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23/09/2020

Ora la procura guarda al passato e punta agli anni di Fassino

La Stampa - GIUSEPPE LEGATO

L'ALTRA INCHIESTA IL CASO NATO NEL 2012
- P.49 Nel giorno in cui il gup Alessandra Piffner condanna la sindaca di Torino Chiara Appendino per falso ideologico in atto pubblico a sei mesi con sospensione condizionale della pena assolvendola contestualmente dall'accusa di abuso d'ufficio, c'è un altro fronte della vicenda Ream che accelera e porta con sé un fascicolo di inchiesta ormai in fase avanzata. È quello aperto mesi fa dal pm Gianfranco Colace, in forza al pool che indaga sui reati contro la pubblica amministrazione. Un fascicolo che nulla c'entra con l'aspetto contabile di presunti illeciti (già ampiamente ispezionato dall'inchiesta dei procuratori aggiunti Enrica Gabetta e Marco Gianoglio) e che sposta le lancette del tempo - e delle possibili responsabilità penali e politiche - a otto anni fa quando a Torino era in carica la giunta di centrosinistra guidata da Piero Fassino. Un'altra faccia della medaglia finora inesplorata. Il blitz Nelle scorse settimane i finanzieri del gruppo di polizia tributaria sono tornati in Comune per acquisire ulteriori atti mirati all'operato di Fassino e della sua squadra di governo. Non è il primo blitz che i militari hanno condotto in pochi mesi (sono stati anche nella sede centrale della fondazione Crt) sentendo anche alcuni dirigenti comunali come persone informate sui fatti. L'ipotesi d'accusa a corredo del procedimento penale è turbativa d'asta. Con particolare riferimento a un fatto considerato quantomeno singolare: nel 2012 Ream versa al Comune una caparra da 5 milioni per garantirsi un diritto di prelazione sulla vendita dell'ex area Westinghouse. Quando però nel 2013, cioè quasi un anno dopo, si apre il bando indetto da Palazzo Civico per la riqualificazione del sito, Ream nemmeno si presenta alla gara. Un fatto giudicato "anomalo" che mette nel mirino le procedure di aggiudicazione dell'area, dell'epoca e successive, con una possibile asta alterata. E che potrebbe accendere un faro in generale su alcune operazioni spesso tempestive in soccorso al Comune in momenti di forte carenza di fondi comunali. Una coincidenza? Sullo sfondo campeggia sempre un mantra riproposto a scadenze regolari nell'ambiente grillino secondo cui già nel 2012 la caparra di Ream sarebbe stata un prestito mascherato per far quadrare i conti. È davvero cosi? L'inchiesta mira a fare chiarezza anche su questo aspetto. I dubbi Intanto accanto a delibere, pareri, determine dirigenziali, manifestazioni di interesse, bandi e procedure di gara si tutti acquisiti dalla polizia giudiziaria negli scorsi mesi, sarebbe aggiunta anche la perizia disposta dal gup del processo sul falso contabile in cui la fase "amministrativa" dell'intera vicenda è ampiamente ricostruita. Ed è lì che si annidano i dubbi degli inquirenti e le relative indagini. Perché Ream ha versato una caparra senza poi nemmeno prendere parte alla gara vera e propria? Un legittimo ripensamento? Si vedrà. Intanto è agli atti come nel lontano 2013 alla procedura partecipino soltanto Amteco&Maiora e NovaCoop che finirà per rinunciare a partecipare a fronte un'offerta della concorrente da 19,7 milioni. Il Tar, in un successivo ricorso della società uscita sconfitta, darà torto ai ricorrenti. L'accordo tra Comune e i vincitori del bando non avrà però particolare fortuna. Perché dopo un primo versamento di 8 milioni circa nelle casse di Palazzo Civico Amteco&Maiora non onorerà la successiva scadenza invocando una rateizzazione della cifra da versare ma in assenza di fidejussione a garanzia del credito il Comune deciderà di rinunciare all'accordo. Ora è Esselunga a subentrare alla società inadempiente senza però finora fare passi concreti e definitivi per la riqualificazione dell'area in questione. Non si è ancora compreso se questo segmento della vicenda sia rimasta fuori o meno dall'inchiesta bis .- © RIPRODUZIONE RISERVATA

L'ASSESSORE

Condanna a 6 mesi l'assessore al Bilancio Sergio Rolando per la variazione di bilancio 2016LA SINDACA
CHIARA APPENDINO SINDACA DI TORINO Non ho tratto alcun vantaggio personale, anzi: l'accusa, nella sostanza, era di aver ingiustamente "avvantaggiato" il Comune. Se è stato fatto questo errore, ribadisco che è stato fatto in assoluta buona fede e senza alcuna volontarietà di commettere il falso. Ricorrerò in appello, certa della mia innocenza e della mia assoluta buona fede Ammonta a sei mesi la condanna per Chiara Appendino con sospensione condizionale della pena L'EX BRACCIO DESTRO Le tappe L'accordo Nel 2012 l'allora sindaco Fassino firma un accordo con Ream che versa una caparra come prelazione sull'ex Westinghouse La gara L'anno successivo il Comune mette a gara l'area: Ream non partecipa, si fa avanti Novacoop ma il bando viene aggiudicato ad Amteco&Maiora Tre anni di limbo L'operazione non si concretizza fino a fine 2016 con Appendino che chiude l'accordo con Amteco e incassa la prima tranche L'incertezza Nel 2018 il Comune restituisce la caparra a Ream, intanto Amteco si sfila, subentra Esselunga ma l'operazione a oggi è ferma Paolo Giordana è stato condannato a 8 mesi per falso ideologico sul bilancio relativo al 2016