee del 26 maggio. Il leader di FI è stato tra i più votati. Il massimo delle preferenze sono state registrate dal leghista Matteo Salvini con circa 2,3 milioni

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No ai governi tecnici

Io, come gran parte degli italiani, non voglio mai più sentir parlare

di governo tecnico. Non serve un prestanome,

ma un esecutivo forte

La guida

Sono il fondatore di FI, l'ho guidata per 25 anni e continuerò a farlo. Coinvolgeremo sempre di più i giovani anche

attraverso il congresso


Foto:

In campo Il fondatore e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, 82 anni, auspica una crisi di governo e un ritorno alle urne ( Epa )