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24/09/2020

«Ora basta scuse L’autunno più nero chiede solo rigore»

Il Giornale di Vicenza

LE REAZIONI. Le categorie economiche commentano i risultati del voto
Appello unanime per «una nuova stagione politica» Vescovi: «Il cittadino ha bisogno di amministratori con una buona gavetta, disposti a sporcarsi le mani»
Una nuova stagione politica, economica e sociale. È l'appello che, a urne chiuse, sottoscrivono all'unanimità le associazioni di categoria vicentine. Nel giorno dell'equinozio di un autunno che si preannuncia rovente, all'indomani del quasi plebiscito al 76,79% per Luca Zaia e della rottamazione del parlamento decisa dal 62,73% dei vicentini, i sentimenti del mondo produttivo sono contrastanti.Da un lato, come riconosce il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi, «i risultati molto netti dicono quello che da tempo cerchiamo di chiedere alla politica a tutti i livelli: e cioè che il cittadino ha bisogno di un amministratore che ha fatto la gavetta e che si occupa in modo pragmatico delle questioni del territorio, mettendoci faccia e competenze». Qualcuno in grado di «ascoltare davvero e sporcarsi le mani».Il modello zaiano, del resto, ha fatto e sta facendo scuola non solo in Italia, ma anche in Europa, dov'è osservato speciale.Ma dall'altro, rileva il numero uno degli industriali berici, il periodo che si apre richiede, più che mai, il massimo sforzo collettivo: «La cosa migliore di oggi, 22 settembre, è che per i prossimi sei mesi non saremo in campagna elettorale - evidenzia Vescovi - pertanto non ci sono scuse: governo e politici nazionali si concentrino su come affrontare con rigore il peggior autunno mai visto dal dopoguerra».Che i prossimi mesi rappresentino un «banco di prova della fiducia al governo regionale concessa attraverso un consenso record» ne è convinto anche il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca: «All'orizzonte ci sono le olimpiadi invernali, c'è la necessità di portare a termine opere come l'alta velocità, la Pedemontana veneta, lo sbocco a nord della Valdastico; c'è la possibilità di migliorare ulteriormente la sanità e vanno trovate nuove vie per il rilancio del turismo».Da fare insomma - nel terzo mandato del presidentissimo e in una regione che «vale più di 160 miliardi di Pil» - ce n'è. Senza scordare l'autonomia, per la quale, conclude Rebecca, «serve un cammino spedito, visto che potrebbe dare vigore alla ripartenza post Covid».Infrastrutture viarie e tecnologiche, digitalizzazione delle imprese, snellimento della burocrazia («serve il "metodo olimpiadi" nella progettazione e stop al codice degli appalti»), formazione ma, anche, collaborazione con le regioni del nuovo triangolo industriale - oltre al Veneto Lombardia ed Emilia-Romagna-.Nell'agenda di Confartigianato Vicenza sono 15 i punti del "position paper" già sottoposti alla politica «per migliorare competitività e benessere», come riassume il presidente Agostino Bonomo, nella sua doppia veste di rappresentante provinciale e regionale. In una parola, quella che a queste latitudini fa più presa, lavoro.«Il plebiscito carica Zaia e la sua squadra di una certa responsabilità - osserva Bonomo - e Confartigianato si è presa l'impegno, anche verso i suoi soci, di essere pungolo e strumento di controllo affinché questo vademecum-libro dei sogni venga concretizzato».Guarda con speranza alla nomina di un assessore "al cibo" o quanto meno di un consigliere con delega specifica, Coldiretti. «In campagna elettorale abbiamo fatto sottoscrivere a tutti i candidati presidenti, perciò anche a Zaia, un patto in dieci punti che ora chiediamo venga mantenuto», è l'invito del presidente provinciale Martino Cerantola. Dall'assessorato al cibo «che dovrà mettere in relazione agricoltura, sanità, ambiente e turismo» alla fauna selvatica, dalla tutela del territorio al supporto e agli incentivi ai giovani, Cerantola si augura dunque «che il buon lavoro già avviato prosegua anche nei prossimi cinque anni».Il sostegno alle filiere produttive, assieme ad una maggiore sinergia tra pubblico e privato e ad un nuovo equilibrio Stato-regioni da raggiungere attraverso l'autonomia differenziata è la ricetta auspicata anche da Confindustria Veneto.Il presidente Enrico Carraro, nel complimentarsi con Zaia per la «larghissima maggioranza», esorta ora a «prendere decisioni coraggiose e lungimiranti utilizzando al meglio le risorse importanti che arriveranno proprio dall'Europa, in un momento cruciale per il futuro del territorio».È finito, insomma, il tempo della «fuffa ideologica fine a se stessa, motivo per cui due votanti su tre - puntualizza Vescovi - hanno deciso di tagliare il numero dei parlamentari, considerandoli superflui». Un epilogo che «dovrebbe far riflettere chi vive le istituzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA