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05/03/2020

Ora non ci resta che la Bce

MF - Luisa Leone

CORONAVIRUS LA FED TAGLIA DELLO 0,5% IL TASSO D'INTERESSE MA WALL STREET REAGISCE CEDENDO IL 2,9%
La mossa a sorpresa della banca centrale Usa non rassicura i mercati ma amplifi ca le paure. La parola passa a Francoforte, che medita di varare forti misure di sostegno. A cominciare dalle pmi (Leone a pagina 9) L'imperativo è correre. I denari per rilanciare l'economia italiana messa alle corde dal Coronavirus devono essere disponibili il più presto possibile sui territori e il canale bancario è ancora ampiamente il più utilizzato dalle imprese. Per questo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nel Salva- Italia allo studio dell'esecutivo, che si articolerà in almeno due decreti per una potenza di fuoco fino a 15 miliardi, potrebbe trovare posto anche la riforma del credito cooperativo. Il Movimento Cinque stelle ne ha fatta una bandiera e anche il Pd, con il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, ha da tempo allo studio una trasformazione che consenta alle piccole banche di non risultare «significant» per la vigilanza europea, con tutti gli obblighi e i vincoli più stringenti anche in termini di capitale, che questo comporta. La riforma che ha creato i due grandi gruppi oggi esistenti, Iccrea e Cassa centrale banca, è criticata da più parti e la soluzione che potrebbe uscire dal cilindro sarebbe quella di adottare per tutte le bcc il modello già utilizzato per le quelle trentine, ovvero l'adozione di un Isp (Institutional protection scheme), ovvero un sistema di tutela istituzionale, che garantisce la solvibilità dei partecipanti. Una sorta di meccanismo di solidarietà che non implica la partecipazione a un vero gruppo e che ha comunque un soggetto gestore, in cui potrebbero trasformarsi le attuali capogruppo dei due poli. Intanto si continua a lavorare anche sul fronte degli investimenti pubblici da mobilitare per il rilancio dell'economia.Buona parte del piano farà perno sugli enti locali, che saranno chiamati a veicolare in fretta sull'economia qualche miliardo recuperato tra le pieghe dei fondi europei ad essi dedicati. Da programmare e riprogrammare ci sono almeno 15 miliardi e se davvero una buona parte di questi riuscisse a essere sbloccata, l'impatto sul tessuto economico sarebbe visibile rapidamente. Per renderlo possibile si sta valutando più flessibilità di bilancio per le amministrazioni territoriali e l'eliminazione o l'innalzamento, almeno temporanea, della soglia (140 mila euro) per gli affidamenti diretti. Questa spinta alla spesa degli enti locali dovrebbe fare il paio con la parziale sospensione, per qualche anno, del Codice degli appalti, per far entrare in circolo nell'economia risorse significative nell'arco di sette-otto mesi. Intanto per questa mattina il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato una riunione con tutti i ministri per discutere delle misure da adottare per far fronte alle ricadute dell'emergenza Coronavirus. L'incontro servirà a fare il punto delle varie proposte ministeriali, in vista del tavolo convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi con le parti sociali. (riproduzione riservata) Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/salvaitalia

Foto: Giuseppe Conte